Lionel Messi: El más grande

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I limiti come le paure sono spesso soltanto delle illusioni”. Si tratta di una delle citazioni più iconiche di Michael Jordan, il giocatore di basket più forte di tutti i tempi. Ciò che accomuna il cestista statunitense a Lionel Messi sta proprio nella loro grandezza. Entrambi hanno modificato la concezione dei due sport in una maniera tale da essere considerati i migliori. Entrambi sono andati oltre i propri limiti per arrivare più in alto possibile. Ieri sera la Pulga -anche se non ne avesse sicuramente bisogno- ha dato la dimostrazione del suo immenso talento trascinando la sua squadra sul tetto del mondo proprio come Diego Armando Maradona nell’ormai lontano 1986. Un trofeo questo con il quale ha messo definitivamente la ciliegina sulla torta ad una carriera gloriosa!

Leo sulle orme di Diego: finalmente la Coppa del Mondo torna in Argentina!

Da Rosario -la città del calcio come direbbe un noto commentatore sportivo- al tetto del mondo. Era l’unica coppa che mancava al suo palmarès e con la quale, si può dire, sia finalmente riuscito ad eguagliare o addirittura superare Maradona nel continuo dibattito tra chi è il più forte. Due fuoriclasse vissuti in epoche calcistiche talmente differenti che era impossibile fino a due sere fa giungere ad una conclusione. Il calcio, infatti, è un po’ da considerarsi l’emblema della società mondiale in continua trasformazione. Per quante similitudini ci possano essere, non è possibile paragonare due periodi storici, e lo stesso vale per questo sport.

Lionel Messi: El más grande

Ciò che accomuna più di tutti i due argentini è il fatto che siano entrati nel cuore di tutti coloro che amano il calcio. Ma la differenza sta nei gol messi a segno dai due e dagli innumerevoli trofei alzati dal calciatore del PSG. Così come El Pibe de Oro fu decisivo nella finale contro la Germania Ovest servendo l’assist per la rete della vittoria firmata Burruchaga, così la Pulga è stata decisiva nella finale di ieri con una doppietta e il rigore realizzato con freddezza al termine dei 120′. Leo sulle orme di Diego. Gli unici capaci di portare al settimo cielo un popolo come quello argentino che vive in funzione di questo sport. Due capitani, due leader, due fuoriclasse, ma soprattutto due predestinati.

Il palmarès di Lionel Messi: el más grande de la historia

  • 10 Campionati spagnoli
  • 8 Supercoppa di Spagna
  • 7 Coppa di Spagna
  • 1 Campionato francese
  • 1 Supercoppa di Francia
  • 4 Champions League
  • 3 Supercoppa UEFA
  • 3 Coppa del Mondo per Club
  • 1 Mondiale under-20
  • 1 Oro olimpico
  • 1 Coppa America
  • 1 Coppa CONMEBO-UEFA
  • 1 Mondiale

42 trofei ai quali si aggiungono ben 7 Palloni d’Oro e una caterva di gol bastano per considerare il classe ’87 il più forte di tutti i tempi!

Messi vs Mbappé: il “vecchio” che vince sulle nuove leve

Siate sinceri, chiunque di noi avrebbe voluto vedere una finale Mondiale tra Argentina e Portogallo. Una partita che avrebbe avuto un certo valore emotivo, e che avrebbe potuto chiudere definitivamente la storica dualità tra Messi e Cristiano Ronaldo. Il destino, le parate di Bono e un CR7 in fase calante, non hanno permesso ciò. Fortuna vuole che ci siamo potuti comunque consolare gustandoci una finale stellare tra Argentina e Francia. Una parata di fuoriclasse a caccia dell’ambito trofeo. Sarebbe stato ancora più epocale vedere da una parte l’ex Barcellona e dall’altra il Pallone d’Oro 2022 Karim Benzema battagliare e trascinare le loro rispettive Nazionali, ma quanto è stato spettacolare il duello tra Messi e Mbappé?

Lionel Messi: El más grande

Il “vecchio” contro il nuovo che avanza. Due generazioni opposte che ieri sera hanno dato spettacolo facendo rimanere tifosi e amanti del calcio di tutto il mondo in uno stato d’ansia. L’argentino autore di una doppietta, il francese di una tripletta. Il primo nel segno di Maradona, il secondo nel segno di Pelè. Rispettivamente 7 e 8 gol, MVP del torneo e miglior marcatore. Non bastano gli aggettivi per descriverli. Basta solo aver avuto la possibilità di guadare una gara epocale tra due Nazionali fortissime e due fenomeni che si sono presi la scena. Ad avere la meglio è stato il nativo di Rosario, ma il transalpino non si è dato per vinto dopo 70′ in cui è stato completamente annullato dalla retroguardia biancoazzurra.

L’emozione nel vedere lo stesso Messi dare una mano in copertura e recuperare diversi palloni in mezzo al campo a dimostrazione di quanto realmente ci tenesse non ha prezzo. Ed è per questo che è il più grande. Essere considerato il più forte giocatore al mondo non si vede solo dai gol segnati o dagli assist per i propri compagni, né tanto meno per le giocate individuali, ma in particolare dallo spirito messo a disposizione. Messi non ha messo lui al primo posto, ma la squadra. Non è una cosa da poco!

Lionel Messi: la bellezza del calcio

Siamo dei privilegiati a pensare di aver visto questo extraterrestre calcare i maggiori palcoscenici europei e internazionali. 713 reti in 870 partite disputate in carriera. Numeri da urlo che inseriscono Lionel Messi al primo posto di tutte le classifiche possibili e immaginabili. Ovviamente per arrivare così in alto il merito non è stato solo suo, ma anche dei suoi compagni e degli allenatori avuti. Da Xavi, Iniesta, Neymar, Di María, Aguero e tanti altri, fino ad arrivare alle guide di Guardiola, Luis Enrique e dello stesso Scaloni. CT ad interim, è subito entrato in sintonia con il capitano dell’Albiceleste entrando nelle grazie sue e della selezione sudamericana in un uno dei momenti più delicati della storia della Nazionale campione del mondo.

Lionel Messi: El más grande

Scaloni è stato capace di ridare entusiasmo ad un ambiente reduce dalla delusione per i Mondiali di Russia 2018 quando il cammino degli argentini terminò agli ottavi di finale proprio contro la Francia. Una squadra e un Lionel Messi ancora scossi per la sconfitta in finale dell’edizione 2014 alla quale l’ex giocatore di Atalanta e Lazio ha riportato in alto. La Pulce grazie alla guida del tecnico di Santa Fe ha riacquisito la leadership necessaria per trascinare i suoi prima al successo in Coppa America, poi sul tetto del mondo. Un ruolo da vero protagonista alla faccia di chi affermava che Leo non avesse la giusta personalità per indossare la fascia da capitano. Messi ha vinto. Ha vinto contro i suoi critici, contro i suoi maggiori rivali, contro la delusione di Brasile 2014. Chiudendo con un’altra citazione da parte dell’ex guardia dei Chicago Bulls: “Per imparare ad avere successo, devi prima imparare a fallire”. Questo aforisma descrive al meglio il percorso del fantasista argentino. Tanti trofei è allo stesso tempo sinonimo di sconfitte, ed è per questo che El Diez di questa generazione è da esempio per tutti nella vita di ogni giorno. ¡Muchas gracias Leo!

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