PSG-Bayern Monaco (0-1): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Il Bayern Monaco si aggiudica la Champions League 2019-2020 sconfiggendo il PSG, giunto in finale per la prima volta nella sua storia, col punteggio di 1-0. Una partita molto bella e ricca di occasioni nel primo tempo e più tattica nella ripresa.

Analizziamo gli schieramenti delle due squadre e lo svolgimento tattico della partita.

Tuchel decide di non schierare dal primo minuto Verratti che non ha ancora i 90′ nelle gambe. Spazio quindi a centrocampo a Paredes, Marquinhos e Herrera. In attacco gioca il trio delle meraviglie Neymar-Mbappè-Di Maria.

Flick opta per la solita formazione offensiva viste nelle precedenti uscite; l’unica sorpresa è l’utilizzo nel 4-2-3-1 di Coman al posto di Perisic.

Primo tempo: buone occasioni per entrambe le squadre ma il punteggio rimane 0-0

I tedeschi fanno subito capire le loro intenzioni bellicose attuando il classico pressing alto volto a recuperare palla ed avere così il totale controllo del gioco.

Il Paris è inizialmente impreparato e fa fatica ad adattarsi all’avversario ma la difesa parigina non corre dei veri pericoli.

I francesi hanno la chiara tattica di far arrivare più velocemente possibile il pallone al suo trio offensivo per mettere in difficoltà la difesa molto alta dei bavaresi. La prima occasione, infatti, nasce proprio da un filtrante di Mbappè per Neymar ma Neuer respinge la conclusione del brasiliano.

Un po’ in difficoltà in avvio il giovane terzino del Bayern Davies che deve marcare un ottimo Di Maria ma, quando spinge, il classe 2000 è sempre molto pericoloso come quando con un cross pesca in area Lewandowski che si gira e calcia colpendo il palo alla destra di Navas.

La partita è molto piacevole e i parigini sprecano un’opportunità quando Di Maria calcia alto con il destro da buona posizione. In questo frangente si fa male Boateng che è costretto ad uscire lasciando il campo a Sule.

Fra le fila del Bayern, Gnabry non sembra in giornata non riuscendo a farsi trovare in posizione ottimale dai compagni. Problema che non ha il solito Lewandowski che sfiora il vantaggio con un colpo di testa ravvicinato ma Navas è attento.

Ma la chance più ghiotta di tutto il primo tempo capita a Mbappè: Alaba sbaglia clamorosamente un passaggio nei pressi dell’area, Mbappè scambia il pallone con Di Maria trovandosi solo a pochi metri dalla porta ma tira debolmente.

Secondo tempo: il Bayern controlla la partita, la sblocca con Coman e vince la sesta Champions

Nella ripresa i ritmi si abbassano ma è sempre il Bayern ha gestire il possesso palla con la differenza che il Paris sbaglia molti appoggi quando recupera il pallone favorendo così il gioco degli avversari.

Al 59′, all’improvviso, Kimmich crossa dalla destra sul secondo palo dov’è appostato il solissimo Coman che di testa sblocca la finale. Beffa delle beffe per i francesi che vengono puniti da un ex giocatore uscito dal proprio settore giovanile.

Il PSG sbanda e rischia anche di subire la seconda rete, evitata grazie ad un ottimo intervento di Thiago Silva.

Tuchel prova a dare una scossa alla squadra inserendo Verratti al posto di Paredes ma i tedeschi continuano a giocare con sicurezza, con la difesa sempre molto alta senza correre rischi.

C’è bisogno della giocata di un singolo per pareggiare e Di Maria, con un passaggio illuminante, trova l’inserimento di Marquinhos ma Neuer è sempre attento e respinge.

Il tecnico dei francesi si gioca il tutto per tutto inserendo anche Choupo-Moting e Draxler ma la difesa bavarese è poco sollecitata.

Solo nel recupero si accendono i francesi quando Mbappè serve in area Neymar che mette in mezzo in qualche modo ma Choupo-Moting non riesce ad impattare la sfera ponendo così fine alle speranze di rimonta.

PSG-Bayern Monaco (0-1): analisi tattica e considerazioni

PSG-Bayern Monaco: le considerazioni finali

Un’altra cocente delusione europea per il PSG: la squadra è si arrivata per la prima volta in finale ma il gioco ha latitato perchè troppo imperniato sulle giocate dei singoli. Mbappè e Neymar sono incappati in una serata storta e, nonostante ciò, le chance ci sono state ma sono state sprecate.

Inevitabile il pensiero a tutti soldi spesi dalla proprietà in questi anni per raggiungere il sogno Champions: non sono bastati un miliardo e duecento milioni di euro per trionfare a dimostrazione di come non basti avere un budget illimitato per creare una mentalità europea (ne avevamo parlato qui il primo di giugno).

Incredibile invece la cavalcata del Bayern Monaco: i tedeschi hanno conquistato la sesta Champions League della loro storia con un record difficilmente replicabile cioè undici vittorie in undici partite quest’anno nella massima competizione europea.

Questo successo completa la perfetta stagione vista la vittoria anche della Bundesliga e della Coppa di Germania.

Una squadra che ha giocato un bel calcio, sempre offensivo supportato da un’eccellente struttura societaria che ha investito su giovani dal futuro radioso come Davies.

A tutto questo si aggiunge la fantastica annata di Robert Lewandowski, capocannoniere della Champions con quindici reti e ben 55 gol stagionali.

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