Salernitana, da Cudini a Ribéry: l’evoluzione del numero 7

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La grande sorpresa è arrivata nel giorno della presentazione della squadra allo stadio Arechi. La Salernitana ha piazzato il colpaccio per mantenere la Serie A: Franck Ribéry è un nuovo calciatore granata e indosserà il numero 7. Una maglia che l’ha accompagnato dall’Olympique Marsiglia alla Fiorentina, passando per le dodici stagioni al Bayern Monaco. Prima che nel 1995 fosse introdotta definitivamente la numerazione personalizzata per i calciatori, il 7 era solitamente l’ala tutta estro e corsa al servizio delle punte ma con licenza di segnare. Una breve descrizione che però sintetizza perfettamente le caratteristiche del fuoriclasse francese.

Salernitana, da Cudini a Ribéry: l'evoluzione del numero 7

Concetto fortificato, quello del numero 7, anche dalla numerologia biblica. Questo, infatti, è presente in diversi passi, e rimanda a un significato di pienezza e perfezione. Caratteristiche che sono state ricorrenti nella carriera di Ribéry, ricca di successi e soddisfazioni personali, dopo tanti problemi all’in fuori dal rettangolo di gioco. Nella storia della Salernitana, invece, la maglia col 7 stampato sulle spalle ha avuto diversi proprietari, con alterne fortune nei trascorsi in terra campana.

Da Cudini a Gondo: i numero 7 della Salernitana prima di Ribéry

Prima che Franck Ribéry approdasse alla Salernitana, la maglia numero 7 ha avuto sedici diversi giocatori che l’hanno indossata da quando esiste la numerazione personalizzata. Il primo a indossarla nella stagione 1995/1996 è stato il difensore Mirko Cudini, che ha militato nelle file granata per tre stagioni e mezzo, vincendo da titolare il campionato di Serie B 1997/1998. Artefice di quella seconda storica promozione in Serie A dei campani è stato anche Carlo Ricchetti, ala instancabile esaltata dal 4-3-3 di Delio Rossi. Agli ordini del tecnico romagnolo ha realizzato ben 19 delle 24 reti che hanno contraddistinto la sua esperienza alla Salernitana. Anche per lui, dal 1996 al gennaio del 1999, il principale biglietto da visita era il numero 7 sulle spalle.

Salernitana, da Cudini a Ribéry: l'evoluzione del numero 7

Dopo essere stata fugacemente indossata da Gaetano Lo Nero, la maglia numero 7 è poi passata a Giuliano Melosi, roccioso centrocampista che riuscì a lasciare un buon ricordo nelle menti dei propri supporters. In seguito è stato il turno del difensore Juri Tamburini prima e dell’attaccante Stefano Gioacchini poi. Quest’ultimo, insieme a Ricchetti, sono stati i giocatori che l’hanno indossata più a lungo rispetto agli altri possessori. Successivamente i nuovi numeri 7 della Salernitana, sono stati, in ordine cronologico, Claudio Ferrarese, Giampaolo Ciarcià, Gennaro Fragiello e Gianluca Galasso. Dal conteggio vengono escluse le annate rivissute dai campani in Serie C e Serie D, dove la numerazione personalizzata non era prevista.

I numero 7 dell’era Lotito-Mezzaroma

Con l’avvento di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma al timone della Salernitana, la maglia numero 7 non ha avuto un proprietario definito fino al 2015, anno del ritorno in cadetteria. In quella circostanza toccò al terzino destro Riccardo Colombo, protagonista della promozione dalla terza serie, a portarla sulle spalle per tutto l’anno. In seguito questo numero è finito per di più nell’anonimato, col portoghese Joao Silva e il venezuelano Franco Signorelli che non sono riusciti a lasciare il segno all’ombra dello stadio Arechi. Nel 2018/2019 non ha avuto miglior fortuna nemmeno Djavan Anderson, che molto bene aveva fatto, invece, a Bari, la stagione precedente.

Salernitana, da Cudini a Ribéry: l'evoluzione del numero 7

Nonostante le tante riserve, la tifoseria sperava di riavere un numero 7 degno di questo nome con l’avvento di Alessio Cerci in granata, dopo il forte corteggiamento dell’allora allenatore Gian Piero Ventura, che ne aveva esaltato le qualità nell’esperienza al Torino. Tuttavia, in seguito a tanti guai fisici, la storia tra le partì finì addirittura in tribunale. In particolare il giocatore accusò la società di non aver adempiuto alle pendenze economiche nei propri confronti.

Il caso di Cedric Gondo

Questa sorta di maledizione, invece, l’ha interrotta, contro ogni pronostico, il classe 1996 Cedric Gondo. L’attaccante ivoriano, dopo una prima stagione di ambientamento, ha trovato il giusto impiego sotto la guida di Fabrizio Castori, totalizzando 5 gol in 27 presenze. Fondamentali, in particolare, la doppietta che ha ribaltato il risultato interno contro il Venezia da 0-1 a 2-1, e la rete che ha aperto le danze nella vittoriosa trasferta di Pordenone. Due tappe di indescrivibile importanza verso la promozione dello scorso maggio.

Tornato alla Lazio, proprietaria del cartellino, a fine agosto ha rescisso il contratto con i biancocelesti e resta in attesa di tornare a Salerno, se la FIGC non avrà nulla in contrario per quanto riguarda la vicenda del trust, istituito per la vendita del club. Quel che è certo, è che dovrà scegliere, eventualmente, una altro numero. Infatti, come ribadito a più riprese, Franck Ribéry è il nuovo numero 7 della Salernitana. E i tifosi granata sperano che possa essere decisivo almeno quanto il suo predecessore, nonché possibile nuovo compagno di squadra.

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