Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

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Super League

Domenica 18 Aprile 2021 entrerà per sempre a far parte della storia del calcio europeo e mondiale. In diretta TV, infatti, è stata annunciata la nascita di una nuova e stupefacente competizione internazionale: la Super League. Dodici tra i più grandi club calcistici del mondo hanno deciso di unirsi, per dar vita ad un progetto innovativo e stravolgente, in completo contrasto con ciò che UEFA e FIFA hanno da sempre organizzato.

Super League: l’idea dietro alla nuova competizione

L’idea principale è quella di una competizione che coinvolga venti squadre europee, quindici fondatrici e cinque che verrebbero invitate annualmente in relazione ai risultati sportivi ottenuti. Ad oggi, però, solo dodici sono le compagini che hanno firmato il documento che attesta la nascita della nuova Super League. Queste sono: Atletico Madrid, Barcellona, Real Madrid; Juventus, Milan, Inter; Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham. 

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

La data d’inizio di questo torneo non è stata ancora fissata ma sembrano abbastanza chiare le modalità di svolgimento. Le venti società verrebbero divise in due gironi da 10 squadre ciascuno; queste dovrebbero sfidarsi in gare di andata e ritorno; infine, le migliori tre di ogni gruppo, insieme ad altre due squadre (che verrebbero scelte tramite delle sfide tra quarte e quinte classificate), si affronterebbero nei quarti, nelle semifinali e nella finale della competizione.

Questo, ovviamente, è soltanto il progetto originale. La volontà dei 12 club fondatori sarebbe quella di cominciare a disputare le gare della Super League a partire da Agosto 2021, cioè tra soli cinque mesi. Tuttavia sarebbero ancora da trovare gli accordi con la UEFA. Il motivo, come ben immaginabile, è legato non solo alla spettacolarità dei match, bensì anche, e soprattutto, ad un immenso ritorno economico. L’idea di un torneo “elitario”, del resto, era già in cantiere da parecchio tempo, ma le perdite causate dal Covid ne hanno accelerato gli intenti.

La posizione assunta dalla UEFA

Lunedì 19 Aprile, all’indomani dell’annuncio da parte dei grandi club, il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, si è così espresso: «La Uefa e il mondo del calcio sono uniti contro questa proposta orribile, che è stata portata avanti da pochi club europei che seguono soltanto l’idea dell’avidità. I calciatori che parteciperanno alla Super League non giocheranno né il Mondiale né in Europa. Non potranno rappresentare le squadre nazionali. Uefa distribuisce il 90% dei ricavi reinvestendoli nel calcio”.

“Per qualche persona la solidarietà non esiste, l’unica cosa che esiste è il denaro nelle loro tasche. Vorrei ringraziare tutta la famiglia del calcio, tranne quei 12. E grazie ai governi. Questa idea è uno sputo sul viso di quelli che amano il calcio. Non lasceremo che ci portino via il football».

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

Indubbiamente il maggior organo del calcio europeo si è dichiarato contrario ad un progetto di questo tipo. I possibili provvedimenti che l’organizzazione europea ha promesso di attuare contro i fondatori della SuperLeague sono i seguenti:

  • Esclusione dei 12 club dai rispettivi campionati nazionali;
  • Impossibilità di aggregarsi ai ritiri delle proprie Nazionali per i calciatori dei venti club;
  • Sanzioni pecuniarie fino a 60 miliardi di euro;
  • Ripartenza dall’ultima categoria professionistica in caso di ri-iscrizione a competizioni UEFA.

Sempre nella giornata di ieri, la UEFA ha esposto il nuovo progetto riguardante la “propria” Champions League, che dovrebbe partire dalla stagione 2024-2025. I cambiamenti principali sarebbero: ampliamento del torneo a 36 rose; girone unico con sole cinque sfide d’andata e cinque di ritorno per ogni club; prime otto qualificate e restanti sedici che si giocherebbero i play-off per accedere ai quarti di finale.

