Manchester City-Leeds (7-0): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Nel turno infrasettimanale valido per la giornata 17 di Premier League, il Manchester City si impone sul Leeds con un sonoro 7-0. La squadra di Guardiola mette in scena all’Etihad un vero e proprio spettacolo di calcio, infliggendo al loco Bielsa la più pesante sconfitta della sua carriera da allenatore. Vediamo insieme nell’analisi tattica della partita le chiavi vincenti che hanno permesso al Manchester City di annientare totalmente il Leeds. Iniziamo, come sempre, dando un primo sguardo alle formazioni iniziali.

I padroni di casa scendono in campo disposti in un 4-3-3. Davanti a Ederson, la difesa è formata da Zinchenko, Laporte, Dias e Stones, schierato nell’insolita posizione di laterale destro. Centrocampo ricco di fantasia con Bernardo Silva, Rodri e De Bruyne, mentre davanti, Foden funge da finto centravanti con Grealish e Mahrez larghi.

Il Leeds, dilaniato dagli infortuni, conferma il 4-2-3-1 con i medesimi 11 della precedente sfida col Chelsea. Davanti al portiere Meslier, compongono la linea difensiva Firpo, Llorente, Ayling e Shackleton. In mediana ci sono Forshaw e Dallas, mentre alle spalle dell’unica punta James agiscono Harrison, Roberts e Raphinha.

Primo tempo: il City dimostra subito la sua superiorità

L’analisi tattica di Manchester City-Leeds ci mostra un predominio pressoché totale della squadra di Guardiola, sia dal punto di vista territoriale che tecnico. I padroni di casa cominciano subito col baricentro alto e una pressione asfissiante sui portatori di palla degli ospiti. Questo facilita enormemente sia il recupero della sfera, sia la possibilità di trovarsi già con molti uomini nella metà campo avversaria. In fase di impostazione, il City tiene i due terzini molto alti e larghi, avviando l’azione dal basso con i due centrali e andando subito alla ricerca delle due ali, Grealish e Mahrez che si accentrano e creano scompiglio con la loro tecnica.

In assenza di un numero 9 puro, Guardiola rispolvera uno dei capitoli più interessanti della sua enciclopedia calcistica: quello secondo cui il vero centravanti della squadra è lo spazio. Soprattutto nel primo tempo, i suoi uomini esprimono a perfezione questo concetto, attraverso una serie incessante di movimenti, volti sempre a liberare lo spazio per il compagno. Se le due ali si accentrano, sono le mezz’ali ad allargarsi, soprattutto a sinistra con Bernardo Silva, per cercare di tenere comunque dilatata la difesa. Ma la situazione tattica che il Leeds soffre di più è quella legata ai movimenti sull’asse centrale tra Foden e i centrocampisti.

Manchester City-Leeds (7-0): analisi tattica e considerazioni

L’attaccante inglese si abbassa molto venendo incontro, portando con sé il Ayling, che lo segue ovunque. Questo crea un buco nella retroguardia della squadra di Bielsa che il City attacca con decisione grazie agli inserimenti senza palla dei centrocampisti. Arrivano così due dei tre gol della prima frazione. Al minuto 8, con lo stesso Foden, che ribadisce in porta una respinta del portiere dopo una percussione di Rodri. Al minuto 32, con De Bruyne che viene lanciato a rete da un bel servizio in verticale del centrocampista spagnolo. I mediani del Leeds faticano a garantire il giusto filtro, perché in inferiorità numerica e in netta difficoltà contro la supremazia tecnica dei fantasisti dei citizens.

Secondo tempo: il Leeds non reagisce e il City dilaga

Pur se in balia dell’avversaria, la squadra di Bielsa cerca di non rinunciare ai propri principi, per questo cerca sempre di impostare l’azione dal basso. Tuttavia, l’intensità del pressing del City costringe i Peacocks a perdere molti palloni o comunque a gettarne via la maggior parte attraverso lanci lunghi sui quali i Laporte e Dias hanno vita facile. Roberts è il giocatore offensivo che più cerca di farsi vedere, mettendosi a disposizione dei compagni, svariando su tutto il fronte e venendo incontro per aiutare la manovra. 

Con una partita in totale controllo, la squadra di Guardiola allenta la ferocia della pressione, ma continua ad arrivare alla conclusione con irrisoria facilità. Tutto merito delle straordinarie doti tecniche dei giocatori offensivi e del grande spazio che si creano. La chiave tattica rimane sempre la stessa: Foden si abbassa molto, spesso sulla linea di metà campo, portando fuori posizione il difensore, per poi provare a infilarlo in velocità alle spalle.

Manchester City-Leeds (7-0): analisi tattica e considerazioni

Nell’ultima mezz’ora, il tecnico catalano gestisce con i cambi le energie di alcuni giocatori chiave e comincia a trovare gol anche da palla inattiva. Bielsa, invece, prova a inserire forze fresche per trovare quanto meno il gol della bandiera. Ma l’ingresso del giovane Gelhardt, classe 2002, non apporta i benefici sperati. In particolare, la squadra patisce la serata per nulla esaltante del suo giocatore più talentuoso, Raphinha. L’esterno brasiliano non riesce a incidere, è costretto ad abbassarsi molto per ricevere palloni giocabili e non riesce a dare nemmeno un contributo efficace in fase difensiva. Il tecnico argentino lo inverte di posizione con Harrison, decisamente più vivo e intraprendente, per cercare qualche spunto in più sul lato di Zinchenko.

Analisi tattica Manchester City-Leeds: le considerazioni finali

Guardiola infligge una severa ed umiliante lezione di calcio al suo maestro, riuscendo così a batterlo per la prima volta. Il City centra così il settimo successo consecutivo e legittima il suo primato in classifica con una prestazione celestiale, esprimendo un calcio totale. Tutti i giocatori sono dotati di una tecnica sopraffina, a cominciare dal portiere, e sono in grado di giocare il pallone con proprietà e coraggio. Una squadra che riesce ad armonizzare e a valorizzare a meraviglia tutto l’arsenale di qualità di cui dispone, come un coro composto dalle migliori voci in circolazione. Tutto grazie, ovviamente, ad un allenatore straordinario che non smette mai di incantare. 

Per il Leeds arriva invece arriva una bruttissima sconfitta, tanto sul piano del punteggio, quanto per quello che la squadra ha prodotto in termini di occasioni. Una serata in cui a salvarsi è forse il solo portiere Meslier che, nonostante il passivo e il continuo bombardamento da parte dei giocatori del Manchester, si è fatto trovare pronto quando ha potuto. La squadra traballa ancora nelle zone pericolose della classifica e gli infortuni e il calendario non giocano certo a favore degli uomini di Bielsa. Dopo aver affrontato Chelsea e City, nelle prossime giornate arrivano Liverpool e Arsenal a poter complicare la difficile situazione della squadra del West Yorkshire.

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