Mondiali, tutte le finali dal 1930 a oggi

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Albo d'oro Mondiali

Il Mondiale Qatar 2022 si è concluso con il trionfo dell’Argentina di Lionel Messi sulla Francia. L’Albiceleste così aggiunge la terza Coppa del Mondo della storia alla sua bacheca. Quali sono stati i risultati delle finali dei Mondiali dal 1930 ad oggi? La redazione di 11contro11 ne passa in rassegna i momenti salienti.

Mondiali, tutte le finali: dal 1930 al 1962

Mondiale 1930, Uruguay: La Celeste campione

Si tratta della competizione degli albori, a cui prendono parte appena 13 squadre. La finale è un trionfo dei padroni di casa dell’Uruguay, vittoriosi per 4-2 sull’Argentina. Capocannoniere è il bomber Guillermo Stábile, che con i suoi gol non riesce a far trionfare i biancoazzurri. 4-2 risultato finale e prima Coppa Rimet alla Celeste

La performance dell’Italia: il sistema di qualificazioni si deve ancora perfezionare e l’Italia, non iscritta al torneo, non partecipa alla prima edizione.

Risultato finale: Argentina-Uruguay 4-2. 12′ Dorado (U), 20′ Peucelle (A), 37′ Stábile (A), 57′ Cea (U), 68′ Iriarte (U), 89′ Castro

Capocannoniere: Guillermo Stábile (Argentina, 8)

Mondiale 1934, Italia: vittoria tricolore all’ombra del fascismo

L’Italia si candida per organizzare la seconda kermesse della storia. La manifestazione è una macchina perfetta per Benito Mussolini, al fine di promuovere l’immagine del tricolore agli occhi del mondo. Nonostante non sia appassionato di sport, promuove una Nazionale forte e vigorosa, che rifletta la sua azione di governo. Gli Azzurri, non senza poche sofferenze, hanno la meglio sulla Cecoslovacchia, grazie a una rete di Angelo Schiavio nei tempi supplementari. 2-1 nel segno di Giuseppe Meazza.

Risultato finaleItalia-Cecoslovacchia 2-1 D.T.S. 71′ Puc, 81′ Orsi, 95′ Schiavio

Capocannoniere: Oldrich Nejedly (Cecoslovacchia, 5)

Mondiale 1938, Francia: il bis di Pozzo

Quattro anni dopo, la Francia ospita il torneo. Ancora sotto i colpi del Duce, l’Italia arriva alla vittoria al termine di una splendida cavalcata. Ai quarti di finale, contro i transalpini, gli italiani hanno tutto il pubblico contro: i francesi e gli antifascisti. Nonostante ciò, arriva un successo per 3-1 e in finale gli Azzurri si concedono il lusso di sconfiggere per 4-2 i maestri ungheresi. L’ultima edizione prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Vittorio Pozzo è il primo e fin qui unico tecnico a trionfare in due tornei consecutivi.

Risultato finale: Italia-Ungheria 4-2. 6′ e 35′ Colaussi, 8′ Tiktos, 16′ e 82′ Piola, 70′ Sárosi

Capocannoniere: Leonidas (Brasile, 7)

Mondiali, tutte le finali dal 1930 a oggi

Mondiale 1950, Brasile: il Maracanazo macchia indelebile

L’Europa deve raccogliere i cocci del conflitto, motivo per cui si candida il Brasile. I verdeoro sono i grandi favoriti e prima dell’atto finale contro l’Uruguay sono certi del successo. Al punto che alcuni tifosi scommettono milioni e si distribuiscono orologi con la nomea di campioni del mondo. Friaça, ad inizio ripresa, sigla il vantaggio e gli oltre 190 000 del Maracanà pensano sia fatta. Invece, l’imprevedibilità di questo sport concede agli uruguaiani Juan Schiaffino e Alcide Ghiggia la chance di ribaltare il risultato, contro ogni pronostico. Il Maracanazo si concretizza: centinaia di tifosi, disperati, si tolgono la vita, mentre il presidente della FIFA consegna di nascosto il trofeo a Obdulio Varela. Il primo dramma sportivo della storia.

