Milan-Inter (0-2): analisi tattica e considerazioni

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Milan-Inter (0-2): analisi tattica e considerazioni

L’analisi tattica di Milan-Inter prende il posto delle attese di queste ultime settimane. Si è già detto tutto su questa sfida già vista venti anni fa. Quando la parola passa al campo la tensione lascia lo spazio alla passione e si sciolgono gli ultimi dubbi, anche se in realtà tutto era già chiaro da alcuni giorni.

Il Milan dovrà fare a meno di Leao. Troppo importante il giocatore portoghese per rischiarlo in una partita così importante. Sempre presente in questi giorni al fianco dei compagni, alla fine non entra nella lista e si accomoda in tribuna. La speranza di Pioli e di tutti gli sportivi è vederlo in campo nella partita di ritorno. Insieme a Leao mancherà anche Florenzi sempre per infortunio. L’assenza del portoghese non fa cambiare idea e modulo di gioco a Pioli. Il Milan giocherà con, almeno inizialmente, con il 4-2-3-1 e ci sarà Saelemaekers al posto di Leao. Il giocatore belga può giocare nella stessa posizione di Leao ma con caratteristiche completamente diverse. La spinta garantita da Leao può essere compensata solo da un maggior coinvolgimento di Theo Hernandez e Brahim Diaz. C’è bisogno per il Milan della esplosività del primo e dell’imprevedibilità del secondo per creare problemi alla difesa interista. 

Nessuna sorpresa nemmeno sul fronte Inter. Fedele al suo 3-5-2 senza gli indisponibili Carboni e Skriniar, come prevedibile, Inzaghi non rinuncia alla grande esperienza internazionale di Mkhitaryan così come era chiaro già delle scelte fatte in campionato che la coppia degli attaccanti sarà composta da DzekoMartinez. Il bosniaco è più completo rispetto a Lukaku per come sa far salire la squadra, per come crea gli spazi agli inserimenti dei centrocampisti, per come può essere utile nello spezzare la partenza dal basso dei rossoneri. Detto di Martinez, che tra le punte interiste è l’ideale partner per qualsiasi attaccante ma in particolare di Dzeko, meno scontata, anche se prevedibile, è la scelta di Calhanoglu al posto di Brozovic. Vedremo l’analisi tattica di Milan Inter per capire come il turco si posizionerà nel centrocampo interista e quale compito gli ha assegnato Inzaghi.

Dzeko1 Milan-Inter (0-2): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Milan-Inter, primo tempo: solo nerazzurri

Grande aggressività di entrambe le squadre soprattutto a centro campo. Si prova con i cambi di campo o con i lanci in profondità per le torri. Ma in questi casi sono spesso le palle inattive a diventare decisive. Da un calcio d’angolo all’8′ che nasce il vantaggio dell’Inter:  girata al volo di Dzeko che sfrutta il mismatch con Calabria.

All’11’ azione corale di grande valore dell’Inter. Movimento di Dimarco sulla destra, Dzeko scatta sul primo palo portandosi dietro il centrale del Milan. Ora l’assetto arretrato rossonero è fuori equilibrio e si viene a creare uno spazio vuoto nella zona centrale dell’area. Proprio dove arriva con veemenza Mkhitaryan che riceve l’assist da Lautaro Martinez e batte per la seconda volta Maignan.

Il Milan e alle corde e perde anche Bennacer per infortunio, sostituito da Messias. Pioli sistema il suo centrocampo spostando Brahim Diaz nella posizione di trequartista e Messias largo a destra.

Il Milan cerca di costruire gioco ma non trova efficacia dagli esterni. Theo Hernandez è coperto da Dumfries assistito da Barella o Darmian. Saelemaekers, sottotono per buona parte del primo tempo, non esegue i movimenti necessari a creare lo spazio che dovrebbe aggredire Theo Hernandez. Ecco che l’azione del Milan non riesce a essere ficcante sul lato sinistro.

Diaz, da trequartista, fatica a farsi trovare libero tra gli spazi anche perché Giroud non ha l’abilità con cui Dzeko riesce a smarcare, anche di testa, gli uomini al suo fianco.

L’Inter attende e non si affanna nel recupero palla. Ma quando ne entra in possesso cerca velocemente la verticalità verso i due attaccanti.

Analisi tattica Milan-Inter, secondo tempo: il Diavolo non graffia e l’Inter gestisce

L’analisi tattica di Milan-Inter riparte evidenziando che i due tecnici non effettuano cambi e ricominciano con le medesime formazioni che hanno concluso il primo tempo. Pioli quindi cerca soluzioni muovendo le sue pedine già presenti per riaprire la partita e la qualificazione.

Parte più aggressivo il Milan con il baricentro più alto. Si procura un paio di occasioni con Messias e Brahim Diaz, rendendo più rapida la verticalizzazione verso gli esterni una volta riconquistata la palla. Ma a risultare più pericolosa è ancora l’Inter con le transizioni veloci e l’intelligenza tattica di Dzeko.

Allora Pioli prova con i cambi: Origi per Saelemaekers, Thiaw per Kjaer. Ora la fascia sinistra è tutta per Theo Hernandez e Origi. Entra bene Origi ma da quel lato il Milan non sfonda.

Per l’Inter al 68′ entra Brozovic per Mkhitaryan con Calhanoglu che va a fare la mezzala. Inzaghi cerca di aumentare il possesso palla per respirare e togliere alimento all’azione d’attacco del Milan.

Al 70′ entra Lukaku per il migliore in campo Dzeko ed entra De Vrij per Dimarco. Forze nuove per mantenere di più la palla in avanti e per gestire Origi, entrato bene in partita.

Al 78′ Calhanoglu lascia per infortunio al suo posto Gagliardini, mentre Correa prende il posto di Lautaro Martinez che ha speso tanto nei corpo a corpo con la difesa milanista.

Cambi anche per Pioli per sostituire uomini che hanno dato tutto e cercare nuove energie: 82′ Kalulu e Pobega per gli esausti Calabria e Diaz. Ma nessuno dei cambi rossoneri porta la scintilla che sarebbe stata necessaria per riaprire l’incontro.

theo Milan-Inter (0-2): analisi tattica e considerazioni

Le considerazioni finali

L’analisi tattica di Milan Inter parte dando una risposta alla domanda sul perché Inzaghi ha preferito Calhanoglu a Brozovic. Inzaghi ha scelto di non cercare il palleggio prolungato ma di privilegiare gli inserimenti dei centrali di centrocampo con il turco appunto ma anche con Barella e Mkhitaryan. Scelta azzeccata che sorprende il Milan e in tre minuti l’Inter chiude la pratica. 

Il piano tattico del Milan non ha funzionato. L’assenza di Leao si è sentita e l’aggressione sugli esterni non ha fruttato grandi opportunità. Pioli non aveva però soluzioni in panchina per cercare di modificare il proprio assetto. Così l’Inter ha avuto gioco facile nel gestire il risultato, inserendo poco alla volta uomini votati più alla gestione che all’aggressione. Se il Milan nel secondo tempo ha creato qualche occasione da goal bisogna dire che di rimessa l’Inter ha avuto l’occasione di chiudere definitivamente il discorso.

Rimane una partita di ritorno, che può riservare sorprese soprattutto se il Milan riuscirà a recuperare l’unico giocatore in rosa in grado di cambiare le sorti della partita. Altrimenti Pioli dovrà inventarsi una soluzione completamente diversa per trovare la via del goal e avere una possibilità di conquistare la finale.

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