Milan-Juventus (4-2): analisi tattica e considerazioni

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Il Milan continua il suo momento magico e, dopo aver battuto la Lazio, sconfigge con una incredibile rimonta la Juventus per 4-2.

Analizziamo gli schieramenti delle due squadre e lo svolgimento tattico della partita.

Pioli modifica leggermente il suo schieramento (4-4-2) decidendo di inserire Rebic dal primo minuto al posto di Bonaventura accanto a Ibrahimovic. Infortunato Castillejo spazio ancora a Saelemaekers a destra mentre sulla sinistra dentro Paquetà al posto dell’acciaccato Calhanoglu.

Sarri non può contare sulle pesanti assenze degli squalificati De Ligt e Dybala; dentro Rugani in difesa e Higuain in attacco. Confermato il resto degli undici nel 4-3-3 con in porta Szczesny.

Primo tempo: partita equilibrata con la Juve un po’ più pericolosa

Fin dalle prime battute è evidente l’intento di Pioli di far giocare nuovamente Ibra da playmaker offensivo ma stavolta c’è un punto di riferimento in attacco che è Rebic.

La partita nei primi 25′ è giocata ad un ritmo piacevole con la Juventus che pressa molto alto per recuperare in fretta il pallone.

L’occasione più importante ce l’ha Ronaldo con un’azione personale sulla destra ma il il suo tiro deviato finisce di poco a lato.

Il Milan si fa vedere con un paio di conclusioni centrali di Ibra.

Come detto, dopo il 25′, il gioco si fa più spezzettato, molti calci piazzati in favore dei bianconeri che però fruttano poco alla squadra di Sarri. Interessante il lavoro in fase di non possesso di Higuain che cerca di impedire il passaggio facile in direzione di Bennacer.

La Juve, nonostante i ritmi bassi, si rende pericolosa con delle fiammate improvvise che nascono da pregevoli scambi palla a terra ma i tiri che ne derivano vengono sempre sporcati dai difensori avversari.

Secondo tempo: Juve subito 0-2 poi subisce il rigore e crolla davanti ad un Milan spietato

Avvio di ripresa sprint della squadra di Sarri: Rabiot, molto buona la sua prestazione, supera all’altezza del centrocampo con un tunnel Hernandez e si lancia in un’incredibile azione personale che lo porta a concludere di sinistro dal limite e battere Donnarumma.

Subito dopo, i centrali rossoneri Romagnoli e Kjaer la combinano grossa scontrandosi su un lancio di Cuadrado permettendo così a CR7 di concludere liberamente di sinistro e freddare ancora Donnarumma.

Sembra finita ma il Milan conquista un calcio di rigore per fallo di mano di Bonucci: Ibra lo segna e riapre i conti.

Da qui in poi non c’è una spiegazione tattica su quello che succede ma solo mentale e forse anche fisica: la Juve crolla di schianto e subisce in rapida successione il pareggio firmato da Kessie e il 3-2 da Leao.

Milan-Juventus (4-2): analisi tattica e considerazioni

Sarri, in ritardo, cerca di correre ai ripari inserendo Ramsey, Douglas Costa e Matuidi ma la squadra non riesce a scuotersi facendosi vedere in attacco solo con un colpo di testa di Rugani da corner.

Completa il gran secondo tempo rossonero Rebic che timbra il 4-2 approfittando di un clamoroso cambio gioco errato di Alex Sandro.

Milan-Juventus: le considerazioni finali

Tanto di cappello al Milan che continua a dimostrare di essere molto in forma in questo periodo sia dal punto di vista atletico che tecnico ma anche psicologico: rimontare due gol di svantaggio alla Juventus non è una cosa che capita spesso e in più Pioli allena praticamente già sapendo che la prossima stagione non sarà l’allenatore di questa squadra.

Questi tre punti mantengono i rossoneri in piena lotta per la prossima Europa League.

La Juventus ha gettato via una grande chance per allungare in classifica. La squadra ha ceduto di schianto dopo il rigore subito e non c’è stato modo di rimetterla in carreggiata.

Sarri ha delle colpe perchè qualche giocatore tipo Pjanic sembrava veramente aver finito le energie quando ancora i bianconeri erano in vantaggio; anche col Torino la Juve sembrava aver subito un contraccolpo dopo la rete presa ma una squadra di questo livello ed esperienza non può permettersi di cedere così improvvisamente dopo un gol.

L’unico lato positivo è che la Lazio ha perso ed il vantaggio è rimasto immutato ma sabato arriverà la strepitosa Atalanta di questo periodo e l’attenzione dovrà essere alle stelle per evitare un altro scivolone.

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