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Leoni, il lungo tunnel è finito: il difensore del Liverpool torna a pieno regime con il gruppo

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Leoni, il lungo tunnel è finito: il difensore del Liverpool torna a pieno regime con il gruppo

Leoni, il lungo tunnel è finito: il difensore del Liverpool torna a pieno regime con il gruppo.
C’è un rumore, apparentemente banale, che per Giovanni Leoni ha un significato enorme: quello dei tacchetti sull’erba del campo di allenamento. Dopo più di un anno vissuto quasi interamente in infermeria, il difensore italiano del Liverpool è tornato finalmente ad allenarsi a pieno regime con il resto del gruppo, chiudendo di fatto il capitolo più difficile e complicato della sua giovane carriera. Un rientro atteso, programmato con pazienza dal club inglese, che ora si appresta a riabbracciare uno dei prospetti difensivi più interessanti del calcio europeo.

Leoni, la notte che cambiò tutto: l’esordio e il crociato

Per capire il peso di questo momento, bisogna tornare indietro al 23 settembre 2025, quando Leoni, arrivato quell’estate dal Parma per circa 31 milioni di euro, aveva appena iniziato la propria avventura ad Anfield. Quella sera, in Coppa di Lega contro il Southampton, l’allora tecnico Arne Slot gli concesse la titolarità, e il giovane centrale rispose con una prestazione solida, fatta di sicurezza nei contrasti e personalità al di sopra della propria età. Poi, attorno all’81º minuto, il dramma: un movimento banale, la sensazione di un dolore mai provato prima, e la certezza, comunicata immediatamente al compagno di squadra Conor Bradley, di essersi rotto il legamento crociato del ginocchio sinistro.

Lo stesso Leoni, mesi dopo, avrebbe raccontato quel momento con parole toccanti ai microfoni della Gazzetta dello Sport: “Appena sono caduto a terra ho detto a Conor Bradley, mio compagno di squadra: ho fatto il crociato. Non mi era mai successo prima, ma è stata una sensazione strana, ho pensato: è finita, punto. Un dolore grande, forte, il più forte che abbia mai provato in vita mia”. Parole che raccontano bene lo shock iniziale, ma anche la lucidità con cui il difensore ha scelto di affrontare da subito la riabilitazione, trasformando in pochi mesi una delusione cocente in una sfida personale da vincere.

La lunga riabilitazione, passo dopo passo

Operato subito dopo l’infortunio, Leoni ha trascorso l’intera stagione 2025-26 lontano dai campi di gioco, impegnato in un percorso di recupero scandito da tappe precise: prima la piscina e la palestra del centro sportivo AXA di Kirkby, poi, a partire dalla fine di marzo 2026, il graduale ritorno agli allenamenti individuali sull’erba, fino al rientro con il gruppo completo entro la fine di aprile. Un percorso che il club inglese ha scelto di gestire senza mai forzare i tempi, consapevole di come un rientro affrettato avrebbe potuto compromettere ulteriormente il futuro di un classe 2006 considerato tra i più promettenti difensori del proprio giro generazionale.

Nel corso di questi mesi, Leoni non ha mai nascosto la propria determinazione a tornare più forte di prima. “Ora la parte più difficile è alle spalle”, aveva dichiarato a gennaio, quando il percorso di recupero era ancora agli inizi. “Sto facendo la riabilitazione, sono in piscina, in palestra. Penso che la cosa fondamentale sia questa: la testa può fare la maggior parte del lavoro”. Parole che raccontano la maturità di un ragazzo che, nonostante la giovane età, ha saputo trasformare mesi di frustrazione in un percorso di crescita personale, prima ancora che fisico.

