Pharmakon – Leo Messi e i debiti del Barcellona

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Pharmakon – Leo Messi e i debiti del Barcellona

Pharmakon, ovvero sia veleno che cura. Di veleno al Barcellona del 2020-2021 ce n’è tanto. Dalle ultime notizie riportate da El Mundo, il contratto di Messi col Barcellona sembra essere l’elemento più chiacchierato dopo il Covid. Forse perchè stiamo parlando di 555 milioni di euro. La cura che si sta profilando passa per l’addio dell’argentino stesso.

Messi capro espiatorio di un Barcellona confuso

Le cifre stratosferiche che stanno venendo fuori fanno parte di quella pallina di neve che rotola e rotola per diventare poi valanga. Nei giorni scorsi è venuta fuori la notizia di un debito colossale del Barcellona di Bartomeu. Si parla di oltre 1 miliardo. Cifra che farebbe impallidire ogni amministratore, di club o condominio. 

Alla base si pone la domanda, ma com’è possibile che un club come quello Blaugrana abbia accumulato così tanti debiti? Chi scrive non è un economista ma legge solo quotidiani sportivi che scrivono ogni giorno di bilanci in rosso nel nostro campionato. Tutto nella norma dai.

I dati rivelati dal quotidiano spagnolo El Mundo, però, sollevano un polverone alla luce del sole, chiarissimo e inequivocabile. Il malumore in casa blaugrana è tema che va avanti dall’estate quando Messi aveva annunciato in pompa magna l’addio al Barcellona. Non si fece nulla.

La stagione è iniziata con Koeman, una specie di Renzi del calcio, un rottomatore che sta perdendo lentamente la Liga, chissà la Champions. Con lui alla guida tanti gli addii importanti tra Rakitic, Suarez, Arthur e Vidal. Si segnala anche una gestione di giovani come Riqui Puig decisamente pessima. In tutto ciò Messi è rimasto, è al centro del gioco (come fai a lasciarlo in tribuna come se fosse Reginaldo?). Il malumore però è forte, tanto che i numeri sul peso economico-finanziario del 5 volte pallone d’oro sono incredibilmente trapelati, magari per talpe aziendali. 

Il contratto della Pulce firmato nel 2017 vale 555.237.619 euro, ovvero quasi 139 milioni a stagione. Il peso non è indifferente. Sono da considerare anche due bonus in merito al contratto faraonico di Messi. 115.225.000€ con il rinnovo e 77.929.955€ come premio fedeltà. 

Ora, il peso del contratto di Messi va ad aggiungersi ad una situazione amministrativa che conta dei pagamenti arretrati negli ingaggi di alcuni calciatori. Parliamo di De Jong per cui l’Ajax aspetta ancora 70 milioni, 20 al Bordeaux per Malcuit, 20 per Neto del Valencia, 20 per Trincao del Braga, 70 per Coutinho dal Liverpool, 21,5 per Arthur del Gremio, 10 all’Atletico per Griezmann

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I problemi del Barcellona iniziano altrove

Rispetto alla vicenda di Messi, però, bisogna stare attenti a non seguire la logica del capro espiatorio. Sarebbe facile ora accollare al solo contratto di Messi la responsabilità dei debiti blaugrana. Eppure come abbiamo visto da alcuni nomi di giocatori che devono ancora finire di essere pagati, i guai iniziano altrove.

Se penso, infatti, al Barcellona vincitore della Champions contro la Juventus, ultimo successo blaugrana rivedo quel trio. Messi, Suarez e Neymar. Quest’ultimo ebbe un breve ma intenso periodo al Barcellona dove sembrava poter essere l’erede di Messi. Gli intenti c’erano davvero ma la figura della Pulce non era di passaggio. Neymar voleva la gloria e il riconoscimento subito, giusto o sbagliato non lo so.

Da quella rottura con la cessione clamorosa al Psg il Barcellona ha sempre cercato un sostituito, un terzo tenore da affiancare a Messi e Suarez. Non è questione di una stagione. I tentativi sono stati tanti tra Dembelè, Coutinho e Griezmann. Tutti strapagati, tutti falliti più o meno. 

Il Barcellona non ha più dominato in Europa, anzi si è visto protagonista di sconfitte clamorose come quella col Liverpool. La magia là davanti era affidata solo a loro due, in particolare se Messi non girava il Barcellona non girava. Da lì una serie di altri acquisti discutibili che forse hanno fatto storcere il naso anche alla Pulce. Vidal, Pjanic, Todibo per costruire un Barcellona neanche paragonabile a quello di Guardiola. Il ciclo non è più ricominciato.

Lo scenario finanziario del Barcellona, ora, sembra essere sempre più nero e incerto. Di pari passo la gestione tecnica della squadra non sta portando risultati eccezionali come ci si aspetta da ormai troppo tempo. Koeman sembra essere quella controfigura da porre lì come ripiego, come traghettatore che evidenzia un progetto che, per ora, non può sussistere. 

Messi d’altro canto sembra essere sempre più sul piede di partenza e le rivelazioni sul suo impatto economico sono un segnale di qualcosa di rotto all’interno della società Ora resta da chiedersi che cosa sarà di club storico e vincente come il Barcellona. Domanda che sorge in realtà per osmosi con il campione argentino.

Infatti il vero interrogativo riguarda il suo futuro. Dove andrà Messi con standard contrattuali così elevati? Non sapendo nè leggere nè scrivere immagino che gli unici a poter bussare alla porta del Barcellona siano Psg e City come visto nel tormentone estivo. Sullo sfondo, in un calcio kantianemente sublime per le cifre odierne, resta l’idea del ritorno alle origini, in Argentina, al Newell’s Old Boys.

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