Liverpool-Lipsia (2-0): analisi tattica e considerazioni

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Liverpool-Lipsia (2-0): analisi tattica e considerazioni

Dopo l’importante vittoria della gara d’andata, il Liverpool sconfigge ancora una volta il Lipsia per 2-0, qualificandosi ai quarti di finale di Champions League. Gli inglesi sono riusciti a portare a casa la qualificazione grazie ad una esemplare gestione del match, ai dettagli, e sfruttando la poca esperienza dei tedeschi. Questi fattori, in una competizione di questo genere, fanno la differenzaer qu. Proprio per questo la squadra di Jürgen Klopp ha dimostrato di possedere grande maturità, a dispetto delle assenze importanti (ecco di seguito l’analisi tattica di Liverpool-Lipsia).

firmino-liverpool Liverpool-Lipsia (2-0): analisi tattica e considerazioni

Niente da fare per un Lipsia interessante dal punto di vista del gioco e del grande talento dei calciatori in rosa, ma poco incisivo. Il merito è sicuramente dei padroni di casa, ma da Nagelsmann e dai suoi giocatori ci si aspettava di più, vista la grande qualità e dinamicità di questa compagine e il secondo posto in classifica in Bundesliga.

Da entrambe le parti ci sono state diverse assenze, ma sia nella partita d’andata che di ritorno gli inglesi sono stati superiori sotto tutti i punti di vista.

Qui di seguito l‘analisi tattica di Liverpool-Lipsia.

Primo tempo: gestione intelligente del Liverpool e poco Lipsia

Nei primi 45′ non si è visto un grande spettacolo. Il match è iniziato con un buon possesso palla da parte degli uomini di Klopp, con i tedeschi pronti a sfruttare Dani Olmo e Nkunku per le ripartenze. 

Col passare dei minuti il Lipsia ha tentato di prendere in mano il pallino del gioco creando un paio di buone occasioni da gol. Nonostante ciò sono stati i padroni di casa ad andare più vicini all’1-0 con una loro azione tipica, caratterizzata da un lancio lungo in verticale verso i tre attaccanti. Giocare infatti con un tridente formato da Salah, Mané e Diogo Jota come falso nueve, comporta proprio una preparazione della partita concentrata sul contropiede per sfruttare la rapidità e qualità di questi giocatori. 

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In fase di non possesso gli inglesi fanno tanto movimento al quale si aggiunge un’ottima difesa di posizione, scegliendo in maniera ragionata i tempi del pressing. I Reds forti della vittoria dell’andata, gestiscono in modo intelligente la gara senza forzare mai la giocata, e rallentando anche i ritmi.

La compagine sassone, invece, ha deluso molto nella prima frazione. Tenendo conto dei due gol da recuperare, non sono riusciti ad intimorire il reparto difensivo avversario. I Roten Bullen sono parsi con poche idee e coraggio causati forse dalla molta inesperienza in campo internazionale. L’ottima fase di non possesso del Liverpool non ha sicuramente aiutato con Sabitzer costretto ad arretrare per dare un’alternativa di passaggio al solito Kampl, e con Nkunku poco intraprendente e continuamente fermato da Alexander-Arndold.

Secondo tempo: Lipsia pericoloso, ma Liverpool superiore

Nel secondo tempo il Lipsia sembra entrare in campo con un piglio diverso. La squadra di Nagelsmann gioca a ritmi più elevati per tentare di recuperare i due gol subiti all’andata, ma senza successo. Prima Upamecano, e poi Sorloth e Hwang, entrati rispettivamente al posto dei deludenti Kampl e Poulsen, prendono in mano la squadra, dando una “scossa”, ma la superiorità offensiva del Liverpool prevale su tutto.

Le rete siglate dai soliti Salah, e dopo pochi minuti da Mané, chiudono definitivamente la qualificazione ai quarti di finale. Ciò nonostante i giovani talentuosi del Lipsia non si perdono d’animo e continuano a giocarsela, tentando nel limite delle loro forze di rendersi pericolosi dalle parti di Alisson.

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Questo dimostra come questa squadra, a dispetto della bassa età media e della poca esperienza in Champions, abbia una precisa identità e una grande voglia di farsi valere, tipica mentalità da squadra tedesca che ha portato lo stesso Bayern Monaco sul tetto del mondo.

Visto il risultato, nel corso degli ultimi 20 minuti succede poco e niente dal punto di vista tattico. I Reds continuano a giocare in modo ragionato risparmiando le energie. I tedeschi, invece, sono costretti ad arrendersi alla superiorità dei padroni di casa e abbandonano la Champions anticipatamente rispetto alla scorsa stagione.

Liverpool-Lipsia, analisi tattica: le considerazioni finali

Nonostante una Premier League al momento molto deludente, il Liverpool dimostra quanto tenga a questa competizione, giocando con un atteggiamento diverso, e prestando attenzione ai dettagli. Esatto, i dettagli, proprio loro hanno permesso agli uomini di Klopp di poter superare il turno contro un avversario ostico come il Lipsia. I campioni d’Inghilterra sono stati furbi e intelligenti nell’affrontare queste due gare. Nella prima hanno saputo sfruttare la poca esperienza dei giocatori tedeschi e i loro svarioni difensivi.

Questa sera, invece, sono stati semplicemente superiori nella gestione dell’incontro e nel limitare il più possibile le trame offensive della squadra di Nagelsmann. La squadra di Klopp a dispetto anche delle assenze ha giocato in maniera a tratti aggressiva. Un vero e proprio esempio da seguire per le altre squadre.

Lipsia-twitter Liverpool-Lipsia (2-0): analisi tattica e considerazioni

Termina qui invece l’avventura del Lipsia. I Rotten Bullen avevano di fronte un avversario superiore, e sono stati traditi dagli errori madornali dei difensori all’andata. L’atteggiamento visto comunque in campo dai tedeschi è una delle note positive di questa squadra. I tedeschi hanno dimostrato anche in questa Champions League di farsi valere, grazie all’enorme potenziale e talento dei propri giovani. Nel match di questa sera alcuni di loro, come Forsberg, erede di Werner, Yussuf Poulsen e Dani Olmo, non hanno inciso come al solito, ma questo gruppo ha un grande futuro davanti a sé. Considerando allo stesso tempo le assenze di Angeliño per la sua velocità e intraprendenza sulla sinistra, e del neo acquisto Szoboszlai, il bilancio totale è più che positivo.

Quarti di finale meritati per i Reds. I dettagli e la voglia di andare oltre le assenze importanti, che stanno influendo molto su questa stagione, hanno fatto la differenza. Dai quarti di finale può succedere di tutto, e chissà che gli inglesi non ci sorprendano ancora una volta!

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