La performance dell’Italia: gli Azzurri hanno il compito di difendere il titolo di campioni in carica. Sfiniti da un lungo viaggio in crociera, i ragazzi di una nuova generazione escono perdendo con la Svezia per 3-2. Inutile il successo per 2-0 sul Paraguay: gli scandinavi vincono il gruppo a 3 squadre (ritiro da parte dell’India).

Risultato finale: Brasile-Uruguay 1-2. 47′ Friaça (B), 66′ Schiaffino (U), 79′ Ghiggia (U)

Capocanniere: Ademir (Brasile, 9)

Mondiale 1954, Svizzera: il Miracolo di Berna

Il Vecchio Continente torna ad occuparsi dell’organizzazione della fase finale. La Svizzera se ne incarica. Sembra esserci un’unica favorita per la vittoria della competizione: la fortissima Ungheria di Ferenc Puskás, leggendario attaccante del Real Madrid. Invece, nella finalissima di Berna sale in cattedra la Germania Ovest. Sotto di due reti, i teutonici ribaltano il risultato e sollevano la prima coppa Rimet della propria storia: è il Miracolo di Berna. Sarà la fine di un’era per il calcio magiaro, mai capace di riprodurre una Nazionale talentuosa a tali livelli.

La performance dell’Italia: gli Azzurri hanno l’intento di migliorare il risultato ottenuto in Brasile. In seguito a un secco 4-1 sul Belgio, però, l’Italia cade sotto i colpi dei padroni di casa con lo stesso punteggio. Inutile la rete dell’interista Fulvio Nesti: il primo turno ci è ancora fatale.

Risultato finale: Germania Ovest-Ungheria 3-2. 6′ Puskás (U), 8′ Czibor (U), 10′ Morlock (G), 18′ e 84′ Rahn (G)

Capocannoniere: Sandor Kocsis (Ungheria, 11)

Mondiale 1958, Svezia: finalmente Brasile!

La Svezia di Nels Liedholm si prepara ad accogliere la kermesse planetaria. Nel frattempo, nasce una nuova stella per il Brasile: l’appena 17enne Edson Arantes do Nascimiento, meglio noto come Pelé. il giovanissimo trascina la Seleçao fino all’atto finale contro gli anfitrioni. Un secco 5-2 che lascia spazio a poche interpretazioni: il Brasile è sul tetto del mondo per la prima volta della storia. E con una rosa con nomi del calibro di Garrincha e Vavà non poteva essere altrimenti.

La performance dell’Italia: gli Azzurri, con grande amarezza, non si qualificano alla fase finale. Il doppio confronto con l’Irlanda del Nord vede l’Italia sconfitta, così da dover rinunciare al torneo per la seconda volta nella sua storia.

Risultato finale: Brasile-Svezia 5-2. 4′ Liedholm (S), 9′ e 32′ Vavà (B), 55′ e 90′ Pelé (B), 68′ Zagallo (B), 82′ Simonsson (S)

Capocannoniere: Juste Fontaine (Francia, 13).

Mondiale 1962, Cile: la Seleçao fa doppietta

Il Mondiale torna in Sudamerica, e più precisamente in Cile. Mentre il mondo inizia a tremare a causa dei primi sentori della Guerra Fredda, il Brasile di Pelé si conferma campione per la terza volta. Il trionfo arriva per 3-1 sulla Cecoslovacchia, bella incompiuta, a un passo dalla vittoria finale già nel 1934. Il miglior giocatore del secolo ceco Josef Masopust illude gli europei, ma i verdeoro completano la rimonta con Amarildo, Zito e Vavà. Nessuna squadra riuscirà più a innalzare la coppa per due edizioni consecutive.

La performance dell’Italia: gli Azzurri escono ancora una volta con le ossa rotte dalla competizione. In seguito a un 0-0 avaro di emozioni contro la Germania Ovest, è necessario vincere contro i padroni di casa del Cile. La nota Battaglia di Santiago termina 2-0 in favore degli ospitanti. Il direttore di gara inglese Aston concede di tutto ai cileni: pugni e risse, mentre l’Italia patisce due espulsioni ingiuste. Il successivo 3-0 sulla Svizzera non serve: ancora fuori alla fase a gironi.