Questi provvedimenti andrebbero incontro anche alle richieste dei grandi club, perché i nuovi quattro posti sarebbero assegnati in base al ranking UEFA. Il che vorrebbe dire che, se anche Juventus o Bayern Monaco non dovessero posizionarsi tra le prime quattro del campionato, sarebbero comunque ammesse alla Champions League.

Cosa pensa chi aderirà alla nuova Super League?

Al contrario di quanto fatto dall’organo presieduto da Aleksander Ceferin, i rappresentanti della nuova Super League si sono atteggiati in termini più propositivi nei confronti di UEFA e Leghe Nazionali. Nel comunicato rilasciato dall’Inter, per esempio, si fa riferimento alla volontà di continuare il rapporto con la Lega Serie A.

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

Allora perché queste dodici società hanno deciso di separarsi dalla UEFA? Le ragioni sono molteplici ed alcune sono anche facilmente intuibili. Di seguito proveremo ad elencare le principali:

  • Una banca americana, la JP Morgan Chase avrebbe supportato il programma della Super League, stanziando un pagamento “una tantum” di 3,5 miliardi di euro per ogni club;
  • Ciascuna società riceverebbe, secondo indiscrezioni, 490/495 milioni di euro ogni anno;
  • I debiti delle dodici fondatrici si attestano, in media, attorno ai 643 milioni (dal miliardo e mezzo di euro del Chelsea ai 125 milioni dell’Arsenal): i fondi, quindi, risanerebbero tutti i conti;
  • Il FFP della UEFA non è piaciuto ai magnati del calcio, che si sono visti limitati dalla gestione poco chiara dei propri budget. Ecco perché la voglia di staccarsi dall’organo europeo;
  • Florentino Perez, presidente della competizione, ha dichiarato che la volontà è quella di dar vita a sfide emozionanti, che possano riavvicinare al calcio tutti i tifosi del mondo.

Il mondo del calcio insorge 

Subito dopo l’annuncio della nascita della SuperLeague, la maggior parte dei tifosi è insorta, seguita a ruota da addetti ai lavori e calciatori ancora in attività. Primi fra tutti i presidenti ed i rappresentanti di due club che, per loro scelta, hanno deciso di voler continuare a giocare la Champions League: Borussia Dortmund e Bayern Monaco.

Hans-Joachim Watzke, CEO dei giallo-neri, ha dichiarato: “I membri del consiglio di amministrazione della Eca si sono riuniti per una conferenza virtuale domenica sera e hanno confermato che la decisione del consiglio di venerdì scorso è ancora valida. Questa decisione significa che i club vogliono per attuare la prevista riforma della Champions League (…). Entrambi i club tedeschi rappresentati nel consiglio di amministrazione dell’Eca, ovvero il Bayern Monaco e Borussia Dortmund, hanno approvato al 100%“.

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

A Watzke si è aggiunto Karl-Heinz Rummenigge: “Il Bayern Monaco non parteciperà alla SuperLeague. Siamo convinti che l’attuale modello della Champions League garantisca solide basi”. Infine, anche il Porto ha scelto di non prendere parte al nuovo torneo, spiegando così le proprie intenzioni: “Il Porto in Super League? Ci sono stati dei contatti informali, ma non abbiamo preso in considerazione questa proposta. Siamo in Champions League e il nostro piano è di restarci ancora per molti anni”.

I calciatori e gli ex-giocatori s’indignano

Tantissimi i rappresentanti del mondo del pallone che si sono schierati fermamente contro questo nuovo modello di gestione del calcio europeo. Nelle ultime ore anche alcuni tecnici delle squadre coinvolte si sono dichiarati stupiti dalle decisioni dei propri club. 

Luis Figo ha detto: “La cosiddetta Super League non ha niente di “super”. Questa mossa distruggerà il calcio di base, quello femminile e tutta la comunità calcistica”. Lucas Podolski, invece, si è addirittura dichiarato scosso: “Mi sono svegliato con questa notizia folle. È un insulto al mio pensiero: il calcio è felicità, libertà, passione, ed è per tutti. Questo progetto è disgustoso, non è giusto e sono deluso nel vedere coinvolti i club per i quali ho giocato”.

