Real Madrid-Chelsea (2-0): analisi tattica e considerazioni

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Dopo esattamente un anno ci ritroviamo a svolgere l’analisi tattica di un Real Madrid-Chelsea, match valevole per i quarti di finale di Champions League. Stavolta, però, la sfida al “Bernabeu” è quella dell’andata e vede trionfare i padroni di casa per 2-0, grazie a una rete per tempo del solito Benzema e di Asensio. La squadra di Ancelotti amministra la gara per quasi tutti i 90 minuti, ma Courtois si rende comunque protagonista. Per Lampard, invece, arriva il secondo k.o. in altrettante partite da quando è tornato sulla panchina dei londinesi. Oltre alla penuria offensiva, per i Blues incombono altri guai, come l’infortunio di Koulibaly e la squalifica di Chilwell, espulso al minuto 59. 

Andiamo a rivivere, dunque, le emozioni e i tratti salienti di questo Real-Chelsea attraverso il racconto della nostra analisi tattica. Partiamo, come sempre, dalla presentazione delle formazioni.

Tra gli uomini di Ancelotti figurano 3 difensori e 4 centrocampisti. Questo perché c’è Camavinga a fungere da terzino sinistro, con il restante 75% della retroguardia composto dai titolarissimi Carvajal, Militão e Alaba a proteggere la porta di Courtois. Il 4-3-3 è poi completato dalla linea mediana che vede Kroos perno basso e le mezz’ali Valverde e Modrić. Il tridente offensivo annovera, invece, Rodrygo nel ruolo di esterno di destra a completare il reparto con gli inamovibili Benzema e Vinicius.

Lampard risponde con un coperto 3-5-2. Kepa tra i pali, linea difensiva con Thiago Silva centrale e Koulibaly e Fofana ai suoi lati. A tutta fascia giocano James a destra e Chilwell a sinistra, mentre in mezzo al campo battezza la sua prima presenza stagionale in Champions N’Golo Kanté. Accanto al francese, c’è spazio per Kovacić e per Enzo Fernández. In attacco, il tecnico inglese opta per due giocatori leggeri, ma estremamente rapidi come Sterling e João Felix.

Analisi tattica Real Madrid-Chelsea, primo tempo: il Real parte forte e assume il controllo delle operazioni

La trama dell’analisi tattica di Real Madrid-Chelsea ha dei contorni chiari fin dalle primissime battute. I padroni di casa cercano di far valere la propria superiorità, tanto tecnica quanto di esperienza. Gli ospiti, invece, optano per un estremo pragmatismo che bada davvero poco al sottile: difesa e contropiede

La squadra di Ancelotti parte con il baricentro altissimo. Vinicius e Rodrygo molto larghi, con i terzini Carvajal e Camavinga a supporto con sovrapposizioni interne. In fase di impostazione, dunque, la prima linea è composta da Kroos e dai due centrali, che di fatto però, si trovano ben oltre la linea di metà campo. Questo atteggiamento eccessivamente sbilanciato rischia di pagare dazio, dato che, una volta recuperata palla, i londinesi costruiscono due ripartenze in 5 minuti. In ambo le occasioni con l’intera metà campo spagnola sguarnita da opposizioni.

Scampati entrambi i pericoli, i Blancos ragionano, aggredendo con grande vigoria per soffocare i tentativi di transizione veloce degli avversari. La pressione è asfissiante e il Chelsea fatica a uscire, anche perché non ci si può appoggiare sulle punte, in chiaro mismatch fisico contro i centrali madrileni. Oltre alle difficoltà nella prima costruzione, gli uomini di Lampard devono fare soprattutto i conti con due strazianti spine nel fianco.

Real Madrid-Chelsea (2-0): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Real-Chelsea: l’inarrestabilità di Vinicius e Benzema

In fase di possesso, il Madrid trova superiorità numerica grazie alla posizione interna di Carvajal e Camavinga, anche piuttosto liberi perché i tre centrocampisti londinesi si accoppiano con i rispettivi omologhi spagnoli. L’azione si sviluppa prevalentemente sulla fascia sinistra, dove agisce Vinicius. Il brasiliano è il nemico pubblico numero uno contro cui la difesa londinese deve fare i conti. Sia quando riceve palla nei piedi per puntare (e superare sempre) il diretto avversario con la sua tecnica e la sua velocità, sia quando si muove senza palla attaccando la profondità con tagli centrali. 

Real Madrid-Chelsea (2-0): analisi tattica e considerazioni

L’altro grattacapo è, ovviamente Benzema. Il francese svaria tantissimo su tutto il fronte, senza dare punti di riferimento e soprattutto venendo sempre molto fuori per sfuggire alla marcatura di Koulibaly. Il Pallone d’Oro va sempre a defilarsi sul lato forte per dare supporto all’azione, portando ulteriore superiorità numerica. Letali sono le combinazioni nello stretto grazie a cui gli spagnoli creano varchi nella difesa londinese. Le più devastanti sono, ovviamente, proprio quelle che coinvolgono il 20 e il 9, i due fattori determinanti dal punto di vista dell’analisi tattica di questo Real-Chelsea.

Non a caso c’è il loro zampino nell’azione che porta al gol del vantaggio al minuto 21 e che convoglia un po’ tutti gli elementi fin qui analizzati. Tanto spazio centralmente per Carvajal che trova in verticale Vinicius con una palla dolce a scavalcare la difesa. Il brasiliano prende posizione su Fofana, ma la sua zampata viene respinta da Kepa. Sfortunatamente per il portiere spagnolo, però, la sfera finisce nei pressi del centravanti francese, che può accomodare facilmente il tap-in.