Risultato finale: Brasile-Cecoslovacchia 3-1. 15′ Masopust (C), 17′ Amarildo, 69′ Zito, 78′ Vavà

Capocannonieri: Flórián Albert (Ungheria), Vavà e Garrincha (Brasile), Leonel Sánchez (Cile), Valentin Ivanov (Unione Sovietica), Drazan Jerkovic (Jugoslavia, 4).

Mondiali, tutte le finali dal 1930 a oggi

Mondiale, tutte le finali: dal 1966 al 1990

Mondiale 1966, Inghilterra: it’s coming home

L’Albione, patria fondatrice del calcio, ha il compito di ospitare l’edizione del 1966. Così i Tre Leoni scalzano tutti gli avversari sul proprio cammino e vincono per la prima (e unica fin qua) volta nella propria storia. Non senza polemiche, però: in finale contro la Germania Ovest, sul punteggio di 2-2 ai supplementari, Geoff Hurst si inventa una conclusione che rimbalza sulla traversa e poi sulla linea. L’arbitro svizzero Gottfried Dienst convalida clamorosamente la rete, nonostante le giuste proteste teutoniche. Da lì la superstrada per il 4-2 finale.

La performance dell’Italia: tanto amaro in bocca per l’Italia di Edmondo Fabbri, che patisce una delle umiliazioni più pesanti della storia del calcio del Tricolore. Vendicato il Cile con un netto 2-0, l’Unione Sovietica si impone per 1-0, costringendo l’Italia a dover vincere contro la Corea del Nord. Il passaggio del turno sembra cosa fatta, al cospetto di una squadra di dilettanti. Invece, il dentista Pak-Doo Ik scriverà una pagina nerissima, siglando il decisivo 1-0 in favore degli asiatici. Gli Azzurri tornano a casa nella rabbia più totale, accolti da insulti e pomodori in faccia.

Risultato finale: Inghilterra-Germania 4-2 D.T.S. 12′ Haller, 18′, 101′ e 120′ Hurst, 78′ Peters, 89′ Weber

Capocannoniere: Eusebio (9, Portogallo)

Mondiale 1970, Messico: Coppa Rimet al Brasile

Il 1970 è l’anno in cui si assegna la Coppa Rimet: dal 1974, sarà sollevato il nuovo trofeo ideato dall’italiano Silvio Gazzaniga. Proprio gli Azzurri, ironia della sorte, arrivano fino in fondo, al termine della partita definita come la più bella del secolo: Italia-Germania Ovest 4-3. Si tratta della generazione d’oro formata da Riva, Rivera, Mazzola e tanti altri campioni. L’Italia, tuttavia, arriva al confronto col Brasile di Pelé e ne esce sconfitta con un pesante 4-1. Tanta delusione per una squadra che sembrava a un passo dal trionfo, in un torneo giocato in crescendo. 

Risultato finale: Brasile-Italia 4-1. 18′ Pelé, 37′ Boninsegna, 66′ Gerson, 71′ Jairzinho, 86′ Carlos Alberto

Capocannoniere: Gerd Muller (Germania Ovest, 10)

Mondiale 1974, Germania Ovest: teutonici sul tetto del mondo

Nel 1974 la Germania Ovest intende riprendersi con gli interessi la semifinale perduta 4 anni fa. Ci riesce, sfruttando il fattore casalingo in un torneo quasi mai messo in discussione. Se non per una gara: sconfitta per 1-0 contro i “fratelli” della Germania Est, primo confronto ufficiale di sempre. L’altra rivale in finale è la temibile Arancia Meccanica, l’Olanda di Johan Cruijff. Nonostante il vantaggio iniziale, i teutonici rimontano e si impongono per 2-1, mettendo in bacheca la seconda coppa.

