Risorgimento italiano in Europa?

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Risorgimento italiano in Europa?

Fa pensare a un vero risorgimento italiano nel calcio che conta la prova entusiasmante delle squadre italiane nelle coppe europee quest’anno. Inter e Milan su tutte, Roma, Juventus e Fiorentina senza dimenticare l’ottimo calcio mostrato dal Napoli fanno pensare a un movimento in salute che cerca di guadagnarsi il posto che le compete nelle competizioni che contano. 

Se limitiamo lo sguardo agli ultimi anni il nostro calcio ha dato l’impressione di stentare a imporsi in campo internazionale. Ma se allarghiamo lo sguardo agli ultimi 20 anni scopriamo che le nostre squadre sono state spesso protagoniste.

Risorgimento italiano: l’accesso alla finale

Detto che la cosa che più conta è la vittoria dei tornei, per avere un’idea della forza di una nazione nelle competizioni europee è senz’altro più significativo il numero squadre di un paese che arrivano a giocarsi l’atto finale. Si sa, la vittoria su partita secca dipende da una molteplicità di fattori non sempre sotto il controllo diretto dei protagonisti. Lo stato di forma del momento, gli infortuni, la fortuna. Se in un torneo lungo e impegnativo questi fattori hanno scarsa incidenza, in una partita secca, spesso giocata su scarti minimi, possono avere un peso significativo. Ne consegue che non sempre la favorita della vigilia, quella giudicata più forte o più completa, riesce a trionfare. 

Si può sicuramente affermare che le due squadre che arrivano alla finale, dopo un lungo percorso che dura una stagione e, in alcuni casi, parte dalle qualificazioni, sono quelle che hanno dimostrato più forza e costanza nella competizione e meritano l’approdo alla finale.

Partendo da questo presupposto, si possono fare alcune considerazioni su dati di fatto.

A partire dalla stagione 1999-2000 7 volte le squadre italiane hanno raggiunto l’atto finale della Champions League. Molto meglio di noi in Europa hanno fatto soltanto Spagna (15 volte) e Inghilterra (14 volte). Questi due paesi sono diventati in questo ventennio assolute protagoniste grazie agli ingenti investimenti economici messi in campo. Sui capitali che hanno alimentato i club spagnoli e inglesi e sul ritorno in termini economici degli  investimenti bisognerebbe aprire un capitolo a parte considerando anche l’esposizione debitoria dei diversi club.

Rimaniamo invece sulla valutazione complessiva per nazioni. L’Italia è allo stesso livello delle squadre tedesche che con il Bayern Monaco (5 volte), e una volta a testa Bayer 04 Leverkusen e il Borussia Dortmund sono arrivate complessivamente sette volte a giocarsi la finale. Chiudono il conto le squadre francesi con 2 presenze e quelle portoghesi con la sola presenza del Porto. 

Terza forza calcistica in campo europeo per club. Ancora ci difendiamo con onore e il quadro, nel lungo termine, è più che dignitoso. 

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Risorgimento italiano: le vittorie di Champions League

Nel computo delle vittorie nel torneo più prestigioso, la Champions League, domina ancora la Spagna con 12 , segue l’Inghilterra con 5 titoli, Italia e Germania con 3 e Portogallo con 1

Per quanto riguarda le vittorie siamo sì lontani dalle squadre spagnole ma non siamo poi così lontani dagli inglesi.

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Le Nazionali

Non esistono soltanto i club, dove i giocatori sono spesso in maniera rilevante stranieri. Esistono le realtà delle compagini nazionali e i titoli vinti nei tornei internazionali.

Qui è ancora il movimento calcistico spagnolo a primeggiare. Alle vittorie dei club, la Spagna affianca infatti anche due titoli continentali (2008 e 2012) e un titolo mondiale (2010). Sono gli anni d’oro del calcio spagnolo che sono valsi anche due Champions League conquistate dal Barcellona.

Nello stesso periodo l’Inghilterra non ha vinto alcun titolo né a livello continentale né mondiale.

L’Italia invece ha portato a casa sia il mondiale 2006 che l’ultimo Europeo giocato nel 2020.

La Germania ha vinto il mondiale del 2014 ma non è riuscita a imporsi a livello continentale.

La Francia invece ha vinto il mondiale 2018 e l’Europeo 2000.

Portogallo e Grecia, con un titolo ciascuno, completano il quadro delle vincitrici degli Europei negli anni 2000.

Ricapitolando la situazione delle nazionali abbiamo perciò questo quadro:

  • Spagna: 1 Mondiale e 2 Europei;
  • Italia e Francia: 1 mondiale e 1 Europeo;
  • Germania: 1 Mondiale;
  • Portogallo e Grecia: 1 Europeo;
  • Inghilterra: 0 titoli.

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Risorgimento Italiano?

Quello di quest’anno non lo si può ancora definire l’anno del risorgimento del calcio italiano. Ancora ci sono finali da conquistare e, possibilmente, titoli da vincere. Vedremo fin dove potranno arrivare le squadre italiane (con una finalista Champions League già sicura) e soprattutto se le italiane sapranno confermarsi negli anni a venire. Napoli, Roma (che lo scorso anno ha già vinto un titolo europeo) e Inter sembrano promettere bene. Se il Milan saprà proseguire sulla strada a doppio binario del risanamento e dell’intelligente rinforzo del gruppo squadra potrà essere ancora e stabilmente protagonista nel panorama europeo. Discorso diverso va fatto per la Juventus su cui pendono giudizi sia a livello nazionale che a livello UEFA e molto dipenderà da quello che succederà su questi fronti. Potrebbe essere l’ennesimo anno zero di ricostruzione oppure potrà proseguire sulla strada del ringiovanimento/rafforzamento della squadra. Poi anche le altre protagoniste che si affacciano sugli scenari europei: Lazio, Atalanta e Fiorentina hanno tutte le carte in regola per ben figurare.

Intanto godiamoci il finale di stagione con ancora 5 protagoniste tra le semifinaliste delle diverse competizioni.

Risorgimento italiano: i protagonisti

E se guardiamo anche ciò che sta accadendo in ottica Nazionale italiana, possiamo godere anche dell’affermazione internazionale di diversi giocatori in orbita nazionale. Barella, Bastoni, Dimarco, Acerbi, Di Lorenzo, Tonali e Calabria saranno protagonisti della prossima semifinale di Champions League. E poi ancora Pellegrini, Mancini, Spinazzola, El Shaarawy, Castrovilli, Sottil, Terracciano, Fagioli, Gatti, Locatelli, Miretti, Chiesa e Kean sono giocatori che possono tornare utili al Club Italia. Hanno quello che Mancini vuole: sono per lo più giovani, stanno maturando molti minuti di gioco sia in campionato che in campo internazionale, hanno giocato partite a livello di club piuttosto importanti. 

Speriamo che qualcuno di questi giocatori possa, nei prossimi mesi, sollevare anche qualche trofeo continentale.

Quindi, se ampliamo lo sguardo a un arco temporale più grande, non si può parlare di risorgimento del calcio italiano. Più concretamente sembra che, lentamente, stiamo riprendendo il posto che il nostro campo ha sempre mantenuto nel gotha del calcio mondiale ed europeo. La speranza è vedere anche il prossimo anno un consolidamento di questa tendenza, che la presenza delle italiane nelle finali delle coppe europee diventi una felice consuetudine, che giovani italiani possano trovare sempre più minutaggio nei propri club e che anche la nostra Nazionale ne possa trarre giovamento in vista dei prossimi impegni internazionali.

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