
I Playoff di Serie C arrivano al Secondo Turno Nazionale e l’atmosfera si fa bollente, adesso dentro o fuori. Non c’è più spazio per i calcoli: otto squadre, quattro sfide d’andata e ritorno, e un unico obiettivo chiamato semifinali. Da un lato la freschezza e l’entusiasmo di chi ha già superato i turni precedenti a suon di imprese, dall’altro la pressione e la solidità delle big che debuttano oggi nella post-season. Tra piazze storiche affamate di riscatto e incredibili sorprese pronte a stupire ancora, la corsa verso la Final Four promette scintille, dove la tattica si fonderà con il cuore e il fattore campo.
Playoff Serie C: andata del secondo turno nazionale
Dopo tre settimane fermi ai box, l’Union Brescia strapazza allo “Stadio Comunale Giuseppe Capozza” il Casarano, dominando dal primo minuto. La sorpresa di questi playoff si scioglie davanti alla squadra di Corini, che vince 3-0: la sblocca di Balestrero, poi l’autorete di Negro e la perla di Crespi. Con questo rotondo 3-0 esterno, la gara di ritorno in programma mercoledì sera allo stadio “Mario Rigamonti” di Brescia si preannuncia una formalità per le rondinelle. L’Union Brescia si qualificherà alle semifinali anche in caso di sconfitta, purché con meno di quattro gol di scarto. Per il Casarano servirà un miracolo sportivo senza precedenti.
Davanti a una cornice di pubblico straordinaria – oltre 21.000 spettatori ad infiammare gli spalti dello stadio Arechi (splendida la scenografia della Curva Sud, che ha anche dedicato uno striscione di benvenuto alla tifoseria romagnola) – la Salernitana di Serse Cosmi si aggiudica il primo round dei quarti di finale dei playoff, superando il Ravenna di Andrea Mandorlini per 2-0. Decidono i gol nella ripresa di Lescano e Anastasio, entrambi letali sugli sviluppi di palle inattive. Con questo risultato, la Salernitana mette un piede in semifinale ma i giochi non sono chiusi. Il Ravenna, forte del suo status di testa di serie, nel match di ritorno in programma mercoledì sera allo stadio “Benelli” potrà qualificarsi alla Final Four vincendo con almeno due gol di scarto. Ai giallorossi servirà l’impresa, ai granata di Cosmi basterà difendere il prezioso tesoro conquistato all’Arechi.

Novanta minuti di battaglia, intensità e occasioni da una parte e dall’altra, ma alla fine lo stadio “Alfredo Viviani” resta a secco di gol. Finisce 0-0 l’andata dei quarti di finale dei playoff tra un generoso Potenza e un solidissimo Ascoli. Davanti a una bolgia rossoblù da oltre 5.500 spettatori, la squadra di casa spinge forte e accarezza il gol in più occasioni, scontrandosi però contro l’organizzazione difensiva dei marchigiani. Per l’Ascoli, entrato in tabellone come testa di serie, si tratta di un pareggio prezioso in vista del ritorno. Questo 0-0 lascia tutto aperto, ma sorride inevitabilmente all’Ascoli. Nel match di ritorno, in programma tra quattro giorni allo stadio “Cino e Lillo Del Duca”, i marchigiani avranno il prezioso vantaggio del regolamento: essendo testa di serie grazie al miglior piazzamento nella regular season, all’Ascoli basterà un altro pareggio (con qualsiasi risultato) al termine dei 180 minuti per volare in semifinale. Il Potenza, di contro, per continuare a sognare la Serie B sarà obbligato a un’unica via: andare a vincere in trasferta.
Un pareggio bloccato, spigoloso e tattico dove a vincere sono state le difese e la paura di scoprirsi. Finisce 0-0 la sfida d’andata del secondo turno nazionale dei playoff di Serie C tra Lecco e Catania. Davanti a uno stadio “Rigamonti-Ceppi” ribollente d’entusiasmo e quasi interamente esaurito, i blucelesti hanno provato a fare la partita spinti dal proprio pubblico, scontrandosi però contro l’organizzazione e la densità di un Catania solido, venuto in Lombardia con l’obiettivo prioritario di non prenderle. Il primo tempo ha ritmi contratti e tanta prudenza, la prima vera fiammata del match arriva al 18esimo ed è dei padroni di casa: un cross teso dalla destra taglia tutta l’area di rigore. Il Catania risponde intorno alla mezz’ora affidandosi alle giocate di alleggerimento del proprio reparto offensivo e a un paio di calci piazzati che però non impensieriscono Furlan. Nella ripresa, il Lecco alza i giri del motore, conscio di dover sfruttare al massimo il fattore campo. I padroni di casa costringono il Catania nella propria metà campo per ampi tratti. Al 62esimo i lombardi collezionano la più grande occasione della partita: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, un gran colpo di testa di Mallamo su cui Dini compie un miracolo. Gli allenatori provano a pescare dalle rispettive panchine per ridare vivacità al match; il Lecco continua ad attaccare mentre il Catania si chiude per salvaguardare il pareggio. Negli ultimi dieci minuti saltano parzialmente gli schemi e il Catania rischia il colpaccio in contropiede, ma la difesa di casa respinge l’assalto etneo. Questo pareggio a reti bianche sposta inevitabilmente l’ago della bilancia a favore del Catania. Nel match di ritorno, in programma tra quattro giorni nello scenario infuocato dello stadio “Angelo Massimino”, i rossazzurri avranno dalla loro parte il pubblico delle grandi occasioni e, soprattutto, il vantaggio del regolamento.
Il regolamento, a questo punto della competizione, diventa il dodicesimo uomo in campo. Con i match di ritorno alle porte, le teste di serie (Catania, Ascoli, Union Brescia e Ravenna) sanno di avere due risultati su tre a disposizione, potendo contare sul miglior piazzamento in regular season in caso di parità complessiva di gol nei 180 minuti. Una mezza dote che però, come la storia di questa post-season insegna, non mette totalmente al riparo dalle sorprese. La gestione emotiva dei secondi novanta minuti farà tutta la differenza del mondo: passa chi sa soffrire, ma soprattutto chi dimostrerà di avere ancora benzina nelle gambe e lucidità nella testa.
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