Non è mica da questi particolari che si giudica Mbappé

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Le parole della canzone di De Gregori le avranno ricordate in molti ieri sera. Quando Sommer ha parato il quinto rigore dei francesi, che è valso la vittoria e i quarti alla Svizzera. Il rigore calciato dal maggior talento della Francia, Kylian Mbappé. Il rigore che ha eliminato i favoriti di Euro 2020.

“Non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un calciatore”

Non si sa se Oltralpe ci sia una canzone simile a quella di De Gregori, se sia stata canticchiata dai francesi in apprensione dopo i 120′ estenuanti contro la Svizzera. Certo è che Mbappé non è il solo fuoriclasse ad aver deciso amaramente il destino della sua nazionale. Non è il primo, non sarà l’ultimo e questo non definirà la sua carriera.

Ricetta di una partita pazza

La Francia di Deschamps si sarà svegliata questa mattina sperando fosse solo un incubo. La realtà, le testate giornalistiche di tutta Europa cancellano tale illusione. Les Bleus super-favoriti per la vittoria dell’Europeo sono stati eliminati appena agli ottavi di finale. 

La Svizzera ha giocato una gara di carattere. Il vantaggio iniziale è proprio degli elvetici he possono raddoppiare nel secondo tempo. Quel Ricardo Rodriguez che ogni tifoso rossonero, purtroppo, ha imparato a conoscere ha strozzato la gioia svizzera. La Francia vive, quindi il suo momento di gloria con un 1-2 in pochi minuti firmato Benzema. Si aggiunga poi il gol capolavoro di Pogba e un atteggiamento più rilassato. 

Non è mica da questi particolari che si giudica Mbappé

La ricetta per una partita pazza è sempre più definita. La Svizzera non molla mai, gioca di prima, cerca di non buttare il pallone e di tentare giocate anche poco tecniche ma funzionali. Il colpo di testa di Seferovic, al secondo gol in serata, e il guizzo di Gavranovic all’ultimo respiro danno ragione alla causa Svizzera.

I supplementari sono possesso, paura e stanchezza. Nessuno la decide e i rigori sono la conclusione naturale della discussione. Calciano tutti in maniera invidiabile tra freddezza e tecnica. L’ultimo rigore ha visto l’errore di Mbappé. Per lui un Europeo maledetto.

Per Mbappé e la Francia è stato un Europeo maledetto

Favorita fin dall’inizio e campione del mondo in carica. La Francia ha iniziato Euro 2020 con tutte le pressioni e le aspettative del caso. Deschamps e i suoi giocatori non sembrano curarsene. L’allenatore francese risponde per le rime anche alle provocazioni di Mourinho. 

Il campo, però, ha raccontato le difficoltà dei Les Coqs. Gli infortuni hanno portato a scelte obbligate. Come obbligati sono stati i vari giocatori adattati da Deschamps. Incomprensibile la presenza di Rabiot sulla fascia sinistra con Theo Hernandez in vacanza in Sardegna. Si può dire altrettanto di Koundè, centrale del Siviglia che ha dovuto proporsi come terzino in mancanza di Pavard. Benzema, nonostante i gol, ha dovuto lavorare tanto sulla trequarti come lo stesso Griezmann nominato regista e limitato nella finalizzazione.

Non è mica da questi particolari che si giudica Mbappé

Tra questi non ha trovato un posto felice neanche il talento di Kylian Mbappé. L’attaccante del Paris Saint Germain ha giocato prevalentemente come centravanti in un modulo con due punte. La tendenza, anche nella partita con la Svizzera, era quella di allargarsi come un’ala per sfruttare la sua dote principale, la velocità. Nel 3-4-1-2 di Deschamps il risultato è stato predicare nel deserto.

In termini di score, invece, corrisponde a 0 gol a Euro 2020. Nelle ultime 10 partite in nazionale Mbappé è andato a segno solo una volta, in amichevole contro il Galles. I numeri e la delusione europea raccontano la difficoltà e la limitazione realizzativa di Mbappé con la Francia. Proprio lui che viene da una stagione importante con ben 42 gol in 47 presenze con il PSG. Con la Svizzera è arrivato il triste epilogo di una squadra sotto pressione, gufata da molti, e di un Mbappé rimasto a secco, anche nelle lotteria dei rigori. Come si dice in questi casi: toccato il fondo si può solo che risalire.

La carriera di Mbappé non si ferma qua

Superare la delusione per Mbappé e la Francia non sarà facile. Una volta finito l’Europeo sarà possibile leggere altre notizie sui quotidiani sportivi. Non è impensabile, intanto, attendere le dimissioni del tecnico Didier Deschamps per aprire un nuovo ciclo. 

Per Kylian Mbappé intanto la testa sarà proiettata alla prossima stagione. Va ricordato che è solamente un classe ’98, ha quindi solo 22 anni e una carriera che in parte è da scrivere e in parte racconta record, successi in Ligue 1 ma soprattutto un Mondiale, quello del 2018, vinto da protagonista a soli 20 anni.