La performance dell’Italia: dopo il secondo posto di Messico 1970, gli italiani escono ancora al primo turno. Successo con brivido sul 3-1 su Haiti, che rievoca i fantasmi della Corea, e sofferto 1-1 contro la ben organizzata Argentina. Contro la Polonia basta un pari per il secondo turno: arriva invece un 2-1 in favore degli avversari. L’Italia resta fuori a causa della peggiore differenza reti al cospetto dell’Albiceleste, nonostante l’arrivo a pari punti. 

Risultato finale: Germania Ovest-Olanda 2-1. 2′ Neeskens rig. (O), 25′ Breitner rig. (G), 43′ Muller (G)

Capocannoniere: Gregorz Lato (7, Polonia)

Mondiale 1978, Argentina: nel segno dell’autoritarismo 

A scendere in campo, nel 1978, è anche la questione politica. L’Argentina, paese ospitante, è governata dalla dittatura militare di Jorge Videla, in un clima di repressioni e sangue. In questa atmosfera turbolenta, i biancoazzurri esultano per la prima volta. Medaglia d’argento ancora per l’Olanda, che fallisce nell’intento di coronare un sogno. L’Albiceleste ha la meglio sugli Orange nei tempi supplementari, grazie a una super prestazione di Mario Kempes, miglior marcatore e giocatore del torneo. Un lusso per l’immagine al mondo di Videla.

La performance dell’Italia: gli azzurri di Enzo Bearzot gettano le basi per la vittoria del 1982. Vinto agevolmente il proprio girone, addirittura con un successo sull’Argentina, nel secondo turno se la vedono con Austria, Germania Ovest e Olanda. A reti bianche contro i rivali teutonici, arriva un 1-0 di misura sui confinanti austriaci. A seguire, il confronto con i maestri olandesi. Nonostante il vantaggio iniziale con un’autorete di Brandts, due tiri dalla distanza dello stesso e Haan condannano Dino Zoff a una feroce critica di stampa e tifosi. Alla finale per il terzo posto, l’ennesima sconfitta col Brasile, ancora per 2-1. Eppure, c’è grande fiducia per il futuro. 

Risultato finale: Argentina-Olanda 3-1 D.T.S. 38′ e 105′ Kempes, 82′ Nanninga, 115′ Bertoni 

Capocannoniere: Mario Kempes (6, Argentina)

Mondiale 1982, Spagna: il Mundial di Pablito 

In Spagna, nel 1982, c’è una Nazionale che arriva nello scetticismo generale: l’Italia, capeggiata ancora da Bearzot. Tra le polemiche per la mancata convocazione di Roberto Pruzzo, capocannoniere della Roma, e un gioco inizialmente poco sfavillante. Tre pareggi nel primo turno e avanzamento solo in virtù della miglior differenza reti sul Camerun, nei gironi spareggio gli Azzurri incontrano Argentina e Brasile, le squadre migliori del torneo. Per molti, è già finita prima di cominciare. Invece il Mondiale dell’Italia, e di Paolo Rossi, inizia proprio lì. 2-1 sull’Argentina e un memorabile 3-2 sul Brasile, con tripletta di Pablito e una clamorosa parata sulla linea di Zoff: col 3-3, sarebbero passati i verdeoro. 

Vittoria in scioltezza sulla Polonia in semifinale: in finale attendono gli eterni rivali della Germania Ovest. Nonostante un rigore fallito da Antonio Cabrini, l’Italia chiude la pratica con Rossi, Tardelli e Altobelli. Inutile il gol della bandiera di Breitner, il Tricolore è sul tetto del mondo per la terza volta nella sua storia.

Risultato finale: Italia-Germania Ovest 3-1. 57′ Rossi, 69′ Tardelli, 81′ Altobelli, 83′ Breitner

Capocannoniere: Paolo Rossi (Italia, 6).

