Napoli-Milan (1-3): analisi tattica e considerazioni

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Napoli-Milan (1-3): analisi tattica e considerazioni

Il Milan sbanca il San Paolo battendo il Napoli per 3-1 mantenendo così la vetta solitaria della classifica. Ancora una volta decisivo Ibrahimovic ma è tutta la squadra ad impressionare che continua a non perdere vincendo un altro scontro diretto dopo il derby. Ma vediamo gli schieramenti delle due squadre e l’analisi tattica della partita Napoli-Milan.

Gattuso deve rinunciare all’infortunato Osimhen quindi spazio in attacco nel 4-2-3-1 a Politano, Lozano ed Insigne alle spalle di Mertens. Panchina per Ospina, fra i pali gioca Meret.

Bonera che siede in panchina al posto Pioli, assente per Covid, schiera il solito 4-2-3-1 con Saelemaekers, Calhanoglu e Rebic dietro Ibra. Assente per infortunio Leao.

Primo tempo: il Milan la sblocca e resiste alla reazione partenopea

Evidente, fin dalle prime battute, il tema della partita: entrambe le squadre provano a costruire la manovra dal basso ma il Napoli ha grosse difficoltà ad imbastire la propria trama offensiva a causa dell’alto pressing dei rossoneri.

Infatti i partenopei faticano a trovare i due mediani, Bakayoko e Fabian Ruiz, e non potendo lanciare vista l’assenza di un centravanti di peso, spesso perdono palloni pericolosi sulla propria trequarti.

Il Milan invece riesce a trovare con più facilità i centrocampisti ed infatti produce azioni da gol come il tiro dal limite di Calhanoglu sul quale Meret è attento.

I rossoneri giocano molto bene nei primi venti minuti e questa mole di gioco culmina con la rete del vantaggio di Ibrahimovic: meraviglioso cross dalla sinistra di Hernandez e splendido colpo di testa dello svedese che anticipa Koulibaly ed insacca.

Il Napoli reagisce grazie anche ad un possesso palla più veloce e preciso affidandosi soprattutto alla buona vena di Politano sulla fascia destra.

Arrivano anche le prime occasioni per pareggiare ma prima Donnarumma nega il gol a Mertens e poi, su una mischia da corner, solo un clamoroso errore di Di Lorenzo (traversa da pochi passi) salva il Milan.

Secondo tempo: il Napoli ci prova ma il Milan porta a casa una preziosa vittoria

Inizio un po’ in sordina della ripresa fino a quando il Napoli da una situazione di apparente pericolosità prende una ripartenza letale per via di un errato appoggio di Di Lorenzo sulla destra, Calhanoglu serve sulla corsa Rebic, ottimo cross sul secondo palo dove Ibra deve solo appoggiare in rete.

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Il Napoli spreca questa buona chance, il Milan riparte e raddoppia

Decimo gol in campionato per il numero undici che così si riprende la vetta della classifica capocannonieri.

Gattuso prova a dare una scossa ai suoi inserendo Zielinski al posto di uno spento Lozano ma la partita sembra in pieno controllo del Milan.

Ma, all’improvviso, proprio Zielinski serve Mario Rui, cross basso per Mertens che accorcia le distanze.

Proprio il belga, prima del gol, stava per essere sostituito dal suo allenatore.

Nemmeno il tempo di esultare che i padroni di casa restano in dieci per una sciocchezza di Bakayoko che si fa ammonire per la seconda volta per un fallo sull’incontenibile Hernandez.

Gattuso sostituisce Politano, il migliore in campo fra i napoletani, mettendo un centravanti di peso come Petagna schierando così un 4-4-1.

Il Milan non riesce a chiudere la partita lasciando in vita gli avversari e perde anche Ibrahimovic per infortunio (qui) ma il Napoli riesce solo a produrre un tiro con Petagna sul quale Donnarumma è attento.

Nel finale, i rossoneri chiudono i conti sfruttando un contropiede con il neo entrato Hauge per il definitivo 1-3.

Analisi tattica Napoli-Milan: le considerazioni finali

Ventesimo risultato utile consecutivo per il Milan: gli uomini di Pioli hanno dimostrato ancora una volta di essere una seria candidata al titolo non solo grazie allo straordinario Ibra ma per lo spirito di squadra, per la voglia di sacrificarsi per il compagno e per la qualità del gioco.

C’è ancora da lavorare per Gattuso: la squadra infatti ha disputato ottime partite fino a questo momento ma, come detto dallo stesso allenatore, manca ancora qualcosa quando si affrontano i match di alta classifica.

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