Mondiale 2006: la storia di Francesco Totti

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Mondiale 2006: la storia di Francesco Totti

Francesco Totti nasce a Roma ed è romanista fin dalla prima infanzia. Nel 1989, paradossalmente, fu ad un passo dall’indossare la maglia della Lazio: la Lodigiani, prima squadra importante del “Capitano”, lo aveva infatti ceduto agli aquilotti. Solo l’intervento in extremis di Gildo Giannini, responsabile del Settore Giovanile romanista, riuscì a portarlo a Trigoria, convincendo il ragazzo e la sua famiglia. Fu proprio così che nacque la leggendaria storia d’amore tra Totti e la Roma: uno straordinario rapporto che portò il classe ’76 a vincere il Mondiale 2006 disputato in Germania.

Mondiale 2006, il percorso di Francesco Totti

Domenica 19 Febbraio 2006

Si sta giocando Roma-Empoli, mancano soltanto tre mesi al raduno della Nazionale a Coverciano, quattro all’inizio della rassegna iridata. Vanigli entra in tackle sul fantasista della Roma, che incredibilmente si spezza il perone sinistro, tranciandosi anche il relativo nervo. Inizia così la rincorsa del n°10 azzurro al Mondiale, con un grave infortunio e con la conseguente operazione chirurgica di Villa Stuart.

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Il professor Mariani non può assicurare il pieno recupero dell’arto ma garantisce al giocatore di essere disposto a compiere tutti i passaggi necessari per poter ammirare, quell’estate, la sua classe cristallina all’interno degli stadi tedeschi. Marcello Lippi, il CT italiano, invece, promette al calciatore un posto tra i 23 convocati. Il tecnico, come possiamo constatare all’interno dell’autobiografia “Un Capitano”, infatti gli dirà: “Tu verrai al Mondiale, perché per vincerlo ho bisogno di te”. 

Queste furono le parole che smossero Totti e fu incredibile il momento nel quale vennero pronunciate: era il 20 Febbraio, giorno successivo al traumatico incidente.

Esperienza nel Mondiale 2006

Il percorso di avvicinamento alla rassegna più importante, per Francesco, è, letteralmente, una corsa contro il tempo.

Il periodo pre-Mondiale

Tra Febbraio e Maggio Totti trascorre più tempo in palestra e in piscina che a casa. Il dolore è tangibile anche solo osservando le smorfie sul suo volto. Le visite di Lippi al Centro Sportivo di Trigoria non fanno però perdere di vista l’obiettivo finale: il viareggino infatti è sempre più ottimista, man mano che il tempo passa. Il fantasista lavora in vasca quando ancora la ferita deve cicatrizzarsi: suda otto ore al giorno e poco alla volta riprende a caricare il peso corporeo sul piede sinistro. 

riabilitazione-totti Mondiale 2006: la storia di Francesco Totti

Finalmente, a Marzo, il 10 ricomincia a correre, supportato dal proprio mister Spalletti, fedele compagno di ripetute. Dopo meno di 90′ giocati in tre mesi, Lippi convoca Totti a Coverciano ed il 31 Maggio gioca da titolare nel test-match contro la Svizzera.

Le tre gare del girone

L’esordio nel mondiale 2006 è contro il Ghana, il 12 Giugno, e il trequartista azzurro fornisce a Pirlo l’assist per l’1-0. Nonostante i falli subiti dai ragazzi africani, la caviglia di Totti regge agli urti e gli italiani conquistano la vittoria. 

Nella seconda uscita, durante i suoi 35′ di gioco, la prestazione che fornisce è priva di giocate esaltanti, anche e soprattutto a causa delle 3 espulsioni e di un match mai bello da vedere.

Nell’ultima gara del girone, però, contro la Repubblica Ceca, serve il lampo del suo genio. Infatti, su un suo calcio d’angolo, Totti riesce a servire in modo magistrale il subentrato Materazzi, che con un perentorio stacco di testa insacca alle spalle di Cech. Prima della fine del primo tempo, addirittura, il Capitano fa espellere il diretto marcatore, Polàk. La partita finirà 2-0 e l’Italia si qualificherà come prima del raggruppamento.

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Sembra quasi assurdo pensare a come Lippi gestisca il proprio campione: il tecnico, infatti, pur in un torneo così breve e decisivo, riesce a dosare perfettamente i minuti di Totti e ne aiuta il graduale inserimento all’interno della formazione titolare. I minuti totali dopo 3 gare, infatti, sono “soltanto” 185 su 270. 

Australia: il gol della rinascita al Mondiale 2006

Dopo una disperata corsa contro il tempo durata quattro mesi, il fuoriclasse romano giunge in Germania con la speranza di aiutare i compagni a raggiungere la vittoria. Le certezze nelle proprie mani sono però nulle.