Mondiale 1986, Messico: la Mano de Dios

In realtà, il torneo si sarebbe dovuto giocare in Colombia. Tuttavia, a causa di un violento terremoto, i sudamericani sono costretti a rinunciare, cedendo dunque il diritto al Messico. Si rivela il torneo dell’Argentina e, soprattutto, di Diego Armando Maradona, che entra ufficialmente nel mito. Iconico il doppio sigillo ai danni dell’Inghilterra, una gara che assume un risvolto politico per la guerra delle Isole Falkland. Una rete di mano (la celeberrima Mano de Dios) e una dopo essere partito da centrocampo e si vola in finale. Avversaria ancora una volta la Germania Ovest. All’Azteca le contendenti danno vita a uno degli atti conclusivi più belli della storia. Argentini in vantaggio di due reti e rimontati tra il 74′ e 81′, per poi riprendere la gara in mano con Jorge Burruchaga, lanciato da un visionario filtrante del Pibe de Oro. Festa grande in Argentina, che innalza Maradona all’altare dell’immortalità.

La performance dell’Italia: gli Azzurri sono chiamati a difendere il titolo di campioni del mondo, proprio nello stadio che li vedeva arrivare in finale 16 anni prima. Il primo turno è superato non senza qualche difficoltà: doppio 1-1 con Bulgaria e Argentina, seguito da un 3-2 sulla Corea del Sud. Grande protagonista Alessandro Altobelli, autore di 4 centri. Agli ottavi, però, la strada si interrompe: la Francia di Michel Platini si impone per 0-2 e rispedisce Bearzot a casa.

Risultato finale: Argentina-Germania Ovest 3-2. 23′ Brown, 56′ Valdano, 74′ Rummenigge, 81′ Voller, 84′ Burruchaga

Capocannoniere: Gary Lineker (6, Inghilterra)

Mondiale 1990, Italia: la Germania vince da Nazionale unita

Il Mondiale nel 1990 raggiunge finalmente il Bel Paese. Nella terra nostrana arrivano in finale le stesse finaliste di Città del Messico. In questa occasione, tuttavia, danno scena a una gara da sbadigli, risolta solamente da un calcio di rigore concesso generosamente alla Germania. I teutonici salgono sul tetto del mondo per la terza volta nella storia ma stavolta senza divisioni tra Est e Ovest, mentre Maradona gioca l’ultima kermesse mondiale a grandi livelli. Da segnalare l’avventura del Camerun, in grado di battere l’Albiceleste a San Siro all’esordio e di arrivare fino ai quarti di finale. 

La performance dell’Italia: per gli Azzurri l’occasione della vita. Un torneo indimenticato per le performance di Totò Schillaci, bomber siciliano da one-hit wonder. Vinto il proprio raggruppamento, l’Italia esclude Uruguay e Irlanda, senza subire mai una rete. In semifinale lo scontro contro l’Argentina di Maradona. L’atmosfera al San Paolo è suggestiva: gran parte dello stadio tifa per il Pibe de Oro, proprio idolo al Napoli. In vantaggio con la rete del solito Schillaci, l’Italia è raggiunta da Claudio Caniggia, complice un’uscita avventata di Walter Zenga. La lotteria dei rigori è fatale: finisce un torneo di grandi rimpianti.

Risultato finale: Germania-Argentina 1-0. 85′ Brehme rig.

Capocannoniere: Salvatore Schillaci (Italia, 6).

Mondiali, tutte le finali dal 1930 a oggi

Mondiali, tutte le finali: dal 1994 al 2018

Mondiale 1994, USA: Roberto Baggio croce e delizia

Nel 1994 la coppa del mondo sbarca per la prima volta nella terra americana. Fra temperature roventi, arrivano in finale Brasile e Italia, in una replica dell’atto finale del 1970. Sfida a ritmi bassissimi a causa del calore, finisce a reti inviolate e ai calci di rigore. Per gli Azzurri Franco Baresi calcia alle stelle, mentre Marcio Santos si fa intercettare il rigore da Gianluca Pagliuca. I verdeoro non sbagliano più, mentre Massaro vede respinto il suo tiro da Taffarel. Roberto Baggio, non in perfette condizioni fisiche, ha un pallone che scotta, ma lo calcia alto. Il Brasile è campione per la quarta occasione.

