Milan, Donnarumma: quale futuro? Tutte le opzioni

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Milan, Donnarumma: quale futuro? Tutte le opzioni

Il dado è tratto: con ogni probabilità Gianluigi Donnarumma non sarà più il portiere del Milan dalla prossima stagione. Troppi i 20 milioni di commissione richiesti da Mino Raiola, oltre al rifiuto del rinnovo valevole 8 a stagione, a fronte dei 10 richiesti. Per questo, Maldini si è mosso in anticipo per assicurarsi le prestazioni di Mike Maignan, talentuoso estremo difensore classe 1995. Manca solo l’idoneità sportiva e il quasi ex Lille vestirà la casacca rossonera in cambio di 15 milioni a stagione per 3 anni. Ora, invece, che ne sarà di Gigio?

Donnarumma, un percorso con gloria e salite

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quella domenica di autunno, il 25 ottobre 2015. A San Siro il Milan sfida il Sassuolo, sulla panchina siede Sinisa Mihajlovic. Il focoso allenatore serbo, a sorpresa, sceglie di schierare un sedicenne Donnarumma al posto del titolare Diego Lopez. Di quella gara, non ci si ricorda granché, ma è di fatto il match che lo promuove a titolare inamovibile dalla porta. L’annata successiva, a soli 17 anni, è ricordato per il miracolo su Khedira in Milan-Juventus 1-0, ma non solo. In Supercoppa Italiana para, alla lotteria dei rigori, il tiro di Paulo Dybala, che consegna a Doha l’ultimo trofeo nella bacheca milanese, nel dicembre 2016. A 17 anni e 189 giorni, inoltre, diventa il più giovane portiere a vestire la maglia azzurra, quando sostituisce Buffon in un’amichevole contro la Francia. Predestinato è dire poco.

L’estate successiva segna l’arrivo di Fassone e Mirabelli, con conseguente campagna acquista faraonica (poi non ripagata sul campo). L’accordo tra Milan e Donnarumma per il rinnovo non è raggiunto e la tifoseria si scatena. All’Europeo Under-21 si gettano banconote sull’area dove presiede il portiere, mentre sui social impazzano i soprannomi, del tipo “Dollarumma“. Alla fine, pace fatta, con l’aggregazione alla rosa del fratello Antonio, protagonista di una carriera alquanto modesta. Da lì in poi, con i vari Montella, Gattuso, Giampaolo e Pioli Gigio resta lì, nessuno può insediare il suo posto. Nonostante le prestazioni eccellenti, condite da qualche pecca di gioventù, le soddisfazioni sul campo sono poche. Fino ad arrivare all’ultimo match contro l’Atalanta, che corona il ritorno del Milan in Champions League dopo sette anni di astinenza. Ora, però, dopo 251 gettoni, è il momento dell’addio a zero. Con un po’ di rancore e qualche rimpianto.

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Il futuro

Il futuro del classe 1999, banalmente, è dalla sua parte e hanno inizio i tormentoni su chi sarà la squadra che se lo aggiudicherà. In prima fila, in Italia, c’è proprio la Juventus. Una scelta che farebbe sicuramente male ai supporter del Milan, considerando il passaggio ad un arci rivale. Senza considerare che, in una sfida di campionato, all’Allianz Stadium Donnarumma baciò lo stemma della sua maglia. I bianconeri, tuttavia, devono tenere conto della titolarità di Szczesny, che sta ripagando con ottime prestazioni. Altro fattore da non sottovalutare, il costo economico dell’operazione che potrebbe gravare su un bilancio non propriamente agevolissimo. 12 milioni a stagione, d’altronde, per un estremo difensore appaiono veramente tanti e ci si interroga su un potenziale investimento, quando anche altri reparti meditano rinforzi adeguati.

Spostandoci dal Belpaese, sono altre due le destinazioni possibili. La prima è il Barcellona, in crisi di identità e alla ricerca di nuove certezze. Ripartire da un 22enne sarebbe un bel messaggio, ma anche in questo caso la presenza di Marc-André Ter Stegen appare un po’ ingombrante. Sicuramente, in terra catalana il nativo di Castellammare di Stabia potrebbe soffrire ulteriori pressioni, anche se per alcuni versi ha già mostrato di essere cresciuto molto. Un’ultima opzione conduce al PSG di Mauricio Pochettino, una tra le pochissime in Europa che potrebbe accollarsi pienamente l’intera spesa. L’attuale guardiano, Keylor Navas, sarebbe vicino al rinnovo del contratto. 34 primavere, tuttavia, col tempo potrebbero iniziare a farsi sentire e allora i transalpini potrebbero agire in tal senso. A giocare a loro favore, la presenza dei compagni di Nazionale Florenzi e Verratti.

Mentre si studia il proseguo della carriera, l’Italia lo attende per Euro 2020, ulteriore vetrina internazionale per le sue prestazioni. Intanto forza Azzurri, il resto si vedrà.

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