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

Infine, anche Gary Neville, ex-capitano del Manchester United, ha voluto esprimere il proprio disappunto: “Cancellino la finale di Coppa di Lega del prossimo weekend. Tanto né al Tottenham né al Manchester City frega un c***o del calcio inglese”. L’inglese ha poi proseguito: “Sono disgustato in particolare dal mio Manchester United e dal Liverpool. Voglio dire, il Liverpool è il club del “You’ll Never Walk Alone” e poi il Manchester United, creato da gente nata e cresciuta attorno a Old Trafford più di 100 anni fa. Vogliono entrare in un torneo senza competizione, dal quale non puoi essere retrocesso. Quello che stiamo vedendo è semplice avarizia, nient’altro. I proprietari dello United e del Liverpool ma anche del City e del Chelsea sono degli impostori, non hanno niente a che vedere con il calcio in Inghilterra”.

Cosa sostengono davvero le squadre di Super League

Tornando alle fondamenta della discussione, possiamo dire che la UEFA proverà in ogni modo ad interrompere la creazione di questa Super League. Una delle proposte sul tavolo è quella di escludere fin da subito le cinque squadre rimaste in corsa in Champions League ed in Europa League.

Le dodici compagini, al contrario, anche tramite le parole del presidente Florentino Perez hanno dichiarato: “I club importanti di Inghilterra, Spagna e Italia devono trovare una soluzione alla brutta realtà che sta vivendo il calcio. Siamo arrivati alla soluzione che se invece di far la Champions facciamo una Superlega, saremmo capaci di recuperare le entrate che abbiamo perso. Il calcio sta perdendo interesse, i diritti tv stanno diminuendo, bisognava fare qualcosa, con la pandemia andava fatto con urgenza. Il calcio è l’unico sport globale. Queste 12 squadre hanno tifosi in tutto il mondo, la televisione è la maniera per adattarsi a questo mondo. I giovani non hanno troppo interesse nel calcio perché ci sono troppe partite di scarsa qualità“.

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

Il Patron del Real Madrid ha poi proseguito: “Obiettivo? Partire il prima possibile. La UEFA si arrabbia, ma noi abbiamo detto che parleremo con la UEFA e la FIFA. Anche per parlare dei cinque posti a disposizione e dei criteri di accesso. La UEFA stava lavorando a un altro formato, quello che ha presentato oggi (ieri, ndr.). Con tutto il rispetto io non l’ho capito, ma in ogni caso non produce gli ingressi necessari per salvare il calcio. Se le grandi non comprano i giocatori il calcio si rovina. Non vogliamo combattere con nessuno, c’è chi crede che le istituzioni siano loro, ma non sono loro. Infine Florentino Perez ha concluso così le sue dichiarazioni: “Come può la Liga perdere valore? Le squadre andranno con i migliori giocatori. Nel basket giochiamo la Liga e l’Eurolega e non succede nulla. Si può convivere se c’è una competizione infrasettimanale che genera molto denaro”.

I pro e i contro di questa nuova competizione

Indubbiamente il progetto della Super League ha fatto discutere e scatenerà accesi dibattiti anche nei prossimi mesi. Quel che è certo è che, come in ogni questione delle nostre vite, i pro ed i contro sono molteplici, quasi infiniti. Sfide stupende, calcio spettacolare, spalti gremiti di gente; una “Champions” più ricca, soldi per le società più tifate, che potranno modernizzare anche i propri impianti; la voglia di attirare i tifosi da ogni parte del mondo, che essi si trovino nel sud-est asiatico o in America: questi sono i lati positivi di un’idea così innovativa.

