Milan-Roma (0-1): analisi tattica e considerazioni

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Grazie ad una prestazione coraggiosa e di personalità, la Roma strappa la vittoria in casa del Milan nell’andata dei quarti di finale di Europa League, di cui andremo a svolgere l’analisi tattica. Come accaduto domenica nel derby contro la Lazio, i giallorossi trionfano di misura con un’altra rete di testa di Gianluca Mancini sugli sviluppi di un calcio d’angolo al minuto 17. La grande prova della squadra di De Rossi passa dallo spirito di sacrificio profuso da tutti gli effettivi e dall’aver neutralizzato quasi del tutto le principali fonti di pericolo degli uomini di Pioli. In primis Rafa Leão. Solo nel finale, con l’energia apportata dal subentrato Chukwueze, i rossoneri riescono a cambiare passo, ma non basta per riagguantare la partita. Si infrange sulla traversa la miglior occasione capitata sul piede di Giroud.

Andiamo a scoprire più nel dettaglio i segreti dietro questo successo della Roma sul Milan attraverso la nostra analisi tattica. Prima, però, andiamo come sempre a dare un’occhiata alle formazioni.

I padroni di casa scendono in campo col consueto 4-2-3-1. Davanti a Maignan, la linea difensiva è composta dalla coppia centrale Thiaw e Gabbia, mentre sugli esterni agiscono Calabria e Theo. In mezzo al campo Bennacer e Reijnders. Il riferimento avanzato è ovviamente Giroud, alle spalle del quale si muove il consolidato tridente formato da Leão, Loftus-Cheek e Pulisic.

Gli ospiti rispondono con un apparente 4-3-3, rivisitato però sotto la forma di un 4-4-2. Tra i pali c’è Svilar, protetto dalla retroguardia con Çelik e Spinazzola terzini e il centro dell’area presidiato da Mancini e Smalling. Pellegrini viene schierato in un’insolita posizione di esterno sinistro, con El Shaarawy a destra e Paredes e Cristante a completare la linea di centrocampo. Davanti, Lukaku in coppia con Dybala.

Analisi tattica Milan-Roma, il primo tempo: De Rossi imbriglia Pioli

L’elemento lampante che emerge nell’analisi tattica di Milan-Roma è sicuramente l’assetto preparato dall’allenatore giallorosso. Al posto del consueto 4-3-3 (ampiamente pronosticabile sulla carta), il tecnico opta per una soluzione alternativa, che racchiude uno dei tanti fattori del successo capitolino. 

Gli uomini-chiave dello schieramento di De Rossi sono Pellegrini e Dybala. Il primo, in fase di non possesso, agisce, come suddetto, da esterno di sinistra di centrocampo, ma quando sono gli ospiti in possesso di palla, guadagna una posizione più interna. Lo spazio per i suoi inserimenti viene creato dal movimento delle punte. Lukaku viene molto incontro, portando uno dei centrali rossoneri fuori posizione, mentre la Joya agisce praticamente in lungo per tutta la fascia centrale del campo. A inizio azione, si abbassa molto per aiutare la prima impostazione e dare sbocco alla manovra con la sua qualità, smistando il gioco esternamente e mandando costantemente fuori giri la pressione su di lui di Bennacer. 

Oltre a cucire il gioco fra i reparti, l’ex juventino galleggia alle spalle dei mediani milanisti in versione trequartista in appoggio a Lukaku, assieme allo stesso Pellegrini. L’ampiezza, invece, viene garantita a sinistra da Spinazzola, che fa valere la velocità in progressione su Calabria, e a destra da El Shaarawy.

Il pregio della Roma è quello di riuscire a sfruttare bene e subito la verticalità, grazie ad una disposizione che rinfoltisce di uomini e qualità la zona centrale. A partire dalla prima linea, con Paredes si schiaccia tra Mancini e Smalling nella prima costruzione, per poi proseguire con Cristante supportato dagli stessi Dybala e Pellegrini. Infine Lukaku con le sue sponde a premiare gli inserimenti dei compagni.

Passata in vantaggio grazie all’ennesimo colpo di testa vincente di Pellegrini, la Roma mette in atto una efficace strategia tattica per impedire al Milan di rendersi pericoloso, come andiamo a vedere nel prossimo step della nostra analisi.

