Liverpool-Real Madrid (0-1): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Il Real Madrid batte il Liverpool per 1-0 e conquista la 14^ Champions League della sua storia. A decidere la finale di Parigi è la rete di Vinicius al minuto 59. La squadra di Ancelotti subisce per lunghissimi tratti la supremazia territoriale e l’intensità dei reds, ma riesce a reggere difensivamente. Il reparto arretrato, con tutti i suoi interpreti, ivi incluso uno strepitoso Courtois, mantiene a galla i blancos. Poi, come accaduto spesso in questa edizione della Coppa, la capacità di soffrire e resistere nei momenti di difficoltà si traduce in cinismo e abilità nel colpire. Il tecnico emiliano può così festeggiare il quarto titolo da allenatore in questa competizione. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio quali sono le chiavi di questo Liverpool-Real Madrid attraverso la nostra analisi tattica. Partiamo con una rapida presentazione delle formazioni.

Liverpool-Real Madrid (0-1): analisi tattica e considerazioni

Per il suo 4-3-3, Klopp manda subito in campo i due in dubbio alla vigilia: Fabinho e Thiago Alcantara. In porta c’è ovviamente Alisson, protetto dalla linea difensiva composta da Alexander-Arnold, Konaté, Van Dijk e Robertson. In mezzo al campo, a completare il reparto con i due suddetti, c’è il capitano Henderson. Davanti, la scelta del terzo elemento per il reparto offensivo, oltre a Salah e Mané, ricade su Luis Diaz. 

Nessuna novità, invece, nello speculare 4-3-3 di Ancelotti. Tra i pali Courtois, Mendy e Carvajal sugli esterni, con Alaba e Militao a formare la coppia centrale. Casemiro davanti alla difesa, affiancato dalle mezz’ali Kroos e Modric. Tridente d’attacco classico con Benzema punta centrale e Vinicus e il jolly Valverde che partono larghi.

Primo tempo: i reds fanno vedere qualcosa in più, ma il Real regge

Una finale con Liverpool e Real Madrid può offrire molteplici spunti sul piano dell’analisi tattica. Si tratta di due squadre costellate di grandissimi giocatori, in grado di mettere in pratica più soluzioni. Tra esse, però, spiccano alcune caratteristiche che inevitabilmente le differenziano. E che si apprezzano costantemente durante la gara.

Nei primissimi minuti, la partita vive una fase di studio. I reds partono con grande intensità, tenendo il baricentro molto alto. La linea difensiva gioca praticamente all’altezza della linea di metà campo e il pressing è feroce per cercare di stroncare il palleggio spagnolo. I blancos rispondono portando su i terzini e creando superiorità numerica sulla fascia sinistra, facendovi partire largo anche Benzema.

Pian piano però, cominciano ad emergere i diversi modi di affrontare la gara da parte delle due squadre. Nella prima metà del tempo, il Liverpool prende il sopravvento, iniziando a dominare la gara. Gli uomini di Klopp muovono molto il pallone, cercando di sorprendere la difesa madrilena con continui cambi di gioco. Sulla destra, i reds attaccano con la costante spinta di Alexander-Arnold e i movimenti ad allargarsi di Henderson. A sinistra, invece, Diaz viene isolato nell’uno contro con Carvajal. Il terzino spagnolo riesce a tenere botta, anche grazie all’aiuto in raddoppio di Valverde, che spesso si schiaccia sulla linea difensiva, trasformandola a 5.

Liverpool-Real Madrid (0-1): analisi tattica e considerazioni

Oltre al predominante possesso palla, gli inglesi cominciano anche a costruire diverse e pericolose occasioni. Le situazioni più interessanti arrivano quando l’esterno offensivo dal lato debole stringe dentro al campo per concludere l’azione. Oppure quando gli attaccanti vengono trovati in verticale nelle zone interne, potendo così puntare la difesa e arrivare al tiro. Tale giocata viene trovata con continuità anche perché sia Fabinho che Thiago godono di estrema libertà in fase di costruzione. Il Real cerca di rimanere attento negli ultimi metri, soprattutto con Casemiro, pronto a chiudere ovunque vi sia bisogno.

Liverpool-Real Madrid (0-1): analisi tattica e considerazioni

All’offensiva della squadra di Klopp, quella di Ancelotti reagisce con una insistente ricerca della profondità. Le merengues trovano molto meno palleggio del solito e devono affidarsi ai lanci lunghi per Valverde o Vinicius, sperando di riuscire a sorprendere alle spalle i terzini inglesi.

Nella seconda metà del tempo, però, complice anche l’abbassamento dell’intensità da parte dei reds, il Real riesce a respirare. Modric, dopo aver iniziato in una posizione più avanzata rispetto a Kroos e Casemiro, quasi da trequartista alle spalle di Benzema, torna ad abbassarsi. Il palleggio madrileno si mantiene a ritmi bassissimi, aumentati soltanto dall’unica verticalizzazione per l’attaccante francese. Dalla stessa scaturisce il gol del vantaggio, poi annullato dall’arbitro Turpin su segnalazione del Var per offside.