La performance dell’Italia: i ragazzi di Arrigo Sacchi arrivano fino in fondo in modo rocambolesco. Sconfitta all’esordio con l’Irlanda, vince contro la Norvegia in 10 uomini (espulso Pagliuca per aver toccato la palla fuori dalla propria area). L’1-1 con il Messico condanna l’Italia al terzo posto, ripescata tra le migliori terze. Agli ottavi, tra enormi difficoltà, riesce ad avere la meglio sulla Nigeria grazie a un esplosivo Roberto Baggio, autore di una doppietta. Il Divin Codino si ripete anche nel match con la Spagna, autore del decisivo 2-1. La semifinale contro la sorprendente Bulgaria è domata ancora da Baggio. La corsa, però, termina con l’epilogo più amaro e inatteso.

Risultato finale: Brasile-Italia 0-0 (3-2 D.C.R.).

Capocannoniere: Oleg Salenko (Russia), Hristo Stoickhov (6, Bulgaria)

Mondiale 1998, Francia: Zizou in cima al mondo

La Francia si incarica dell’organizzazione del torneo del 1998. Nonostante non partano tra le favorite del pronostico, i Bleus lo sovvertono e conquistano la prima coppa della propria storia. Protagonista assoluto della finale Zinedine Zidane, che sigla due reti di testa da azione di calcio d’angolo contro il Brasile. La finale, però, è un vero e proprio giallo: qualche ora prima della partita, Ronaldo è vittima di un malore, forse un attacco epilettico. “Ronaldo è morto“, la voce che echeggia dalle stanze dei compagni. Eppure, in finale il Fenomeno si ritrova lì, mai decisivo, il fantasma di sé stesso. Chissà se con un Ronaldo a piena efficienza il risultato sarebbe stato diverso…

La performance dell’Italia: gli Azzurri di Cesare Maldini arrivano all’appuntamento con grandi speranze, tra vecchia e nuova generazione. Vinto il proprio girone davanti a Cile, Camerun e Austria, il tricolore si ritrova ancora una volta davanti alla Norvegia agli ottavi. Regolata con un gol di Bobo Vieri, la attendono i transalpini padroni di casa. Gara tiratissima, con il subentrante Roberto Baggio che sfiora il gran golden goal. Per la terza volta consecutiva, i rigori non sorridono: Luigi Di Biagio spedisce il suo tiro sulla traversa e il mondiale italiano si arena ai quarti di finale.

Risultato finale: Francia-Brasile 3-0. 27′ e 46′ p.t. Zidane, 93′ Petit

Capocannoniere: Davor Suker (6, Croazia)

Mondiale 2002, Giappone/Corea del Sud: Ronaldo e la rivincita

La kermesse si tiene per la prima volta in due paesi differenti e in Asia. In un torneo avvelenato da innumerevoli polemiche arbitrali, a contendersi il titolo sono Brasile e Germania, mattatrici delle sorprese Turchia e Corea del Sud. Ronaldo si riscatta e sigla la doppietta decisiva, che lo incorona anche miglior marcatore della competizione. Sarà l’ultimo titolo mondiale vinto dalla Seleçao e da un Paese sudamericano. Prima del trionfo argentino del 2022, ovviamente. 

La performance dell’Italia: gli Azzurri di Giovanni Trapattoni hanno un buon mix di qualità e tecnica. Regolato facilmente l’Ecuador con una doppietta di Vieri, l’Italia incappa nelle prime clamorose sviste arbitrali e perde in rimonta contro la Croazia, semifinalista di Francia’98. La gara decisiva con il Messico è una sofferenza: i nordamericani passano in vantaggio, ma un bel gol di Del Piero fissa il punteggio sull’1-1. Basta, poiché la Croazia esce sconfitta contro l’Ecuador.

