Le pagelle di PSG-Manchester Utd: Navas un muro, Rashford risolutore

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Dopo circa 60 giorni, il PSG è chiamato al rientro in campo in Champions League per dimenticare le amarezze della finale dello scorso agosto, quando il Bayern Monaco ha alzato la coppa dalle grandi orecchie. A contendersi i tre punti ci sono i “Red Devils”: dopo una partita per lunghi tratti soporifera ecco le pagelle di PSG-Manchester United.

Decisamente sotto tono la prestazione dei ragazzi di Tuchel che, nonostante le numerose assenze, schiera in campo un tridente offensivo di tutto rispetto. Dal canto proprio, Solskjaer rinuncia a Pogba e a Matic per far spazio a Fred e McTominay, più duttili e dinamici.

La partita ha due facce: una prima frazione molto lenta e dominata dai ritmi bassi, dove per 15′ il PSG ha tenuto il pallino del gioco ed ha obbligato lo United inseguire. I successivi 30′, però, han visto spiccare per freschezza e chiarezza d’idee gli uomini del tecnico norvegese. Nel secondo tempo il PSG ha cercato di dettare i tempi ma dopo il gol del pareggio ha concesso diverse occasioni, complice anche l’ingresso in campo di Pogba, ed è dovuto capitolare al 87′, a causa di un gran diagonale di Rashford.

Le pagelle di PSG-Manchester United

Arbitro: Antonio Moreu 6,5 – L’arbitro spagnolo è stato chiamato a dirigere la partita di “cartello” della prima serata di Champions League. Non di difficile gestione la gara: poche le frizioni tra le due compagini, gioco abbastanza corretto da entrambe le parti e grande rispetto per l’autorità del fischietto internazionale. Unica nota dolente il caso di Neymar: per arginare il talento brasiliano i giocatori del Manchester non si sono fatti scrupoli. In queste occasioni, però, Moreu ha saputo prendere le decisioni giuste, ammonendo McTominay e richiamando Wan-Bissaka. In precedenza, l’arbitro aveva anche sanzionato il 10 francese per proteste. Decisione “generosa” quella presa riguardo al rigore per lo United, ma non passibile di richiamo da parte del VAR.

Pagelle PSG

Keylor Navas 7 – Insieme a De Gea si dimostra essere l’uomo decisivo all’interno del match. Notevole per queste tre parate: al 38′ sulla gran botta di Bruno Fernandes, al 68′ per il miracolo su Rashford e al 79′ per aver chiuso la porta in faccia sempre all’inglese. Incolpevole sui due gol subiti. Anzi, il primo rigore calciato dal capitano dello United era anche riuscito a neutralizzarlo: senza il suo apporto il PSG avrebbe perso con uno scarto ben maggiore.

Kurzawa 6 – Spinge sulla fascia di competenza di Wan-Bissaka. Numerose volte arriva allo scontro ma non riesce mai ad uscirne vincitore. All’11’ ha un’occasione su cross di Mbappè ma non trova il giusto impatto con la sfera. In fase difensiva è composto e non concede spazi agli avversari (86′ Bakker – s.v.).

Kimpembe 6,5 – Regge bene l’urto dell’attacco avversario. Rashford gravita dalle sue parti ma resta spento ed inoffensivo per ben 85 minuti. Il peso della difesa è sulle sue spalle (oggi è anche eletto capitano) e il suo compito lo porta a termine in modo discreto.

Diallo 5,5 – Non demerita il 24enne francese. Dalla sua parte, però, sfonda Martial in occasione del penalty avversario. In questo frangente ingenuo il centrale difensivo che, piuttosto di tenere girato il proprio “uomo”, gli concede spazio ed è poi chiamato al fallo da rigore.

Florenzi 6 – Alessandro lontano da Roma sta disputando un egregio inizio di stagione. Anche stasera continua con il suo percorso, nonostante non brilli in fase propositiva. Il suo compito lo svolge in modo sufficiente (79′ Dagba s.v. – Come Rafinha, è chiamato in causa troppo tardi per poter essere giudicato).

Ander Herrera 5,5 – Sottotono la prova del numero 21 francese. Forse pesa psicologicamente essere un ex della partita. In ombra, si fa annullare parecchie volte da McTominay e Fred, ben più freschi e lucidi. Non è una serata che si ricorderà anche in futuro (79′ Rafinha Alcàntara s.v. – Troppo pochi i 10′ per valutare la prova dell’ex-Barcellona. La classe è indiscutibile, rimane da chiedersi perché Tuchel non lo abbia inserito qualche minuto prima). 

