Omaggio a Gigi Riva: addio alla leggenda del Cagliari e del calcio italiano

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Nella giornata di ieri una brutta notizia ha sconvolto il calcio italiano: all’età di 79 anni è venuto a mancare Gigi Riva. Uno dei simboli dell’Italia degli anni ’70Rombo di Tuono -come venne soprannominato da Gianni Brera– è considerato uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi. Un uomo prima che un calciatore, capace di diventare allo stesso tempo un’icona politica e sociale, tale da riuscire a far grande una piccola realtà come quella di Cagliari. Una squadra presa dalla Serie B e fatta arrivare in paradiso con quello storico campionato vinto nella stagione 1969/70, l’unico nella storia del club rossoblù. Un campione d’altri tempi capace di rappresentare quella che poi è diventata la sua terra -la Sardegna- e un simbolo di unione di un’Italia ancora troppo divisa. Motivi questi che ci hanno spinto a rendere omaggio a Gigi Riva a poche ore dalla sua scomparsa.

Gigi Riva: omaggio ad un fuoriclasse d’altri tempi

Dalla Lombardia e più nello specifico dalla provincia di Varese, fino alla Sardegna e alla sua Cagliari. Ad appena 19 anni, Gigi Riva si è trovato proiettato in una realtà come quella sarda di quegli anni caratterizzata da povertà e indifferenza da parte della politica. Un’isola troppo lontana dallo Stivale non solo dal punto di vista geografico. Un’isola lasciata nella pura mediocrità senza alcuna forma di aiuto e sostentamento per garantire uno sviluppo economico e sociale. Una terra che in quel periodo vedeva emigrare gran parte della popolazione verso le aree industrializzate e urbanizzate del nord o addirittura all’estero alla ricerca di maggiore fortuna. Sembra quasi assurdo dirlo, ma è stata proprio la figura di Gigi Riva a rendere la Sardegna e Casteddu parte integrante del Bel Paese. La figura dell’attaccante lombardo, infatti, rappresenta quella forma di unione così sperata dal popolo sardo.

Inutile soffermarci tanto sui numeri. Dopo la stagione trascorsa con il Legnano, l’attaccante lombardo nel 1963 si è trasferito a Cagliari, squadra che abbandonerà soltanto a fine carriera. Una vera e propria bandiera del nostro calcio, forse la prima vera bandiera di una piccola realtà alla ricerca di riscatto sociale. 208 gol in 378 partite disputate, tre volte capocannoniere della Serie A, e soprattutto quel campionato inserito in bacheca grazie al quale ha fatto innamorare i tifosi rossoblù. L’unico Scudetto della storia della compagine isolana porta il suo nome in una stagione condita da 27 reti.

Omaggio a Gigi Riva: addio alla leggenda del Cagliari e del calcio italiano

Per non parlare poi della Nazionale. Se Riva è considerato ancora oggi il più forte centravanti del calcio italiano, ne sono una dimostrazione i 35 centri nelle 42 volte in cui è sceso sul rettangolo gioco. Un primato che nessun altro calciatore in maglia azzurra è riuscito a eguagliare. Dal debutto nel giugno del ’65 contro l’Ungheria, passando per il primo Europeo alzato al cielo nella storia dell’Italia tre anni dopo, per poi arrivare alla storica semifinale dei Mondiali in Messico contro la Germania Ovest e alla finale persa contro il Brasile. Il nativo di Leggiuno ha disintegrato record su record, diventando una specie di game-changer per il nostro calcio, e convertendosi allo stesso tempo in un simbolo della Sardegna in Italia e nel mondo.

Gigi Riva: un simbolo del Cagliari e del calcio italiano 

Nonostante le numerose e allettanti offerte ricevute dalle big della Serie A -in primis la Juventus-, Gigi Riva le ha sempre rispedite al mittente. Più volte, infatti, Rombo di Tuono ha ribadito il suo incondizionato amore per Cagliari e la terra sarda. Amore ricambiato tanto da riceverne la cittadinanza onoraria nel 2005, e da diventare pochi anni fa Presidente onorario del club rossoblù. Anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Gigi Riva ha continuato a rivestire un ruolo fondamentale per il nostro movimento. Un punto di riferimento per tutti i giovani calciatori intenti a emulare le sue orme. Una guida per quella Nazionale trionfante nel Mondiale 2006 con lui nel ruolo di team manager. Un trionfo visto anche come forma di riscatto personale per quella nefasta finale del 1970. Una coppa forse, che gli avrebbe potuto regalare quel Pallone d’Oro da lui tanto rimpianto.

Ci lascia un uomo che rappresenta la storia del nostro Paese. Un uomo alla ricerca di una casa dopo la scomparsa di entrambi i genitori. Una casa trovata proprio in quell’isola tanto poco considerata e così arretrata di quegli anni. Un rapporto che ha creato con quella terra così immenso che non sarebbe possibile descriverlo a parole. Con i suoi gol e il suo amore per il Cagliari, una persona così riservata come Gigi Riva ha cambiato le sorti della Sardegna tanto da diventarne un vero e proprio simbolo. Tutto questo per quanto possa sembrare banale, ha posto questa regione per anni al centro dell’attenzione rendendola ancora più unica e inimitabile.

Ecco perché quando si parla e si parlerà di questo fuoriclasse non sarà possibile descrivere solo le sue gesta sportive. Piuttosto, sarà necessario raccontare ciò che è stato e che per sempre sarà per l’Italia, ma soprattutto per la Sardegna. Per concludere questo omaggio a Gigi Riva, vi ricordiamo una famosa citazione che forse rappresenta al 100% il suo legame con il Cagliari: “Ci chiamavano pecorai e banditi in tutta Italia e io mi arrabbiavo. I banditi facevano i banditi per la fame perché allor c’era tanta fame, come oggi purtroppo. Il Cagliari era tutto per tutti, sarebbe stata una vigliaccata andare via. Non ho mai avuto il minimo dubbio e non mi sono mai pentito”.

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