Agli ottavi i padroni di casa della Corea del Sud. La differenza tecnica è abissale, ma non basta. Nonostante un rigore generosissimo respinto da Buffon, l’Italia firma il sorpasso con il solito Vieri. Tuttavia, negli ultimi istanti Seol agguanta il pareggio. Nei tempi supplementari succede di tutto: a Damiano Tommasi è annullato un gol per fuorigioco inesistente, mentre Francesco Totti è espulso per simulazione, mentre invoca un rigore sacrosanto. L’Italia, sfinita, vede il sorpasso del “perugino” Ahn, che verrà buttato fuori rosa dal focoso presidente Antonio Gaucci

Risultato finale: Brasile-Germania 2-0. 67′ e 79′ Ronaldo

Capocannoniere: Ronaldo (8, Brasile)

Mondiale 2006, Germania: il trionfo azzurro

Proseguendo nella nostra lista delle finali dei Mondiali nella storia, nel 2006 la Germania organizza il torneo, candidatasi di diritto come vincitrice finale. Non sarà così. Il tutto grazie all’Italia, che per l’ennesima volta vince contro tutte le avversità. Su tutte, lo scandalo di Calciopoli, che vedrà la retrocessione in Serie B della Juventus e la penalizzazione di altre squadre illustri. Gli Azzurri partono in sordina: 2-0 sul Ghana al’esordio e un soffertissimo 1-1 contro gli Stati Uniti, sulla carta squadra cuscinetto del Gruppo E. Nel match point decisivo con la Repubblica Ceca, l’eroe per caso Marco Materazzi e Pippo Inzaghi matano Pavel Nedved e compagni. Agli ottavi l’Australia, battuta solamente con un calcio di rigore molto dubbio al 90′, trasformato da Francesco Totti

Ai quarti, l’Ucraina di Andriy Shevchenko è regolata con un secco 3-0, grazie anche alla doppietta di Luca Toni, uniche sue reti alla kermesse. La semifinale è da brividi, contro la Germania. In uno stadio praticamente tutto contro, l’Italia di Marcello Lippi meriterebbe il vantaggio: il palo di Alberto Gilardino e la traversa di Gianluca Zambrotta gridano vendetta. Ci pensa Fabio Grosso con un bel tiro a giro a far esplodere l’Italia a un passo dai rigori. Poco dopo, Alessandro Del Piero in contropiede confeziona il capolavoro. In finale la Francia, con cui si prospetta la rivincita per la finale di Euro 2000. Avanti con un rigore di Zidane, Materazzi raggiunge il pareggio da corner. Proprio i due marcatori sono protagonisti di un episodio che farà discutere: Zizou rifila una testata all’interista, che resta a terra dolorante. In una sorta di VAR di altri tempi, il direttore di gara Horacio Elizondo espelle il numero dieci.

Stavolta, la sorte sorride all’Italia. Tutti i rigori sono perfetti, l’unico errore è di David Trezeguet, che calcia sulla traversa. Grosso spiazza Barthez e l’Italia è campione del mondo per la quarta volta. Un successo bello quanto inatteso.

Risultato finale: Italia-Francia 1-1 (5-3 D.C.R.). 7′ Zidane rig. (F), 19′ Materazzi (I)

Capocannoniere: Miroslav Klose (6, Germania)

Mondiale 2010, Sudafrica: Spagna micidiale

L’Africa ha davanti a sé una grande opportunità, ospitando per la prima volta una fase finale di un Mondiale. Solamente il Ghana, però, arriva ai quarti di finale, escluso ai rigori dall’Uruguay di Luis Suárez e Diego Forlán. A trionfare è la Spagna, che ha già messo in bacheca Euro 2008. Al suo cospetto l’Olanda, tornata grande al genio calcistico di Arjen Robben e Wesley Sneijder. Il sogno, però, si infrange per l’ennesima volta. Iker Casillas compie un prodigio su Robben, mentre Andrés Iniesta solo davanti a Martin Stekelenburg non sbaglia. Un successo meritato, nonostante la sconfitta all’esordio contro la Svizzera.