Un primo tempo un po’ complicato per la squadra di Lampard

A parte i primordiali strappi di cui abbiamo fatto cenno all’inizio della nostra analisi tattica, la prima frazione del Chelsea è all’insegna delle difficoltà contro l’intensità e la qualità del Real. Subíto il gol, i Blues riescono a fornire una parvenza di reazione, esplorando una situazione di gioco favorevole sulla propria fascia destra. Qui, infatti, Vinicius non rientra, mentre Camavinga, essendo adattato, non ha i tempi difensivi propri del terzino, per cui va in sofferenza contro la spinta di James.

I problemi del Chelsea, però, investono in toto la fase offensiva, dato che le due punte prediligono giocate individuali, piuttosto che partecipazione corale o combinazioni tra di loro. In più, c’è da fare i conti con un imprendibile Vinicius e una squadra che, al minimo tentativo di sbilanciarsi in avanti, lascia spazio alle ripartenze del Real.

Secondo tempo: due brutte notizie per il Chelsea spianano la strada al raddoppio del Real

Nella ripresa, la squadra di Lampard prova a dare segnali diversi, alzando il baricentro, pressando in avanti anche con i centrocampisti e portando su i quinti, in particolare James, anche a costo di lasciare i propri difensori in uno contro uno col tridente spagnolo. Lo sfogo dei Blues dura però davvero poco e il Real torna progressivamente al comando delle operazioni. In 5 minuti, il Chelsea si ritrova a perdere due uomini. Koulibaly per un problema fisico, sostituito al 54° da Cucurella, e Chilwell al 59° per espulsione, sull’ennesimo attacco della profondità da parte degli uomini di Ancelotti.

Con l’uomo in meno, gli ospiti si sistemano provvisoriamente con un 4-4-1, in cui Sterling viene arretrato in posizione di esterno sinistro di centrocampo. La soluzione ha vita breve, dato che Lampard, al minuto 65, effettua un doppio cambio. Entrano Havertz e Chalobah ed escono Felix e lo stesso ex City. Con l’ingresso del sierraleonese, i londinesi ritornano alla difesa a 3, col tedesco a fungere da unica punta in quello che è un 3-5-1, pronto a trasformarsi in 5-3-1 in fase di non possesso.

L’inferiorità numerica svilisce chiaramente i tentativi offensivi del Chelsea e consente allo stesso tempo al Real di dominare il possesso. Non tanto però per congelare i ritmi e addormentare la partita, quanto per creare il varco giusto tra gli stretti reparti avversari. Il pallone si muove dal centro verso l’esterno, per poi andare ancora in mezzo e così via, disegnando una fitta ragnatela di passaggi per spostare gli ospiti da una parte all’altra e coglierli d’infilata su un lato o con le consuete combinazioni di prima.

Analisi tattica Real-Chelsea: i Blancos chiudono la partita

Ancelotti attende invece il minuto 71 per dare spazio agli uomini dalla panchina. I primi ad entrare sono Asensio e Rüdiger per Rodrygo e Camavinga. Dal punto di vista dell’analisi tattica di Real-Chelsea non cambia nulla, eccetto per lo spostamento di Alaba. L’austriaco torna alle origini nella posizione di terzino sinistro.

Real Madrid-Chelsea (2-0): analisi tattica e considerazioni

Il cambio si rivela comunque efficace perché lo spagnolo, appena 3 minuti dopo, trova la rete del raddoppio. Sugli sviluppi di un corner battuto corto, i londinesi si fanno sorprendere e con 3 passaggi le Merengues portano il numero 11 a concludere. Destro preciso di prima intenzione e Kepa nuovamente battuto.

L’ultima mossa disperata di Lampard è affidata ad un nuovo cambio d’assetto. Al minuto 75, con gli ingressi di Mount e Gallagher per Kanté e Thiago Silva, si ripassa al 4-4-1. Negli ultimi sussulti di gara, il Chelsea si appoggia molto su Havertz, per andare poi a giocare sulle sue sponde con gli inserimenti dei due neoentrati e con la spinta dei terzini James e Cucurella. 

Ancelotti usufruisce, invece, degli ultimi due cambi per far rifiatare Modrić prima e Kroos poi, con gli innesti di Ceballos e Tchouameni.

Analisi tattica Real Madrid-Chelsea: le considerazioni finali

Il Real risponde al City con una vittoria convincente casalinga e mantenendo la porta inviolata. Come la squadra di Guardiola, anche quella di Ancelotti mette in banca l’approdo alle semifinali, seppur con un ritorno in trasferta che non si prospetta comunque facile. La sicurezza tecnica, la qualità e la capacità di interpretare le varie fasi della partita sono il marchio di fabbrica dei Blancos che dovrebbe consentir loro di evitare una clamorosa disfatta a Londra.

Per quanto riguarda il Chelsea, invece, non è certo contro una formazione nettamente superiore che la squadra può trovare la panacea ai propri mali. Lampard è tornato da poco e ha molti problemi da affrontare, ma il primo pensiero deve essere rivolto al campionato. Cercare di salvare la stagione accaparrandosi un posto in Europa è indispensabile per il futuro del club. Ciò non toglie che davanti al proprio pubblico, al ritorno, i Blues non debbano provare a far meglio di stasera. Quanto meno per dimostrare a sé stessi di avere orgoglio e voglia di ritrovare la retta via. 

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