Il futuro di Mbappé lontano dalla Francia

I rumors danno la stella francese lontana dal PSG, il Times infatti riferisce della volontà di Mbappé di lasciare il Parco dei Principi. La sensazione secondo gli addetti ai lavori e l’opinione sportiva è quella del bisogno per Mbappé di cimentarsi al di fuori della Ligue 1. 

La stessa cosa fu detta in relazione a Lionel Messi. Il campione del Barcellona è sempre stato dato per partente dai giornalisti che lo volevano vedere in campionati diversi dalla Liga. 

Non è mica da questi particolari che si giudica Mbappé

Messi non si è mosso da Barcellona. Di Mbappé non si può ancora dire lo stesso. Anzi il francese è cercato con insistenza proprio dalla Liga Santander, in particolare da Real Madrid e proprio dal Barcellona. Con 159 gol in Ligue 1 tra Monaco e PSG, 4 campionati francesi, 3 coppe di Francia, 2 coppe di lega francese e 3 Supercoppe francesi, Mbappé può pensare a lidi più prestigiosi dove continuare a vincere.

Inoltre la maledizione del PSG in Champions League può essere un problema concreto per le ambizioni del classe ’98. Per i parigini infatti si contano eliminazioni premature insieme alla finale persa nell’agosto 2020 contro il Bayern Monaco. Per un Mbappé accostato ai vari Messi e Ronaldo e dato come futuro pallone d’oro è necessario vincere in Europa, cosa che con il PSG non sembra poter fare. 

Non è da questi particolari che si giudica un calciatore

A 22 anni Mbappé ha tutto il tempo per cancellare la delusione di Euro 2020. Le sue qualità non sono in discussione, anzi. L’attaccante francese ha ancora margini di miglioramento che proprio dalle delusioni fisiologiche delle carriere importanti possono trarre il meglio. 

Mbappé non è il primo e non sarà l’ultimo grande nome annoverato tra i calciatori che hanno sbagliato un rigore decisivo

Il Divin Codino e altri palloni d’oro

Non è mica da questi particolari che si giudica Mbappé

Baggio sbagliò un rigore nella finale del Mondiale 1994 contro il Brasile. Questo non cancellò l’amore dei tifosi per un campione come il Divin Codino. Anche dopo il ’94, nella seconda parte di carriera Baggio fu in grado di dispensare il suo calcio con Milan, Bologna, Inter e Brescia.

Sempre in un Europeo, quello del 1992, fu Marco Van Basten a sbagliare un rigore decisivo in semifinale contro la Danimarca. Non proprio l’ultimo arrivato tra i centravanti. I danesi poi vinceranno la competizione.

Pesò tantissimo il rigore di sbagliato da Messi nel 2016, in finale di Coppa America contro il Chile. Biglia calciò il rigore decisivo per la condanna dell’Albiceleste. L’attenzione mediatica, ovviamente fu per Messi, in lacrime dopo l’ennesima delusione in nazionale.

Trezeguet e le leggende dell’Inghilterra

Non è mica da questi particolari che si giudica Mbappé

L’Italia ricorda anche un connazionale di Mbappé che sbagliò dal dischetto. Il nome di David Trezeguet rievoca la vittoria del Mondiale 2006 da parte degli azzurri. Trezeguet, in forza alla Juventus, era un calciatore fenomenale che continuò a segnare gol fantastici con i bianconeri almeno fino al 2010.

Nel mondiale 2006, nel quarto di finale Inghilterra-Portogallo, a sbagliare ai rigori furono addirittura tre grandi campioni come Gerrard, Carragher e Lampard. Quest’ultimo poi continuerà comunque a vincere come nel caso della Champions League del 2012 col Chelsea.

Schweinsteiger, crollo e risalita

Non è mica da questi particolari che si giudica Mbappé

Proprio contro il Chelsea, in Champions League, nel 2012 fu Bastian Schweinsteiger a sbagliare. La bandiera del Bayern Monaco si fece parare il rigore da Cech condannando i bavaresi che erano super-favoriti nella competizione. L’anno successivo il tedesco si prenderà la sua rivincita sollevando la coppa dalle grandi orecchie.

Conclusioni

Tutti questi casi mostrano gli errori di grandi campioni in momenti diversi delle loro carriere. Chi all’inizio e chi all’apice. Chiunque può sbagliare un rigore decisivo per la propria squadra. Come chiunque può non identificarsi con quell’errore accettandolo come parte di una carriera più complessa.

La stessa cosa può valere per un 22enne come il talento della Francia, Kylian Mbappé. Un predestinato, un giovane che ha già segnato più di 150 gol in carriera e che ieri sera semplicemente ha conosciuto la prima grande delusione della sua carriera.

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