Un’estate di attesa e il nuovo corso di Iraola

Anche la scorsa estate, nonostante i progressi, il Liverpool ha scelto la massima prudenza: Leoni ha viaggiato con la squadra nella tournée statunitense di preparazione, ma senza prendere parte agli allenamenti collettivi, limitandosi a lavoro individuale di corsa e palleggio. Nel frattempo, sulla panchina dei Reds è arrivato un cambiamento significativo, con l’addio di Arne Slot e l’approdo di Andoni Iraola, tecnico che già ai tempi del Bournemouth aveva manifestato un interesse concreto nei confronti del giovane difensore italiano, prima che Leoni scegliesse la strada di Anfield.

Proprio Iraola, fin dal suo insediamento, ha indicato il difensore romano come uno dei punti fermi su cui costruire il futuro del reparto arretrato, fissando l’obiettivo di riaverlo a disposizione entro il mese di settembre. Un obiettivo che si è concretizzato proprio in questi giorni, con il rientro in gruppo coinciso con la sosta per le nazionali, un momento scelto non a caso dallo staff tecnico per permettere a Leoni di riprendere confidenza con i ritmi della prima squadra senza la pressione di un impegno di campionato imminente.

Un prospetto che ha già convinto tutti

Al netto delle difficoltà fisiche, va ricordato quale fosse il livello delle aspettative attorno a Leoni prima dell’infortunio, e quanto queste restino tuttora intatte agli occhi degli addetti ai lavori. Cresciuto calcisticamente tra Sampdoria e Parma, il difensore romano aveva vissuto nella stagione 2024-25 una vera e propria esplosione nel campionato italiano, mettendo in mostra doti fisiche e tecniche fuori dal comune per un centrale della sua età: lettura della partita, aggressività nei contrasti, sicurezza nell’impostazione dal basso. Qualità che gli erano valse la prima convocazione in Nazionale maggiore nell’estate 2025, appena due settimane dopo il trasferimento al Liverpool, sotto la gestione di Gennaro Gattuso, seppur senza ancora un esordio ufficiale in azzurro.

Lo stesso Slot, prima di lasciare la panchina dei Reds, aveva speso parole entusiastiche sul percorso di recupero del giovane centrale, arrivando a dichiarare: “Non so se ogni tanto vede qualche post su Instagram del club, questo ragazzo sta diventando una bestia”. Un giudizio che certifica come, al netto dello stop forzato, le qualità fisiche e il lavoro costante di Leoni durante la riabilitazione non siano passati inosservati nemmeno all’interno dello spogliatoio e dello staff tecnico di Anfield.

La concorrenza e la scalata delle gerarchie

Resta da capire, naturalmente, quanto spazio concreto potrà ritagliarsi Leoni nelle rotazioni difensive di un Liverpool che schiera attualmente una batteria di centrali di assoluto livello internazionale, a partire dal capitano Virgil van Dijk, affiancato da nomi come Araujo, Jacquet e Gomez. Una concorrenza di altissimo livello che inevitabilmente porterà il giovane difensore italiano a dover guadagnarsi spazio allenamento dopo allenamento, dimostrando sul campo di meritare fiducia e minutaggio.

Ma il club, va detto, non sembra avere fretta: la presenza di alternative affidabili alle spalle del reparto arretrato permette a Iraola di gestire con calma il reinserimento di Leoni, senza bruciare le tappe di un recupero così delicato e prolungato.

Uno sguardo al futuro, tra club e Nazionale

Il rientro in gruppo rappresenta solo il primo, importante tassello di un percorso che punta a riportare Leoni, nel giro di poche settimane, anche tra i convocati per le partite ufficiali, con la Carabao Cup che potrebbe rappresentare il contesto ideale per un rientro graduale, lontano dalla pressione di un big match di Premier League. Ma le ambizioni, a questo punto, guardano anche oltre i confini del club: un recupero completo e una stagione da protagonista ad Anfield potrebbero finalmente aprire le porte di un esordio in Nazionale maggiore, categoria nella quale Leoni è stato più volte accostato come uno dei nomi del futuro della difesa azzurra.

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