Real Madrid, le armi per la vittoria della Champions League

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Real Madrid vittoria Champions

Da poco ormai, il Real Madrid si è laureato campione d’Europa per la 14^ volta nella sua storia. I Blancos si confermano così assoluti dominatori della Champions League, essendone il club più vincente della storia. Un trionfo che ha consentito anche al condottiero dei madrileni, mister Carlo Ancelotti, di assurgere all’Olimpo dei più grandi di sempre. Il tecnico emiliano, infatti, può fregiarsi di essere il primo e unico allenatore ad aver vinto la competizione ben 4 volte. Eppure, nonostante l’eccezionale traguardo, non sono mancate critiche e commenti negativi da parte dei detrattori soprattutto sulla qualità del gioco espresso dagli spagnoli durante la competizione. Cerchiamo allora di capire quali sono stati i fattori determinanti che hanno portato il Real Madrid alla vittoria di questa Champions, pur senza aver espresso un calcio spumeggiante.

Real Madrid, le armi per la vittoria della Champions League

Real Madrid, la vittoria della Champions arriva da lontano

La cavalcata del Real Madrid alla vittoria della Champions League passa attraverso una fase a gironi quasi perfetta. In 6 partite, i Blancos collezionano 5 vittorie, con 14 gol fatti e appena 3 subiti. L’unico intoppo a macchiare un percorso altrimenti impeccabile viene dalla clamorosa, quanto inaspettata, sconfitta con lo Sheriff Tiraspol alla seconda giornata. Un risultato negativo che, sebbene ininfluente per la classifica, può rappresentare una sorta di sliding door per gli uomini di Ancelotti.

La sfida con i moldavi dimostra che non sempre basta mostrare i muscoli (o il nome e il blasone) per portare a casa il successo. Insomma, il Real incappa nella più classica delle disfatte alla Davide contro Golia. Tuttavia, i madrileni fanno tesoro della lezione, mettendo in pratica quanto appreso soprattutto nella fase ad eliminazione diretta. Il momento clou della competizione durante il quale la squadra della capitale spagnola affronta tutti i top club europei. Ed è qui che Ancelotti trova la chiave di volta per costruire la fortuna sua e dei suoi. 

Contro opponenti del calibro di PSG, Chelsea, Manchester City e Liverpool, il Real sveste i panni di galacticos per lunghi tratti delle rispettive sfide. Lascia alle altre il ruolo del gigante nerboruto Golia per interpretare invece il più esile Davide. Questi, però, ha dalla sua armi molto letali, come la capacità di resistere e una fionda micidiale. L’ex tecnico del Milan dà alla propria squadra una mentalità di resistenza (talvolta esasperatamente passiva), di tempra e di cinismo. Un mix letale reso possibile dalla presenza in rosa di giocatori molto duttili e dotati di qualità tecniche eccelse. Andiamo allora a vedere più nello specifico gli aspetti squisitamente tattici e tecnici grazie ai quali il Real è arrivato alla vittoria della Champions.

Gli aspetti tattici del Real targato Champions

La formula tattica di Ancelotti prevede un 4-3-3 di base, che però, sfruttando la duttilità dei propri uomini, sa adattarsi ai diversi momenti della partita. I due giocatori cardine che sparigliano le carte sono essenzialmente due: Valverde e Modric.

L’uruguaiano può ricoprire più ruoli sia nello schieramento di partenza, che a gara in corso. Prevalentemente utilizzato come esterno alto di destra del tridente offensivo, il classe ’98 sa giocare anche a centrocampo come mezz’ala. Dal punto di vista tattico, dunque, rappresenta un vero e proprio jolly, capace sia di aiutare in fase di ripiegamento, sia di rendersi pericoloso in zona avanzata.

Real Madrid, le armi per la vittoria della Champions League

Con la squadra che mantiene per molto tempo il baricentro basso, l’ex Penarol dà una grossa mano in copertura sulla fascia, schiacciandosi fin sulla linea difensiva. La stessa si dispone così a 5, permettendo al terzino di stringere la propria posizione e dare manforte alla coppia centrale. Sul ribaltamento di fronte, invece, i suoi scatti ad attaccare la profondità si rivelano fondamentali per allungare la retroguardia avversaria e dare una valvola di sfogo all’azione offensiva.

