Milos Krasic, la furia serba che non ha mai lasciato il segno

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Il calcio ha spesso riservato sorprese, piacevoli e non. Molte volte, tanti club importanti hanno cercato le risposte in giocatori ancora forse acerbi, scommettendo su di essi. Purtroppo, però, questi azzardi non si sono rivelati sempre azzeccati. Questo è il caso di Milos Krasic, la furia serba mai capace di lasciare il segno nella Juventus. Un po’ per colpa del brutto periodo dei bianconeri, un po’ a causa anche delle prestazioni discontinue, colui che sembrava poter essere il nuovo “Pavel Nedved” si è rivelato, in poco tempo, non utile alla causa, lasciando anzitempo la Juventus e concludendo in anticipo la sua avventura in terra italiana.

Milos Krasic e la parentesi Juventus

Nato a Mitrovica il 1 Novembre 1984, il calciatore serbo ha mosso i primi passi nel mondo del calcio proprio nel suo paese. Grazie alla sua corsa e alle sue buone qualità palla al piede, Milos Krasic è riuscito a vincere diversi trofei, soprattutto con il CSKA Mosca, club che ha davvero creduto in lui all’età di 20 anni. Insieme hanno poi vinto per ben due volte il Campionato russo, in quattro occasioni la Supercoppa russa e la Coppa russa. Per lui anche una Coppa UEFA. Ben sette stagioni, con un totale di 229 presenze e 33 gol.

Passato alla Juventus il 21 Agosto 2010, l’esterno d’attacco serbo sembrava poter essere un ottimo innesto per aiutare la compagine torinese a vincere di nuovo, dopo diverse annate negative. La stagione inizia però con una sconfitta contro il Bari, match perso 1-0. Data da ricordare è quella del 26 Settembre 2010, giornata in cui Krasic non solo mette a segno il suo primo gol, ma ne realizza altri due, portando a casa una tripletta ai danni del Cagliari. Sfida poi terminata 4-2.

Dopo quella strabiliante prestazione, il numero 27 bianconero stava già facendo pregustare le proprie qualità.

Dopo nemmeno un mese, trova anche il suo primo sigillo nelle competizioni europee con la maglia bianconera, in Europa League a discapito del Salisburgo. A rallentare un po’ la sua corsa sia l’infortunio che una breve squalifica per condotta considerata antisportiva. La sua prima annata termina comunque con 41 presenze e 9 gol, dando l’illusione che fosse nata una stella.

La seconda stagione

Nella seconda – e ultima – stagione con la maglia bianconera, il serbo classe ’84 non riesce a brillare come dovrebbe. La causa iniziale è quella del cambio di allenatore; con l’arrivo di Antonio Conte, infatti, cambia anche il modulo e la “furia serba” non riesce a trovare spazio, perdendo sempre di più la titolarità.

Poche apparizioni, soltanto 9, e una rete inflitta al Catania. La stagione in ombra lo porterà poi ad essere ceduto, lasciando così la Juventus e concludendo anzitempo il suo percorso in Serie A. Ciononostante, può vantare la vittoria dello scudetto 2011/2012.

Chiude la sua esperienza con 50 presenze e 10 gol.

Milos Krasic con la Serbia

Se con la Juventus non è riuscito ad imporsi, lo stesso non si può dire con le altre squadre con cui ha giocato e, soprattutto, con la nazionale serba. Nel 2009 è stato eletto il miglior giocatore serbo dell’anno

Con la Serbia infatti ha giocato ben 51 partite, di cui 5 con l’Under 21 (queste tra il 2004 e il 2007), partecipando anche agli Europei, con un secondo posto nel 2004 e nel 2007. Terza posizione invece nel 2006, in Portogallo.

Dal 2006 al 2011 è stato invece un buona pedina per la nazionale maggiore, disputando 46 gare e trovando anche la via del gol per ben quattro volte, giocando anche le tre partite del Mondiale 2010, con la Serbia eliminata già ai gironi.

Milos Krasic, la furia serba che non ha mai lasciato il segno

Dopo la breve esperienza in bianconero, Milos Krasic ha girato un po’ di paesi e indossato diverse maglie, senza però più trovare la giusta stabilità. Le ultime tre stagioni da calciatore le ha vissute in Polonia, con il Lechia Danzica, per poi dire addio al calcio giocato, dopo essere rimasto svincolato nel 2018.

Conclusa la sua carriera all’età di 34 anni, Milos Krasic può comunque vantare di aver vissuto grandi momenti e, a dimostrarlo, il suo palmarès che non passa di certo inosservato.

La sua esperienza – nel complesso negativa – con la Juventus, però, lascia l’amaro in bocca perché quel talento su cui tanto si era scommesso, è rimasto inespresso.

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