Danilo Pereira 5 – Il trentenne portoghese sembra avulso dal contesto parigino. E’ schierato come schermo difensivo, chiamato a pulire i palloni in uscita e a sporcare le palle avversarie. Il primo tempo è insufficiente, mai in luce e mai al centro del gioco. Nella seconda frazione esce un po’ dal limbo per esservi poi ricacciato brutalmente da Rashford. Il numero 15, infatti, perde l’attaccante inglese e gli concede il giusto spazio per trovare la rete del vantaggio e del definitivo KO.

Gueye 5 – Come il compagno di reparto, anche il mediano senegalese non spicca per giocate od occasioni create. Per assurdo Neymar gli ruba spazio e scena, abbassandosi ed andando a far ripartire la manovra della propria squadra (45′ Kean 5,5 – Non gli riesce il gioco in velocità: riassunto della sua gara il duello con Lindelof a metà secondo tempo. Il difensore lo aspetta due volte sul destro, l’italiano non fa che puntarlo da quella parte e il roccioso centrale lo annulla).

Neymar Jr. 5,5 – Non può essere considerata totalmente insufficiente la prova del “10”, solo e soltanto perché è l’unico che tiene impegnata la retroguardia dei Diavoli Rossi. Fa ammonire McTominay e ingaggia un bel duello, ad intermittenza, con Wan-Bissaka che, però, non gli concede d’esaltarsi. Troppo inconsistente e lezioso, non riesce ad innescare al meglio i compagni di reparto.

Mbappè 5 – Che non sia la partita del francese lo si capisce al 30′ del primo tempo. Troppo centrale, troppo ingabbiato da Tuanzebe e Lindelof, che non gli permettono di prendere le giuste misure. Unico squillo al 47′ quando, con un gran dribbling in area, impegna De Gea. Sprazzo da fenomeno assoluto ma non supportato dalle prestazioni offerte nel resto degli 85′ minuti.

Di Maria 5,5 – El Fideo si vede che ha le qualità giuste per incidere. Si iscrive alla partita già al 10′ del primo tempo quando chiama De Gea alla parata plastica. Sembra l’inizio di un crescendo ma Shaw lo limita parecchio e gli fa assaporare il gioco maschio: l’argentino si frena e non riesce a creare altre occasioni (86′ Sarabia – s.v.).

Allenatore: Tuchel 5 – Il mister tedesco non incide, nemmeno con i cambi. La colpa, diciamocelo, non è tutta sua: si affida ai propri gioielli che, però, nella notte del Parco dei Principi non brillano mai. Tenta di dare la scossa e la carica durante l’intervallo ed ottiene un qualche risultato. I suoi alla lunga si spengono e lo United punisce. Unico rimpianto il fatto di non aver fatto ricorso ai cambi qualche minuto prima.

Le pagelle di PSG-Manchester Utd: Navas un muro, Rashford risolutore

Pagelle Manchester United

De Gea 7 – Stesso voto del portiere avversario. Compie almeno due parate di grande livello, abbassa la saracinesca ed alza la fiducia di tutta la squadra. Al 10′ si esalta sul tiro di Di Maria ed al 47′ compie un vero e proprio miracolo sul destro a giro di Mbappè. Chiude con un gol subito ma è assolutamente senza colpe in quel frangente.

Shaw 6 – Il più grande merito del terzino britannico è quello di limitare ampiamente il gioco di uno degli uomini migliori del PSG: Di Maria. Dalla sua fascia l’argentino non sfonda mai ed anzi, a lungo andare si spegne ed esce dal match.

Lindelof 6 – Come per il compagno di reparto (Shaw), il centrale svedese disputa una gara sufficiente. Bene in copertura, altrettanto bene per solidità e fiducia donata ai compagni. Non si evidenziano sue mancanze od errori e dovendo affrontare Mbappè e O’Ney, questo è un grande merito.

Tuanzebe 6,5 – Sorprendente la prova del 22enne inglese. Chiamato ad affrontare Mbappè, lo fa scomparire dai radar e lo costringe più volte ad allargarsi per andare a trovare spazio. Encomiabile lo zelo con il quale vada a seguirlo anche al di là della linea mediana del campo. Riesce a limitare anche i colpi di classe di Neymar, entrando in modo deciso e non lasciando troppo campo al brasiliano. Grande ritorno ed ottima prova.