Quanto a Modric, conosciamo tutti la sua immensa classe, che gli consente di illuminare il gioco d’attacco delle merengues. Il croato agisce, sulla carta, da mezz’ala del centrocampo a 3, ma gode di una qual certa libertà nel cercarsi la posizione migliore. Spesso lo si ritrova in verticale alle spalle della prima punta, come trequartista di un 4-2-3-1. Quando però vede la squadra in difficoltà nell’uscire palla al piede, ecco che si abbassa e fungere da primo costruttore. Oltre all’eleganza e alla tecnica, a questo giocatore va riconosciuto anche un grande spirito guerriero. Non di rado lo si vede lottare con grinta negli scontri o partecipare al pressing di squadra. 

Real Madrid, le armi per la vittoria della Champions League

Ovviamente, solo questi aspetti prettamente organizzativi non bastano a spiegare come il Real Madrid sia giunto alla vittoria della Champions. Se guardiamo ai numeri complessivi, infatti, pur giocando prevalentemente sulla difensiva, la squadra di Ancelotti ha comunque subito qualcosa come 11 gol nella fase ad eliminazione diretta. Un dato che poteva essere molto più negativo se non fosse stato per Courtois e che denuncia prestazioni non sempre impeccabili della coppia centrale costituita da Alaba e Militao.

Una eccelsa qualità tecnica che fa la differenza

Eccoci giunto all’ultimo punto della nostra analisi. Come dicevamo in precedenza, un’eccessiva e neanche tanto efficace fase difensiva non può spiegare da sola il successo madrileno. Alla tempra e alla capacità di soffrire, rimanendo sempre dentro la partita nonostante le avversità, si affiancano anche le straordinarie abilità tecniche dei singoli, in grado di risolvere la partita in ogni momento. Benzema, Vinicius, lo stesso Modric e Rodrygo, vero asso dalla panchina, sono giocatori cinici, che alla minima occasione colpiscono, affondando l’avversaria.

Il bomber francese è il vero trascinatore della squadra con i suoi 15 gol. È lui la fionda di Davide che con estrema precisione mette k.o. i vari Golia sulla strada del Real. Si chieda a PSG e Chelsea, entrambe vittime di una tripletta dell’ex Lione. Il capitano è poi assistito da un partner di spessore, Vinicius. Il giovane brasiliano, con la sua velocità e la sua abilità nel dribbling è una vera spina nel fianco per ogni difesa. Un’arma devastante a campo aperto, che col tempo ha trovato un’intesa eccellente col più esperto compagno. La sua avventura europea culmina col gol decisivo in finale.

Real Madrid, le armi per la vittoria della Champions League

Abbiamo già accennato, poi, a Modric, prezioso nel legare il gioco e nel saper essere decisivo rifinitore per gli attaccanti. Una menzione, per nulla secondaria, va dedicata anche ai suoi compagni di reparto, Kroos e Casemiro. Il tedesco mette a disposizione tutta la sua esperienza e visione di gioco da grande regista basso. Il brasiliano, invece, è un po’ il margine d’errore della squadra. Risolve situazioni pericolose, protegge la difesa, lotta, recupera i palloni, copre le spalle ai compagni saliti in avanti. In particolare ai due terzini, Carvajal e Mendy, impegnati sui due lati del campo nel garantire l’ampiezza e nel presidiare le corsie esterne. Quando la stanchezza poi si fa sentire, si può fare affidamento su un giovane transalpino, Camavinga, la cui personalità lo rende pronto a prendere le redini del centrocampo dei blancos.

Real Madrid, le armi per la vittoria della Champions League

Spendiamo le ultime parole per il numero 1, Courtois. Il portiere belga tiene a galla la squadra con le sue straordinarie parate. Evita passivi pesanti e dà sicurezza al reparto difensivo spesso in sofferenza e nell’atto conclusivo mantiene la porta inviolata con una prestazione spettacolare. La vittoria della Champions, insomma, porta inevitabilmente anche l’alone dei guanti dell’estremo difensore del Real Madrid.

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