Si tratta dell’ultima azione significativa del primo tempo, che però accende la squadra di Ancelotti.

Secondo tempo: il Liverpool carica, ma il Real la sblocca

La ripresa presenta ritmi più alti, con le squadre leggermente più lunghe e dunque più inclini a cercare la verticalità. Modric mantiene la sua posizione originaria di mezz’ala destra, mentre Benzema viene molto più coinvolto nella manovra, duettando soprattutto con Vinicius. Il Liverpool spinge, invece, come sempre, sulla fascia destra con Alexander-Arnold, con incursioni sul fondo e sovrapposizioni interne.

Mané continua ad agire fuori dall’area, viene incontro e riceve in verticale alle spalle dei centrocampisti madrileni. Da qui la squadra di Klopp riesce a sviluppare gioco in transizione, ma ancora una volta deve fare i conti con la diligente difesa di Ancelotti. E poi deve anche guardarsi le spalle, perché ai blancos basta poco per far male. Così avviene al minuto 59. Valverde incontra (troppo) spazio sulla destra, arriva in area e fa partire un tiro-cross che trova tutto solo Vinicius sul secondo palo. Il brasiliano approfitta della totale disattenzione di Alexander-Arnold e insacca la rete del vantaggio.

Liverpool-Real Madrid (0-1): analisi tattica e considerazioni

Il Liverpool carica a testa bassa e costringe il Real ad una mezz’ora finale esclusivamente difensiva. Al minuto 65, Klopp manda dentro Jota per Diaz, progressivamente spentosi nel corso del match e in netta difficoltà contro Carvajal. I reds pagano un po’ di confusione e finiscono per sbattere contro l’esperienza del Madrid. Casemiro svolge un eccellente filtro davanti alla difesa, andandosi ad occupare soprattutto dell’insidiosa posizione di Mané. Vinicius, invece, dà una gran mano in ripiegamento a Mendy, raddoppiando Salah quando l’egiziano rimane largo.

Al minuto 77, Klopp effettua un’altra sostituzione, stavolta doppia. Entrano Firmino e Keita, escono Henderson e Thiago. Ecco una prima significativa variazione sotto il profilo dell’analisi tattica di Liverpool-Real. Il brasiliano va inizialmente a collocarsi alle spalle di Mané, agendo tra le linee, per poi inserirsi in area. I due e Jota, però, si scambiano spesso di posizioni tra esterno di sinistra, prima punta e trequartista nel nuovo 4-2-3-1 disegnato dal tecnico tedesco. Il Madrid continua comunque a resistere ai colpi del Liverpool, con un’eccellente fase difensiva in cui spiccano per concentrazione e determinazione i due centrali Alaba e Militao. I reds faticano a far breccia nel castello madrileno. Quando ci riescono, poi, devono fare i conti con un insuperabile Courtois.

Liverpool-Real Madrid (0-1): analisi tattica e considerazioni

Con gli inglesi molto sbilanciati, per la squadra di Ancelotti si apre la strada per ripartenze in campo aperto che però non vengono sfruttate. Il tecnico emiliano inserisce forze fresche in mezzo al campo. Prima entra Camavinga per Valverde, poi Ceballos per Modric. Infine, nel recupero, c’è spazio anche per Rodrygo al posto di Vinicius. Il Liverpool si gioca gli ultimissimi assalti con Van Dijk avanzato da centravanti aggiunto e i soli Robertson e Konaté a difendere dietro. Per i reds finisce con un nulla di fatto e al triplice fischio si scatena la gioia madridista.

Analisi tattica Liverpool-Real Madrid: le considerazioni finali

Il Real Madrid vince questa finale con la stessa attitudine dimostrata nel lungo cammino di questa Champions, soprattutto a partire dalla fase ad eliminazione diretta. Le armi messe in campo sono sempre le stesse: capacità di soffrire, di resistere, di giocare anche prevalentemente in difesa, per poi colpire alla prima occasione. Un cinismo e una tempra che sono il marchio impresso da Ancelotti a questa squadra, a cui poi non manca una quantità abbacinante di talento mista ad esperienza. E così, dopo il successo in Liga, arriva quello in Europa. Il numero 14 per il club più vincente nella storia di questa competizione.

Per il Liverpool arriva un’altra sconfitta in finale contro la squadra della capitale spagnola. Gli uomini di Klopp dominano sicuramente la gara sotto il profilo statistico e della produzione offensiva. Manca però quel pizzico di cattiveria per trasformare le grandi occasioni in gol. Al netto però anche di un Courtois veramente straordinario. I reds pagano poi un errore difensivo divenuto atavico in questa stagione. Se offensivamente i due esterni bassi sanno essere devastanti, talvolta lasciano a desiderare in copertura, facendosi spesso cogliere disattenti alle spalle. Una sconfitta che fa inevitabilmente male, ma che non deve ridimensionare troppo un’annata comunque straordinaria e segnata dalla conquista delle due coppe nazionali.

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