Mondiale 2006, la storia di Mauro Germán Camoranesi

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Mauro Gèrman Camoranesi è stato uno dei protagonisti azzurri nella trionfale cavalcata al Mondiale del 2006. Argentino naturalizzato italiano, ha disputato gran parte della sua carriera con la maglia della Juventus. In bianconero ha infatti totalizzato 288 presenze e 32 gol in otto stagioni, dal 2002 al 2010, vincendo un campionato e due volte la Supercoppa Italiana.

Con la Nazionale Italiana esordisce il 12 febbraio 2003 nell’amichevole contro il Portogallo (in panchina c’era Giovanni Trapattoni), a quasi 40 anni dall’ultima volta in cui un oriundo ha vestito la maglia azzurra ovvero l’italo-brasiliano Angelo Benedicto Sormani. In azzurro Camoranesi gioca due Europei (2004 e 2008), due Mondiali (2006 e 2010) e la Confederations Cup 2009. Con 55 gettoni in campo, è l’oriundo con più presenze nella storia della Nazionale azzurra, l’unico nel dopoguerra ad aver vinto un campionato del mondo con la nostra selezione. E’ inoltre il settimo di sempre dopo Anfilogino Guarisi, Atilio Demaría, Enrique Guaita, Luis Monti, Raimundo Orsi e Michele Andreolo.

L’esperienza di Camoranesi nel Mondiale 2006

Dall’esordio con il Trap, Camoranesi diventa uno dei fedelissimi del ct Marcello Lippi che convoca l’italo-argentino per la rassegna mondiale in Germania. Tra gli altri centrocampisti ci sono anche Pirlo, Gattuso, De Rossi, Perrotta e Barone. Anche per l’esterno della Juventus la vigilia del Mondiale è piuttosto tesa, a causa dello scandalo Calciopoli che ha investito il mondo del pallone italiano. Paradossalmente però, da questa situazione gli azzurri trarranno grande forza per affrontare da protagonisti il torneo.

Nelle sette partite della rassegna mondiale in Germania, Camoranesi gioca in totale 352 minuti, recupero escluso, l’equivalente di quasi quattro gare intere. Nello specifico, all’esordio contro il Ghana subentra a Totti al 56′, rimediando un’ammonizione, mentre nella gara successiva contro gli Stati Uniti resta in panchina. Gioca per la prima volta da titolare in un campionato del mondo nella terza gara del girone E contro la Repubblica Ceca, uscendo al 74′ per far posto a Barone. Guarda dalla panchina l’ottavo di finale contro l’Australia, per poi tornare titolare ai quarti cn l’Ucraina e uscendo al 68′ per far entrare Oddo. Nella memorabile semifinale contro la Germania, gioca fino al 90′ per poi essere sostituito da Iaquinta in avvio del primo tempo supplementare. L’esterno azzurro non sfigura affatto contro un cliente scomodo come Lahm. In finale contro la Francia, parte titolare ancora una volta ed esce all’86’ per Del Piero.

Il taglio dei capelli e la chiamata di Maradona

C’è un particolare che riguarda Camoranesi a seguito della vittoria trionfale contro i transalpini ai rigori. L’esterno aveva promesso a Massimo Oddo, il barbiere ufficiale della squadra azzurra, di lasciarsi tagliare la lunga chioma di capelli solo se l’Italia avesse vinto il Mondiale. Detto, fatto: tra i momenti di festa degli azzurri risalta la scena in cui Camoranesi è seduto su una sedia in campo, accerchiato dai compagni e pronto a pagare pegno. Poco dopo il suo codino sarà nelle mani di Oddo.

Mondiale 2006, la storia di Mauro Germán Camoranesi

L’esterno azzurro, dopo il Mondiale, ha raccontato di un retroscena per lui emozionante avvenuto la sera prima della finale. «A un certo punto entro nella stanza di Ferrara che mi dice: “Sono al telefono con Diego” ed io gli rispondo: “Salutamelo, digli che voglio parlargli” e me ne vado, pensando a uno dei soliti scherzi di Ciro. Dieci minuti dopo lo vedo con il telefonino in mano e me lo passa. “Stai tranquillo che domani diventi Campione del Mondo, dormi sereno” Era Maradona, non ci potevo credere. Io Diego non lo conoscevo, non gli avevo neanche mai parlato. È stata una delle emozioni più grandi che abbia provato».

Camoranesi dopo il Mondiale 2006

Dopo la Coppa del Mondo in Germania, l’esterno italo-argentino prosegue la sua avventura alla Juventus affrontando la Serie B. Le richieste comunque non mancavano, soprattutto dall’estero: in quella stagione, l’esterno dichiarò di essere d’accordo con il Lione ma la società non gli aveva permesso alcun trasferimento. Camoranesi veste la maglia bianconera fino al 2010, poi si trasferisce allo Stoccarda per una stagione. In seguito decide di concludere la carriera in patria con Lanús e Racing Club. Terminata la carriera da giocatore, comincia la sua esperienza da allenatore.

Il 15 dicembre 2014 esordisce in panchina nella Serie B messicana alla guida del Coras de Tepic, dimettendosi otto mesi dopo mezz’ora prima della gara contro il Chivas. Il 21 dicembre 2015 diventa il nuovo allenatore del Tigre nel massimo campionato argentino. Il 17 marzo successivo viene però esonerato dopo aver ottenuto soltanto 5 punti in sette partite. Il 24 gennaio 2017 si dimette da allenatore dei Cafetaleros de Tapachula, formazione della seconda divisione messicana. Nell’ottobre dello stesso anno, inizia a seguire a Coverciano il corso speciale per allenatori UEFA B/UEFA A, che abilita all’allenamento di tutte le formazioni giovanili, alle prime squadre fino alla Serie C, e alla posizione di allenatore in seconda in Serie B e Serie A.

Il 3 gennaio 2020 viene scelto come nuovo tecnico del Tabor Sežana, allora terzultimo nel campionato sloveno con 19 punti. Ad una giornata dalla fine del torneo la squadra si salva, avendo raggiunto la settima posizione con 46 punti. Il 3 settembre dello stesso anno diventa il nuovo allenatore del Maribor. Attualmente è primo con 38 punti dopo 19 giornate, con tre lunghezze di vantaggio sulla seconda.

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