Milan-Roma (0-1): analisi tattica e considerazioni

Il mancato mordente della squadra rossonera

Come la squadra di De Rossi, anche quella di Pioli imposta da dietro a 3, con Bennacer che si allinea ai due centrali e Calabria che abbandona la fascia destra per stringere al centro del campo accanto a Reijnders. Per tutto il primo tempo, però, il Milan fatica ad alzare i giri del motore. La Roma pressa alta, ma quando necessario si rannicchia velocemente e riesce a compattarsi e rimanere corta negli ultimi 30 metri

Non riuscendo a trovare sbocchi, l’intenso palleggio rossonero risulta lento e sterile, soprattutto perché non vengono innescati i giocatori di maggiore qualità. Giroud è braccato dalla marcatura attenta di Smalling, che non gli concede centimetri. A destra, Pulisic si muove molto, soprattutto in profondità per cercare di allungare la difesa giallorossa. Con Calabria più interno, è Loftus-Cheek ad allargarsi per portare parità numerica sull’esterno all’americano. Sulla sinistra, invece, le cose vanno malissimo. Né Leão né Theo riescono a straripare come loro solito. Tutto merito di una straordinaria e minuziosa applicazione in copertura del duo Çelik-El Shaarawy. In particolare il turco si francobolla al portoghese, costringendolo a ricercare palla nei piedi per puntare, salvo poi perdere ogni duello nell’uno contro uno.

Bisogna aspettare il finale del primo tempo per vedere un Milan con una presenza massiccia nella metà campo avversaria, ma i tentativi dei rossoneri si fermano a qualche conclusione da fuori. Il lungo palleggio non sfocia mai in rifornimenti dagli esterni per Giroud, né in efficaci soluzioni in verticale.

Analisi tattica Milan-Roma, il secondo tempo: i rossoneri non fanno breccia nella solidità giallorossa

Nella ripresa, il Milan prova a cambiare il copione dell’analisi tattica, ma deve ancora fare i conti con l’attenta fase difensiva della Roma. La squadra di Pioli alza l’intensità del pressing, portando una pressione a uomo in ogni zona del campo. Bennacer e Reijnders escono forti su Cristante e Paredes, mentre i due centrali difensivi seguono ovunque Dybala e Lukaku. Gabbia aumenta l’aggressività sul belga, mentre Thiaw ha il compito di uscire sull’argentino quando si abbassa a inizio azione.

Un atteggiamento così aggressivo rischia chiaramente di concedere spazi ai giallorossi. Le situazioni più pericolose si hanno quando Dybala riesce a ricevere palla, mandando a vuoto l’uscita del tedesco. A questo punto, gli uomini di De Rossi possono scatenarsi in ripartenze accompagnate sempre da almeno 4-5 giocatori. Pur accettando di scoprirsi dietro, il Milan non riesce comunque a beneficiare dell’elevato numero di uomini nella metà campo avversaria per spaventare davvero gli ospiti.

I padroni di casa non cambiano passo né ritmo, Leão continua ancora a litigare con la partita, mentre la Roma si difende senza troppo annaspare. Per aggiungere un po’ di brio e dinamismo a centrocampo, il tecnico emiliano vara la prima sostituzione poco prima dell’ora di gioco. Fuori uno spento Bennacer, dentro Adli. L’ingresso del francese ridà un minimo di vitalità ai suoi, ma bisogna aspettare la seconda finestra di cambi per vedere dei cambiamenti effettivi.

Al minuto 78, escono sia Pulisic che Leão ed entrano Chukwueze e Okafor. Il nigeriano parte larghissimo sulla destra, mentre lo svizzero rimane più dentro al campo, in quello che diviene un 4-2-3-1 un po’ asimmetrico. L’intraprendenza dell’ex Villarreal fa sì che gli attacchi del Milan pendano tutti dalla sua parte (eccezion fatta per qualche sortita tardiva di Theo) e non è un caso che sia lui a confezionare, al termine di una straripante azione individuale, l’assist per l’occasione più importante costruita dai rossoneri e culminata con la traversa di Giroud.

Il finale è tutto a tinte rossonere, anche perché la Roma, stanca, non riesce più a ripartire. Per evitare di subire troppo la pressione avversaria, anche De Rossi inserisce energie fresche. Prima concede altri minuti ad Abraham, che rileva uno stremato Dybala. Poi rinforza il centrocampo con Bove e Aouar per Pellegrini e Paredes. Infine, nel recupero, vara l’ultima trasformazione tattica della sua Roma che segnaliamo in questa analisi della sfida col Milan, inserendo Llorente per Lukaku e chiudendo col 3-5-2.

Milan-Roma, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Milan-Roma con qualche riflessione.

I rossoneri steccano decisamente dopo l’ottimo rendimento mostrato nelle ultime uscite in campionato. Una prestazione molto, troppo opaca e decisamente distante da quelle proposte e proponibili da Real Madrid e Manchester City, come forse sognato da Pioli. L’unico aspetto positivo rintracciabile dal Milan è che il punteggio di misura lascia ancora aperti tantissimi spiragli di qualificazione al ritorno.

Per De Rossi arriva invece un’altra vittoria di prestigio dopo il derby, per caratura dell’avversaria e importanza del match. Un successo che arriva con merito grazie alla straordinaria applicazione dei suoi giocatori e alla crescita generale della squadra, che dopo essersi mostrata molto bella e innovativa all’inizio, ora sta imparando anche ad apprezzare e vivere di corti musi maturi.

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