Udinese-Milan, Pioli: “Facciamo un passo per volta”

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Bluenergy Stadium superato, perché il Milan batte l’Udinese 3-2 e continua la risalita verso il vertice, a cui Pioli infondo sta strizzando l’occhio. Una partita sofferta per i rossoneri, che hanno rimontato i friuliani e che ringraziano Okafor. Nel fine gara ha parlato Stefano Pioli, esprimendo il suo parere sulla prestazione dei suoi ragazzi. Non sono mancate parole di vicinanza a Maignan per la vicenda degli insulti razzisti da parte di alcuni tifosi friuliani. 

Pioli su Udinese-Milan: “Gli insulti a Maignan”

Tra guardie e ladri, c’è il Milan di Pioli che batte l’Udinese nel finale grazie alle reti di Jovic e Okafor, dopo una partita piena di sorprese. Prima il vantaggio di Loftus Cheek, il sorpasso dell’Udinese con Samardzic e Thauvin, fino all’emozione pura nel finale di gara con le due reti rossoneri. Milan che si avvicina alle posizioni alte, in attesa di capire cosa farà la Juventus (per l’Inter se ne parlerà a fine febbraio). Nel mezzo anche scene orribili con gli insulti razzisti dalla curva bianconera verso Maignan, che si è ribellato accompagnato dai compagni. Stefano Pioli ha parlato così alla fine della partita di Udine. 

L’analisi della partita dei rossoneri secondo Pioli è questa: “È stata una partita che dovevamo chiudere prima, c’è stata un po’ di leggerezza e sfortuna sui gol presi. Però serve carattere per vincere le partite e arrivare a un determinato obbiettivo. È stata una partita sporca, ma ce l’aspettavamo contro un avversario del genere, ma siamo stati bravi a reagire e a rimontare“. 

Sull’episodio degli insulti razzisti a Maignan: “Dispiaciuto è lui innanzitutto, perchè l’ha subito in prima persona, poi a me vederlo, perchè si tratta di un bravo ragazzo. Sono fiero di allenare un giocatore come Mike, ma sono situazioni che spero non riaccadano, perchè gli ignoranti devono stare lontani dagli stadi“. 

Su Leao le opinioni si alternano: c’è chi parla di buona prestazione, chi invece pensa che il portoghese sia calato. Pioli risponde così e analizza la prestazione del suo numero 10: “Ma lui non deve reagire, deve capire le situazioni. È stato bravo, se facesse qualche pressione sarebbe ottimo. Non doveva lavorare molto, ma è un percorso in cui sta migliorando e deve comprendere alcune cose. È un giocatore assolutamente intelligente, ho visto oggi una prestazione positiva. Lui tutte le volte che è in zona offensiva mette in difficoltà. Ovviamente da lui ci si aspetta sempre tanto. Deve lavorare così, perchè arriveranno anche numeri in fase realizzativa“. 

Se si ipotizzasse una rimonta scudetto per Pioli si parlerebbe al vento. Una vittoria del genere potrebbe sicuramente far pensare a un Milan ancora in corsa. Pioli frena: “No, ma non è la fiamma dello scudetto, ma il nostro modo di lavorare che ci permette di fare risultati di questo genere. Ci siamo ripromessi di migliorare nel girone di ritorno, perchè in quello di andata abbiamo perso qualche punto per strada. Questa è convinzione di preparare la partita con mentalità e voglia di giocarle in un certo modo. La testa adesso è Bologna, poi penseremo a quelle squadre che verranno, provando a vincerle tutte“. 

Le differenze tra quel Milan che vinse lo scudetto nel 2022 e quello di oggi ci sono. Pioli ne parla così: “È sempre difficile confrontare presente e passato, perchè la squadra è diversa, ha cambiato tanto nella rosa e le squadre avversarie sono cambiate. Possiamo fare meglio, possiamo essere più equilibrati, ma mancano molte partite per fare dei bilanci“. Era un Milan in rincorsa con l’Inter capolista quello del 2022, mentre quest’anno di mezzo c’è anche la Juventus. Molto potrà dipendere dalle prossime gare e anche da Inter-Juve del 4 febbraio. 

Eppure tra le critiche, le possibilità di addio o di permanenza, Pioli raggiunge stasera 100 vittorie sulla panchina del Milan. Un dato che lo mette alla pari di gente come Nereo Rocco o anche Carlo Ancelotti, che hanno fatto la storia del club. Ne ha parlato così: “È tanta roba, ma alleno un gruppo forte, coeso e unito che vuole guardare oltre. Il passato è dietro, bisogna pensare a fare più vittorie possibili“. L’immagine a fischio finale della squadra abbracciata – attorno a Maignan – fa capire tanto su come questo diavolo si stia infiammando, anche soffrendo in partite del genere. 

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