La performance dell’Italia: la FIGC ha chiamato nuovamente in panchina Marcello Lippi, col compito di rimpiazzare l’uscente Roberto Donadoni. Obiettivo difendere il titolo del 2006: si rivela una caporetto. Inserita nel girone più abbordabile del torneo, l’Italia non riesce ad andare oltre l’1-1 contro Paraguay e Nuova Zelanda. Ci si gioca tutto contro la Slovacchia, al debutto in un Mondiale. La difesa capitanata da Fabio Cannavaro, eroe 4 anni prima, è un colabrodo e la gara termina sul 3-2 per gli avversari. Simone Pepe ha la chance qualificazione ma ciabatta clamorosamente fuori. Forse il peggior Mondiale della storia della Nazionale.

Risultato finale: Spagna-Olanda 1-0 D.T.S. 115′ Iniesta

Capocannonieri: Diego Forlán (Uruguay), Thomas Muller (Germania), David Villa (Spagna), Wesley Sneijder (Olanda, 4)

Mondiale 2014, Brasile: il Mineirazo 

Il Brasile, la terra del pallone per eccellenza, ospita il Mondiale. Non mancano però le polemiche, tra il classico dualismo tra ricchezza e favelas e lo sfruttamento dei lavoratori. I verdeoro, a distanza di 64 anni, vivono un’altra tragedia calcistica. In semifinale, contro ogni pronostico, sono asfaltati dalla Germania con un tennistico 1-7. È il Mineirazo, una ferita mai totalmente rimarginata nella pelle brasiliana. La finale vede, per la terza volta, affrontarsi i teutonici e ‘Argentina. In una gara molto tirata, Gonzalo Higuaín e Rodrigo Palacio hanno la palla della vita, ma la scaraventano a lato. A capitalizzare ci pensa Mario Gotze, potenziale crack che fra infortuni e discontinuità non troverà la strada. Quarto successo per i tedeschi: agganciata l’Italia.

La performance dell’Italia: inseriti in un gruppo ostico con Inghilterra, Uruguay e Costa Rica, i vicecampioni d’Europa di Cesare Prandelli iniziano col passo giusto. 2-1 ai Tre Leoni che fa presupporre una strada spianata (reti di Claudio Marchisio e Mario Balotelli). Invece, un’inattesa sconfitta con i centroamericani rimette tutto in discussione. La Celeste spinge più sull’acceleratore e sono Gianluigi Buffon tiene in piedi gli Azzurri, qualificati anche con un punto. Invece, il morso non sanzionato di Luis Suárez e l’incornata di Diego Godín condannano l’Italia all’ennesima eliminazione al girone. Sarà l’ultima partecipazione in cui sentiremo il Canto degli Italiani a un Mondiale.

Risultato finale: Germania-Argentina 1-0 D.T.S. 133′ Gotze

Capocannoniere: James Rodríguez (6, Colombia)

Mondiale 2018, Russia: Francia di nuovo trionfante

Si tratta del Mondiale in Russia, in cui Vladimir Putin sfoggia tutto il suo potere. Buona figura dei padroni di casa, esclusi ai quarti dalla vicecampione Croazia. I balcanici, infatti, affrontano la Francia, illuminata dall’estro del 20enne Kylian Mbappé. Per la prima volta in una finale, Luka Modric deve arrendersi ai colpi di una Nazionale di altissimo livello, che brilla anche grazie alle stelle di Paul Pogba e Rapahel Varane in difesa. Curiosità: Olivier Giroud conclude la kermesse senza segnare alcun gol. I transalpini alzano la coppa al cielo per la seconda volta, con pieno merito.

La performance dell’Italia: ricordare ancora oggi è doloroso. Giampiero Ventura, incapace di vincere il girone contro la Spagna, arriva secondo e deve passare per lo spareggio. In 180′, Ciro Immobile e compagni non segnano nemmeno una rete alla coriacea Svezia, autrice di un gol fortunoso di Jakob Johansson, nella gara di andata alla Friends Arena (tutt’altro che amichevole, vista la spigolosità del match). Il finale che nessuno si sarebbe aspettato: San Siro è un concerto di fischi, Gigi Buffon è in lacrime, conscio che non giocherà più un Mondiale. Saremo capaci di elevarci alla gloria con Euro 2020, riscendendo poi all’inferno contro la Macedonia. Cara coppa iridata, ci manchi.

Mondiali, tutte le finali dal 1930 a oggi

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