Milan, dal 2017 al 2023: questo mercato non è da “cose formali”

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Se c’è in assoluto una protagonista di questo mercato in Italia, quella è senza dubbio il Milan del nuovo corso targato Furlani-Moncada. Sette acquisti, a fronte dell’unica (e dolorosa) cessione di Sandro Tonali, hanno riportato alla mente dei tifosi rossoneri (e non solo) quella calda estate del 2017, la famosa estate delle cose formali del duo sciagurato composto da Fassone Mirabelli. Infatti, complici le operazioni ancora da portare a termine (almeno un altro paio), il numero di acquisti di questa sessione estiva di trattative potrebbe avvicinarsi agli 11 colpi messi a segno sei anni fa. 

E già in molti, tra sostenitori milanisti e non, rievocano i risultati di quelle mosse tanto numerose (come quest’anno) quanto avventate. Ma, tuttavia, il progetto tecnico e la scelta dietro agli acquisti già completati fino ad ora non hanno (sulla carta) nulla a che vedere con le operazioni dei dirigenti di quella disgraziata era cinese.

Milan, dal 2017 al 2023: questo mercato non è da "cose formali"
Leonardo Bonucci con la maglia del Milan

Milan, il mercato del 2017: rivoluzione fallimentare

Il mercato del 2017, in casa Milan, aveva un obiettivo di base fondamentale: rivoluzionare l’intera rosa. Nelle stagioni precedenti, infatti, i rossoneri vantavano uno schieramento mediocre e privo di qualità, complici acquisti sbagliati e poche risorse economiche a disposizione da poter investire. L’avvento di Fassone Mirabelli, nelle intenzioni della proprietà cinese, doveva portare una svolta a Milanello. E nei numeri, in effetti, rivoluzione fu: 11 acquisti, per un totale di 186 milioni spesi. Un’intera formazione, sostanzialmente: Antonio Donnarumma; Andrea Conti, Mateo Musacchio, Leonardo Bonucci, Ricardo Rodriguez; Franck Kessie, Lucas Biglia, Hakan Calhanoglu; Fabio Borini, Nikola Kalinic, André Silva.

Quelle scelte, se sulla carta potevano essere ottimali, alla fine in campo non hanno dato le risposte sperate. E il motivo, in fondo, è semplice. Un’intera squadra rivoluzionata nei suoi titolari (ad eccezione di Gigio Donnarumma, Alessio Romagnoli, Jack Bonaventura e Suso), non poteva semplicemente garantire dei risultati immediati. Trovare un’amalgama tra i reparti, creando il giusto equilibrio, richiedeva tempo e pazienza. Elementi che sono mancati, in quanto quelle scelte, evidentemente, non erano frutto di una reale esigenza tecnica concordata con l’allenatore, che all’epoca era Vincenzo Montella. E infatti, dopo una manciata di giornate di campionato, il tecnico campano venne esonerato per lasciar posto a Gennaro Gattuso.

Milan, dal 2017 al 2023: questo mercato non è da "cose formali"
Christian Pulisic, Milan

Milan, il mercato del 2023: player trading

L’idea di base che sta accompagnando il mercato del Milan in questo 2023 è diametralmente opposta alle scelte adoperate all’epoca da Fassone Mirabelli. Al di là degli scetticismi iniziali, in virtù degli addii in sequenza di pilastri come Ibrahimovic, la coppia Maldini-Massara e Sandro Tonali, il nuovo board delle trattative rossonere, composto da Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, ha scelto una strada ben precisa: fare player trading per consegnare alternative valide allo scacchiere di Stefano Pioli. Ceduto l’ex Brescia, infatti, con gli 80 milioni incassati sono arrivati sette acquisti, di cui solo tre da considerare titolari a tutti gli effetti: Ruben Loftus-Cheek, Tijjani Reijnders e Samuel Chukwueze. Gli altri nomi, su tutti Christian Pulisic e Noah Okafor, serviranno ad ampliare quella coperta che, nel momento clou della passata stagione, si è rivelata essere cortissima. In particolare in attacco, dove si sono concentrate le manovre più numerose del Diavolo.

Un ulteriore elemento di rottura di questa calda estate di trattative con quella del 2017, è senz’altro la comunità di intenti tra dirigenti e allenatore. Infatti, tutti i profili individuati nascono da richieste di Stefano Pioli, che a giudicare dalle caratteristiche dei nuovi arrivati, ha posto priorità tecniche da rispettare: fisicità, velocità e abilità nel dribbling. Chiaramente, restano ancora dei vuoti da colmare, come un terzo centrocampista e un vero vice-Giroud. Oltre alle cessioni dei diversi esuberi ancora presenti in rosa. Ma sulla carta, questa sequenza di colpi, rispetto a quelli del 2017, hanno un significato radicalmente diverso. E i tifosi rossoneri, ora, sperano anche in un risultato diverso.

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