Tra club e Nazionale: quanto viaggia un calciatore?

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viaggia un calciatore

Non è un segreto, ormai, che il calcio stia diventando sempre più ricco d’impegni e di appuntamenti. I giocatori delle formazioni impegnate in tutte le possibili competizioni (Champions/Europa League, campionati e coppe nazionali) sono chiamati a calcare i campi di mezza Europa ogni tre giorni. Questo è un impegno fisico e mentale non indifferente. Quello che però un tifoso spesso non si chiede è: quanto viaggia davvero un calciatore?

Ebbene sì, chi vive di calcio ogni giorno è obbligato a compiere anche lunghissimi spostamenti. E’ il caso di quei ragazzi, a volte anche padri di famiglia, reclamati dagli appuntamenti che coinvolgono le relative Nazionali.

I casi di Alvaro Morata e Vinicius Jr.

Cavalcando l’onda della riflessione, interessanti risultano essere le vicende che hanno coinvolto Morata, spagnolo giocatore della Juventus e Vinicius Jr., ala brasiliana del Real Madrid.

Il ragazzo ventenne dei Blancos ha fatto registrare un curioso record: quello di aver percorso, in soli 10 giorni, la bellezza di 20.700 km. Gli spostamenti compiuti dal calciatore brasiliano sono stati “infiniti” ed indubbiamente sfiancanti. Dopo aver giocato l’8 Novembre con il suo club spagnolo è partito da Madrid per raggiungere Rio de Janeiro. Successivamente si è trasferito con la squadra a San Paolo, per affrontare il Venezuela; di ritorno a Rio, è stato “costretto” ad imbarcarsi in direzione Montevideo (Uruguay). Dalla capitale del paese Sudamericano, il 14 Novembre, il “nostro giramondo” è potuto tornare a casa, a Madrid. In tutto questo, il baby fenomeno ex-Flamengo, oltre al danno dei chilometri percorsi ha subito anche la beffa di non essere mai sceso in campo con la maglia verde-oro. 

Tra club e Nazionale: quanto viaggia un calciatore?

Diverso il caso di Alvaro Morata, accasatosi da poco tra le fila juventine. Il 29 Settembre scorso, infatti, in “casa Morata” s’è registrato un nuovo arrivo: quello del terzogenito Edoardo. Nonostante ciò, il calciatore non ha potuto dribblare gli impegni con la Spagna. La Nazionale iberica, rompendo un digiuno lungo quasi un anno (Novembre 2019) ha infatti deciso di convocare il proprio n°9. Così, lasciata la moglie ed i figli, il bomber di Madrid ha anche dovuto percorrere 3000km in meno di 9 giorni, diviso tra Italia, Spagna e Svizzera. 

Sebbene quest’ultimo calcolo di distanze non sia altisonante come quello precedente, questo è stato compiuto per far comprendere come, anche solo per chi si sposta all’interno dell’Europa, vi sia da affrontare comunque un gran dispendio di energie e forze fisiche. E’ solo così che possiamo comprendere e realizzare davvero quanto viaggi un calciatore.

Tra club e Nazionale: quanto viaggia un calciatore?

Viaggia un calciatore, si divide una famiglia

Molteplici e svariati sono i luoghi comuni che circondano i calciatori e, più in generale, il mondo del pallone. C’è chi sostiene che un giocatore non dovrebbe lamentarsi, in quanto “privilegiato”; chi afferma che sia giusto riempire il calendario di partite per render ragione dei profumati stipendi percepiti.

Ci stiamo dimenticando sempre più di come il calcio sia per definizione un “gioco”, che fa divertire e che catalizza su di sé infinite attenzioni. Ci siamo scordati quanto i nostri beniamini siano delle persone reali e non eroi indistruttibili: persone con una vita privata (che va ben oltre il rettangolo di gioco), uomini e donne con una propria famiglia. Ha senso far viaggiare per migliaia di chilometri le formazioni, senza alcuna pausa? E’ corretto corrodere i fisici degli atleti che ogni giorno fanno sognare fans in ogni angolo del pianeta? Da un lato il discorso puramente egoistico di avere a disposizione atleti sempre al top della condizione, dall’altro la necessità di lasciare maggior spazio alla vita di ognuno di loro. 

Queste dinamiche non riguardano soltanto il calcio: per esempio, anche il basket (americano ed europeo) deve sottostare a calendari fitti di incontri e carichi di trasferte estenuanti. Ogni sportivo, non solo il calciatore, è una “vittima” di quest’ingranaggio. Eppure la passione, la voglia e la dedizione, che questi campioni sono disposti a mettere in campo ogni giorno, non possono assolutamente essere comprate dal denaro.

Dunque, il calcio è solo un rappresentante illustre di un sistema corrotto e complesso, che stravolge la quotidianità anche di chi non ne è parte attiva. Non è normale doversi allontanare così tanto dai propri affetti, non è una cosa semplice dover affrontare trasferte transoceaniche o da migliaia di chilometri. Del resto questo è il prezzo da pagare per vivere il sogno che hanno, fin dalla tenera età, tutti i calciatori “in erba”. Viaggia un calciatore, si divide una famiglia. 

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