Home calciomercato Patric-Lazio, è finita: 11 anni, 244 presenze e tre trofei. Ora l’Al-Ittifaq

Patric-Lazio, è finita: 11 anni, 244 presenze e tre trofei. Ora l’Al-Ittifaq

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Patric-Lazio, è finita: 11 anni, 244 presenze e tre trofei. Ora l’Al-Ittifaq

Ci sono giocatori che arrivano in un club con grandi aspettative e altri che, quasi senza accorgersene, finiscono per diventare parte della storia di quella società: Patric appartiene decisamente alla seconda categoria. Dopo undici anni alla Lazio, 244 presenze ufficiali e tre trofei conquistati, il difensore spagnolo saluta definitivamente Roma e inizia una nuova avventura all’Al-Ittifaq, negli Emirati Arabi Uniti. La società biancoceleste ha ufficializzato la cessione a titolo definitivo di Patricio Gabarrón Gil al club emiratino, mettendo così la parola fine a un percorso cominciato nell’estate del 2015.

La destinazione è particolare e rende ancora più curioso l’ultimo capitolo della sua esperienza italiana. L’Al-Ittifaq milita nella UAE First Division, la seconda divisione degli Emirati Arabi Uniti, ed è allenato da Paolo Montero. In rosa ci sono anche due volti molto conosciuti dal pubblico italiano come Mario Balotelli e Douglas Costa. Patric si prepara quindi a lasciare il calcio europeo per affrontare una nuova esperienza lontano dall’Italia, dopo più di un decennio trascorso praticamente interamente con la maglia della Lazio.

Patric, dall’anonimato alla storia della Lazio

Quando Patric arrivò a Roma, nell’estate del 2015, nessuno avrebbe potuto immaginare che quel trasferimento avrebbe portato a una permanenza così lunga. Il difensore era arrivato a parametro zero dopo il percorso nel settore giovanile del Barcellona e l’esperienza con il Barça B. La stessa Lazio ricorda sul proprio profilo ufficiale che Patric era cresciuto calcisticamente anche tra Murcia e Villarreal prima di approdare nel vivaio blaugrana, dove aveva trascorso tre stagioni con la squadra B. Nel novembre 2013 era arrivata anche una presenza con la prima squadra del Barcellona, in Champions League.

La Lazio rappresentava dunque una nuova possibilità, forse ancora difficile da interpretare in termini di prospettiva. Il calcio italiano era un ambiente diverso, il ruolo di Patric non era quello del grande acquisto destinato a diventare immediatamente protagonista e la concorrenza nel reparto arretrato era importante. Eppure il tempo ha completamente cambiato la percezione di quell’operazione.

Il parametro zero del 2015 è diventato uno dei giocatori più longevi dell’era Lotito. Undici stagioni significano attraversare generazioni di calciatori, allenatori, moduli, competizioni e momenti completamente differenti. Patric è rimasto mentre intorno a lui cambiava praticamente tutto.

È proprio questo il dato che racconta meglio la sua avventura: non tanto il modo in cui è arrivato, quanto la capacità di rimanere.

244 presenze e tre trofei per Patric

Il numero più significativo è naturalmente quello delle 244 presenze ufficiali con la Lazio. Un dato che lo colloca tra i giocatori più longevi della storia recente biancoceleste e che assume ancora più valore se si considera il ruolo avuto nel corso degli anni. Patric non è stato sempre titolare, non è stato sempre al centro del progetto tecnico e ha dovuto convivere con una concorrenza importante e con diversi problemi fisici.

Eppure, quando chiamato in causa, ha continuato a rappresentare una soluzione affidabile per i vari allenatori che si sono succeduti sulla panchina della Lazio.

Anche il palmarès racconta una parte importante della sua esperienza. Patric ha conquistato due Supercoppe italiane, nel 2017 e nel 2019, e una Coppa Italia nella stagione 2018/19. Sono i tre trofei ufficialmente ricordati anche dalla biografia della Lazio.

La Supercoppa del 2017 arrivò contro laJuventus, così come quella del 2019, mentre la Coppa Italia del 2019 rappresentò uno dei momenti più importanti del ciclo biancoceleste di quegli anni. Patric non era necessariamente il volto principale di quelle vittorie, ma era dentro quella squadra, dentro quello spogliatoio e dentro una parte significativa della storia recente del club. E questo, per un giocatore arrivato a parametro zero, rende il bilancio ancora più particolare.

Una presenza diventata appartenenza

Patric è stato soprattutto un giocatore capace di costruire nel tempo un rapporto particolare con l’ambiente laziale. Non attraverso dichiarazioni clamorose o grandi campagne mediatiche, ma attraverso la permanenza, la disponibilità e una presenza costante nello spogliatoio. È una dimensione difficile da quantificare.

Le statistiche possono raccontare le partite, i minuti, i gol, gli assist e i cartellini. Non possono però spiegare cosa significhi per un calciatore attraversare undici anni nello stesso club. Nel caso di Patric, il suo percorso ha coinciso con una parte enorme della storia contemporanea della Lazio.

Nel 2022, quando il club celebrava il suo ottavo ritiro consecutivo ad Auronzo di Cadore, Patric aveva già raggiunto quota 155 presenze con la Lazio, oltre a sei assist e tre reti. La società sottolineava anche allora il suo legame con il gruppo e la continuità della sua esperienza biancoceleste.

È un numero che permette di comprendere quanto sia cambiata la sua dimensione all’interno della squadra. Da giovane difensore arrivato senza cartellino a uno dei senatori dello spogliatoio.

Un finale che nessuno avrebbe immaginato così

Ed è proprio per questo che il modo in cui si è conclusa la storia lascia una sensazione particolare.

L’ultima stagione di Patric alla Lazio non è praticamente mai iniziata. Il difensore ha dovuto fare i conti con problemi fisici già durante l’estate, poi con uno stiramento accusato a fine agosto. Nel frattempo la società ha deciso di escluderlo dalla lista per il campionato insieme a Luca Pellegrini.

Una situazione particolarmente complicata perché, secondo quanto ricostruito dal Corriere dello Sport, inizialmente Gennaro Gattuso aveva considerato Patric all’interno delle proprie idee. L’impossibilità di averlo a disposizione con continuità durante la preparazione e le successive scelte societarie hanno però cambiato completamente lo scenario.

A quel punto Patric rischiava di vivere una stagione praticamente da spettatore. Una prospettiva difficile da accettare per un giocatore che aveva trascorso undici anni con la stessa maglia e che aveva ancora un contratto con la Lazio.

L’Al-Ittifaq e una nuova vita calcistica

La trattativa con l’Al-Ittifaq ha avuto anche un piccolo brivido finale. L’operazione sembrava a rischio per alcune complicazioni relative alla stesura e alla traduzione dei contratti, mentre il tempo a disposizione per completare il trasferimento si restringeva. Alla fine, però, Lazio e club emiratino hanno trovato l’accordo e il trasferimento è diventato ufficiale.

La Lazio non incassa un indennizzo per il cartellino. Il valore dell’operazione per il club biancoceleste è quindi legato soprattutto alla chiusura del rapporto contrattuale e al risparmio sull’ingaggio del difensore, che secondo il Corriere dello Sport ammontava a circa 1,5 milioni di euro netti a stagione.

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