
Dopo aver intervistato varie calciatrici del Napoli, è il momento adesso di dare spazio ad una giovane giocatrice dell’Inter in prestito al Cesena: Noemi Battilana. Classe 2005, nata in provincia di Vicenza a Brogliano, gioca come difensore centrale e dopo aver subito un grave infortunio è rientrata da circa un mese. Ecco qui l’intervista esclusiva.
Noemi Battilana si racconta
Ciao Noemi, grazie mille per averci concesso quest’intervista. Quando è nata la tua passione per il calcio?
La mia passione per il calcio da tifosa è nata in parte grazie al papà, che è un super appassionato di pallone. Per quanto riguarda il calcio giocato invece è nato tutto alle elementari quando, aspettando il pulmino per tornare a casa, guardavo i maschietti giocare con la palla anziché stare con le mie compagne. Lì intervenne poi la bidella Teresa che fu il mio trampolino di lancio. Fondamentale fu anche per convincere i miei genitori che inizialmente non volevano farmi giocare, ma che dopo averla incontrata a scuola si convinsero. Dunque, anche grazie alla bidella Teresa è nato tutto.
Hai sempre giocato in difesa o all’inizio della tua carriera hai ricoperto anche altri ruoli?
Da piccolina, la prima partita che ho fatto mi hanno schierato come ala in attacco. Ma hanno capito presto che non era il ruolo ideale per me e mi hanno portata dietro, in difesa. Lì ho quasi sempre giocato al centro, anche se alcune volte ho fatto anche il terzino. Di sicuro però il ruolo di difensore centrale è quello che sento più mio e dove gioco praticamente sempre.

Quali sono stati i primi passi nel mondo del calcio?
Ho iniziato a giocare nel 2015, nella squadra del mio paese che è il Real Brogliano, in provincia di Vicenza. Lì ho giocato coi maschi fino ai 12/13 anni, che mi hanno voluto bene fin da subito. Poi ho iniziato a giocare nel Vicenza, nella squadra femminile, e lì ho fatto vari anni di giovanili, dei quali conservo sincere amicizie. Questo finché ad un torneo mi ha notata l’Inter e mi ha ingaggiata per giocare nella Primavera. Dopo un periodo, dunque, nella Primavera dell’Inter sono stata chiamata a Cesena dove ho giocato dallo scorso anno in prestito, e dove sono tornata appena finita la riabilitazione post recupero, fatta a Milano, per l’infortunio al crociato che ho subito.
Com’è stato entrare in una realtà importante come l’Inter? Vorresti tornarci in pianta stabile in futuro? O ti piacerebbe rimanere al Cesena?
Qui a Cesena sto bene, ma non posso negare che ritornare a Milano nell’Inter rimane un po’ il mio sogno. È una società in crescita, dove sono stata bene sia nella Primavera sia nel periodo di riabilitazione, dove sono stata ben seguita. In più c’è anche la componente della passione visto che io sono interista e anche tutta la mia famiglia lo è. Dunque, quando si può giocare per la squadra per cui si fa il tifo, c’è un legame in più; l’Inter, inoltre, è stata la mia prima esperienza fuori casa e mi ha permesso di crescere molto sia a livello calcistico sia a livello personale. Qui a Cesena mi sento a casa e mi trovo molto bene con le persone dello staff e con le compagne. Inoltre, sono stati molto presenti durante il periodo dell’infortunio e il direttore sportivo, appena ha saputo della possibilità di tornare a giocare, si è subito mosso per farmi ritornare a Cesena.
Come ti stai trovando al Cesena? Quali sono gli obiettivi personali e di squadra per questo finale di stagione?
Come ho detto sopra, a Cesena mi sento proprio a casa e mi sembra sempre di respirare un’aria famigliare. Per quanto riguarda poi i miei obiettivi a livello personale posso dire che vorrei tornare in condizione e dare un contributo in questo finale di stagione. Anche se l’obiettivo di tornare che mi ero fissata per quest’anno l’ho raggiunto, adesso vorrei riuscire a dare una mano alla squadra ritrovando il più possibile il mio livello pre-infortunio. Per quanto riguarda gli obiettivi di squadra, invece, siamo un gruppo giovane, ci sproniamo molto a vicenda e l’obiettivo è quello di divertirci e toglierci delle soddisfazioni in queste ultime giornate.

Come ti descriveresti come difensore? Quali sono i tuoi punti di forza? E quelli su cui vuoi migliorare?
Sono una persona che ascolta molto ciò che le viene detto, sia da parte del mister che delle compagne, cercando di assimilare il più possibile ciò che mi può essere utile. A livello di punti di forza poi sono attenta negli anticipi e nel gioco aereo. Spesso sono molto calma, forse troppo e da fuori posso dare l’impressione magari di non avere tanta cattiveria agonistica, ma non è assolutamente così. Sugli aspetti da poter migliorare invece, diciamo che si può sempre migliorare in tutto. Sia in velocità, che nelle letture difensive e nell’impostazione; insomma, c’è sempre da spingere in allenamento per crescere ogni giorno sempre di più.
C’è una calciatrice o un calciatore a cui ti ispiri?
Non ho un riferimento vero e proprio. Guardo tantissime partite e mi capita spesso di prestare attenzione ai difensori, come si muovono, come marcano o come leggono il gioco da dietro. Quindi diciamo che cerco di rubare il più possibile a tanti difensori, cerco di mettere nel mio bagaglio quante più cose possibili pur non avendo un idolo vero e proprio. Se devo però fare un nome, farei quello di Ivana Andres, forse perché avendo fatto alcuni allenamenti con lei nella prima squadra dell’Inter, mi ha davvero colpito il modo in cui gioca e il modo di porsi con le compagne.
Un grande grazie a Noemi Battilana per quest’intervista. Noi di 11contro11 continueremo a seguirti e a tifare per te durante il tuo percorso nel mondo del calcio che ti auguriamo pieno di soddisfazioni e successi.
Fonte immagini: fornite dall’intervistata
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