Lippi, prima dell’ottavo di finale contro l’Australia, comunica a Totti che dovrà sedersi in panchina. Dopo 3 gare ravvicinate, è ora di dare un attimo di respiro al perone appena guarito. Il Pupone è scontento per la scelta ma non vuole deludere il proprio allenatore ed accetta di buon grado l’esclusione. Inoltre Totti sa che Alessandro Del Piero non può che essere il miglior sostituto possibile. Il 10 ancora non sa cosa il destino possa avere in serbo per lui. Il capitano della Roma, infatti, è il terzo cambio azzurro ed entra sul terreno di gioco al 75′ della sfida, quando ancora il risultato è bloccato sullo 0-0. Dopo l’espulsione di Materazzi, il fantasista è chiamato per dare la svolta.

E’ ormai il 90, e sono alle porte i tempi supplementari, quando Totti prende palla al centro del campo e serve con un lancio millimetrico Fabio Grosso, che, scattando in modo poderoso, entra in area e guadagna il calcio di rigore. Il tempo sembra che si fermi esattamente in quell’istante: la palla rotola magicamente verso colui che quell’azione l’ha avviata e che è ancora fermo al centro del campo. Totti accarezza la sfera e si dirige verso Schwartzman, percorrendo un corridoio lasciato vuoto da compagni ed avversari. Tempo dopo racconterà di aver pensato alla propria infanzia, quando a 6 anni giocava con gli amici nel cortile della scuola. 

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La rincorsa, il tiro, la rete che si gonfia. Questo esatto momento, per Francesco Totti, corrisponde alla chiusura di un cerchio. E’ bellissima l’immagine che possiamo ammirare sui teleschermi: il ragazzo romano sorride, addirittura ride di gioia. Ripensa ai sacrifici, agli sforzi, al lavoro compiuto per arrivare a Kaiserslautern. Stupenda la felicità dipinta sul suo volto, il piacere di essere tornato il fuoriclasse che tutti stavano aspettando.

Ucraina, Germania e Francia: Campione del Mondo

Contro gli ucraini, nei quarti di finale, Totti gioca 90′ e fornisce ben due assist. Il primo è quello per l’1-0 di Zambrotta: colpo di tacco illuminante sulla trequarti avversaria che libera il terzino alla conclusione. Il secondo, invece, è una pennellata per il 2-0 di Toni: calcio d’angolo, scambio corto con Grosso e cross “al bacio” verso il centro dell’area, perfetto per la testa dell’attaccante.

Contro la Germania Totti ripete la prestazione fornita nella sfida con l’Australia. E’ proprio lui, infatti, che con un lancio di 40 metri avvia la ripartenza azzurra, a pochi secondi dal termine dei tempi supplementari. Gilardino, invece di andare verso la bandierina, serve Del Piero, che segna il gol del 2-0. Proprio come nell’azione di Grosso due partite prima, anche qui Totti mette il proprio tocco al servizio dei compagni. 

coppa-del-mondo Mondiale 2006: la storia di Francesco Totti

In Finale il 10 giocherà soltanto 61′ e, dopo la lotteria dei calci di rigore, si laureerà Campione del Mondo nella notte di Berlino.

Le vicende di Totti dopo il Mondiale 2006

Grazie alla vittoriosa spedizione in terra tedesca, Francesco Totti ha tratto notevoli benefici personali. L’anno seguente, infatti, con i 26 gol segnati in Serie A e i 32 stagionali, vince la Scarpa d’Oro. Nel 2007, addirittura, con 20 voti, arriva decimo nella classifica del Pallone d’Oro. Prima del ritiro, avvenuto alla fine della stagione 2016-2017, Totti è diventato il miglior marcatore della storia della Roma e, con 619 presenze, il calciatore che ha vestito più volte la maglia giallo-rossa.

Il suo addio al calcio giocato, in uno Stadio Olimpico gremito e addobbato “a festa”, fu un momento di forte e pura emozione. Le curve gremite e la gente con le lacrime agli occhi fecero commuovere anche coloro che non si trovavano sugli spalti dell’impianto romano. Il discorso del’ “ottavo Re di Roma“, così chiamato dai tifosi romanisti, fu toccante e fece comprendere che campione ci stesse “lasciando”.

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Dopo il ritiro entrò a far parte della società capitolina, salvo lasciare il compito l’anno seguente a causa delle incomprensioni con la società americana. Intraprese il percorso per diventare allenatore UEFA B ma si dedicò poi ad impegni manageriali, fondando due società di consulenza. Ad oggi, Totti è a capo delle proprie imprese e ha anche partecipato ad un torneo di “calciotto” con la propria squadra, la “Totti Sporting Club“.

La speranza, per il Capitano, è quella di riappacificarsi con la “sua” Roma, per poter tornare ad essere una figura rappresentativa del Club. Totti vorrebbe portare ancora in alto i colori della società che, per oltre 20 anni, ha chiamato “famiglia”.

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