Wan-Bissaka 7,5 – Trita e ritrita la metafora dell’uomo in motorino: per Wan-Bissaka, però, non c’è paragone più azzeccato. Non tanto per la velocità massima raggiunta, seppur non perda mai il duello con Mbappè (velocissimo), quanto perché instancabile. Supporta la manovra offensiva per 90′ e difende con la voglia e la concretezza di un veterano. Neymar, Mbappè, Kurzawa: nessuno riesce a superarlo nell’uno contro uno e il ragazzo inglese trova nella scivolata la sua arma migliore. Grandissima prova di maturità e concentrazione difensiva.

Fred 6 – Mezzo voto conquistato perché il confronto con la mediana avversaria non regge. Il ragazzo da 60 milioni, infatti, è dinamico e propositivo. Incursione e buoni smistamenti lo fanno emergere in mezzo alla mediocrità dei centrocampisti difensivi del PSG. Innesca anche qualche volta Martial e Alex Telles in velocità. La maggior parte delle volte affida il pallone tra i piedi del proprio capitano e trequartista.

McTominay 6,5 – La concretezza fatta persona. Salta di testa e sfiora il gol, vince la maggior parte dei contrasti, non si lascia sfuggire un solo pallone. Lo scozzese lotta per 90′ e scherma alla perfezione la difesa dello United. Nel duello a centrocampo surclassa gli avversari e regala una serata perfetta in interdizione. Unica nota negativa il non aver concretizzato di più i palloni recuperati. 

Alex Telles 5 – Insufficiente la prova del portoghese. Arrivato in estate dal Porto, il terzino è impiegato come terzo trequartista, alle spalle della punta. Non trova il guizzo vincente, non riesce mai a vincere il duello con il diretto avversario. Più propenso a difendere, gioca una partita di sacrificio (67′ Pogba 6,5 – Relegato in panchina per tre quarti del match, il ragazzo francese entra in campo con grande determinazione. Porta muscoli e fisico, aiuta Fred e McTominay e all’85’ regala anche l’assist del definitivo 2-1).

Bruno Fernandes 7 – Il ragazzo partito da Novara nel 2012 stasera trova la maglia da titolare e la fascia da capitano del Manchester United. Risponde presente e si fa trovare pronto: vero cervello pensante della squadra di Solskjaer, illumina sulla trequarti e innesca i compagni come un vero “10”. Il rigore con la finta lo tradisce una prima volta ma ha il coraggio dei campioni e la freddezza del fuoriclasse: la seconda volta sceglie lo stesso angolo ed insacca la rete del vantaggio (88′ Van de Beek s.v.).

Martial 6 – Si può totalmente bocciare la prestazione di un calciatore per un autogol fortuito? No, se il resto della gara accende lo United. Si procura il calcio di rigore e rischia più volte di trovare il guizzo vincente, impegnando la difesa avversaria. Diallo deve fare gli straordinari per limitarlo. Sfortunato sul calcio d’angolo che regalerà il momentaneo 1-1 ai parigini (88′ James s.v.).

Rashford 6 – Merita la sufficienza perché mette la propria firma sulla vittoria. Fino all’85’, però, aveva collezionato solo passaggi a vuoto. Al 49′, in campo aperto, insieme a Martial, prende una decisione sciagurata e getta al vento l’occasione nitida del 2-0. Al 57′ si ripete: si invola verso la porta ma incespica e non riesce a servire il compagno libero in area, facendosi recuperare da Pereira. Il gol, però, è da vero astro nascente del calcio: si libera bene dell’avversario, si smarca e trova il cono di luce nel quale infilare la “rasoiata” della vittoria. 

Allenatore: Solskjaer 6,5 – Prepara la partita in modo perfetto al centro del rettangolo verde. McTominay e Fred, in due, hanno il monopolio del gioco contro i tre mediani avversari. Ottima anche la scelta di far duettare Martial e Rashford. Nonostante le assenze e le scelte a volte discutibili, porta a casa i primi 3 punti del girone. Scegliere di “preservare” Pogba è una decisione coraggiosa che, però, non gli impedisce di uscire col sorriso dal Parco dei Principi.

Le pagelle di PSG-Manchester Utd: Navas un muro, Rashford risolutore

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