Milan, la prolificità di Pioli: tredici gare con due gol all’attivo

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Il Milan e Stefano Pioli, la prolificità che unisce questi due concetti. Il Milan segna almeno due reti da ben 13 partite. Nessuno come lui nella storia dei rossoneri.

Milan-Pioli, prolificità: il percorso

Per tornare all’ultima volta con meno di un gol, bisogna risalire allo scorso 24 luglio, nell’1-1 contro l’Atalanta di Gasperini, altra squadra ben propensa alla fase offensiva. Per la casella 0 nel tabellino, invece, addirittura il 12 giugno, nella prima partita assoluta giocata in Italia nel post-lockdown. 0-0 esterno con la Juventus, semifinale di ritorno di Coppa Italia. Sembra un’era fa, un Milan inconsapevole di quello che avrebbe poi costruito. Da lì in poi, l’incredibile serie di mancate sconfitte: 24, 18 successi e sei pareggi, se si considera la tribolata vittoria ai rigori contro il Rio Ave. Numeri in controtendenza anche contro le big, grande neo delle stagioni passate. Nella passata stagione, ad esempio, clamoroso 4-2 in rimonta sulla Juve e il ritorno alla vittoria nel derby, dopo quasi tre anni di digiuno.

Le cause dietro alla crescita

Primo su tutti, il contributo di Zlatan Ibrahimovic alla causa rossonera. Già otto gol stagionali per lui, la sua massiccia presenza in campo e la capacità di caricarsi tutto. “Le pressioni e le responsabilità me le prendo io“. Queste le sue parole nel post-match contro l’Udinese. Ma non c’è solo Ibra. C’è l’affermazione di una serie di elementi che ormai sembra giocare a memoria. Kessié è trasformato, Calhanoglu è il leader della trequarti, Saelemaekers e Leao sono in continua crescita.

Senza contare, poi l’aspetto mentale. Anche in gare più toste, infatti, i rossoneri non si perdono d’animo e riescono a capitalizzare al meglio le poche occasioni. Come ieri a Udine, o nella sfida del Celtic Park in Europa League. Altro dato eloquente: in questa stagione la squadra non è mai passata in svantaggio. Nel caso in cui dovesse andare sotto e rimontare, forse, potremmo avere la certezza definitiva che a Milanello qualcosa è cambiato.

Ultima, ma non importante, la mano dell’allenatore. Pioli ha saputo toccare i tasti giusti, mettere ordine in uno spogliatoio demotivato dal caos Giampaolo. Ha saputo motivare i suoi ragazzi nel periodo più difficile, nella quarantena della scorsa primavera, con i giocatori lontano da tutto e tutti. Passare concetti semplici ma efficaci per dare convinzione a un gruppo giovane, ma determinato. Sempre alla ricerca del prossimo record da inseguire.

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