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

I “contro”, però, sono altrettanto validi: i campionati nazionali sarebbero falsati dall’ingresso dei capitali nelle tasche delle “grandi”. Nonostante già oggi a vincere siano le società più potenti, domani potremmo non vedere più l’Atalanta o il Leicester stupire e combattere con Milan o Manchester United. Potremmo non vedere più storie come quelle del Lione, che l’anno scorso ha sfiorato la finale di Champions League. 

Che fine farebbero i tifosi delle squadre più “piccole”? Che senso avrebbe combattere se tanto i posti disponibili per entrare in Super League dovessero essere solamente cinque? La meritocrazia, pilastro fondante dello sport, in che recondito angolo della mente dei “potenti” è stata confinata?

Una possibile soluzione e un’interpretazione provocatoria

La possibile via d’uscita potrebbe essere la seguente: la UEFA accontenta le formazioni più ricche ed in crisi, permettendo loro di partecipare sempre alla Champions League e andando a redistribuire la maggior fetta del denaro a questi club. In cambio la Super League ammette che la competizione a 36 posti della UEFA sia attuabile e accetta di affidare i restanti posti (oltre ai quindici  delle “grandi”) in base al merito sportivo.

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

La provocazione è invece questa: se Real Madrid e compagne avessero attuato questa inaspettata mossa per risvegliare dal torpore un organo europeo ormai malato e sull’orlo del collasso? E se l’intento non fosse quello di staccarsi ma semplicemente quello di dialogare e di arrivare ad una risoluzione comune?

Le conclusioni finali

Indubbiamente sarebbe ingiusto indicare la UEFA e la FIFA come le vittime di questa probabile scissione. Sono proprio queste due, infatti, le autrici di scandali incredibili. Corruzione, Fair Play Finanziario mal eseguito, assegnazione di competizioni globali a paesi che utilizzano i diritti umani come se fossero “carta straccia”: queste sono solo tre delle innumerevoli falle di un sistema marcio e al collasso.

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

Le squadre che però vogliono creare la Super League non stanno dando il giusto esempio. Non si possono annullare i meriti sportivi; non si può rendere il calcio una “discussione” tra ricchi; le piccole realtà, che sognano di emergere, in un mondo che dà loro già poche chance, non devono essere annientate.

Sicuramente il calcio sta cambiando e il football è solamente l’immagine della società odierna. Chiunque è disposto a far carte false per guadagnare sempre più soldi, mascherando gli intenti con belle parole, che però rimangono una facciata ben dipinta e poco altro. L’uccisione del calcio è in atto da almeno 20 anni, ma per molti quest’iniziativa sembra essere la spallata definitiva

L’appello a ridimensionare le pretese

L’dea delle “big” di disputare una competizione sempre piena di club prestigiosi è bellissima, ma almeno in parte andrebbe ridimensionata. Lasciare solo cinque posti per altre formazioni è davvero troppo poco.

La speranza è quella che una soluzione venga trovata: per il bene del nostro sport, per il bene dei tifosi di ogni squadra, che ogni domenica, di fronte alla TV, si emozionano e vivono il calcio con estremo trasporto. Ingrandire ancor di più il divario fra ricchi e poveri distruggerebbe i sentimenti che il calcio, da sempre, porta con sé.

Nasce la Super League: motivi, dubbi e considerazioni

L’eliminazione di una competizione come la Champions League, il vissuto di una “comfort zone” che non premia ma fa ingrassare i potenti: non possiamo permettercelo. Non possiamo togliere ai ragazzi il torneo per club più bello del mondo: nel lungo periodo ritorneremmo alla situazione malata di oggi. Chi non tifa per quelle 12/15 squadre perderebbe ogni interesse. Per inseguire il vil denaro non dobbiamo distruggere i sogni di chi, un giorno, potrebbe ambire ad entrare nell’Olimpo del calcio.

L’economia, i bilanci e gli stipendi sono importanti, sì, ma non possono essere tutto. In un periodo dove ci è stato privato ogni contatto ed ogni forma di vicinanza, il nostro amato sport deve far prevalere le emozioni, quelle forti e genuine, quelle che ti prendono fin nel profondo e ti stravolgono.

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