Salernitana-Juventus (1-2): analisi tattica e considerazioni

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Salernitana-Juventus analisi tattica, la partita che chiude il girone d’andata per entrambe le squadre. Si gioca a pochi giorni della sfida di coppa Italia che ha visto dominare la Juventus. Ma oggi è tutta un’altra partita per diversi motivi.

Primo il campionato conta tantissimo per tutte le due squadre. Per accedere alla Champions per la Juventus per la salvezza la Salernitana mentre la Coppa Italia era ed è un obiettivo solo per la Juventus.

In secondo luogo si gioca all’Arechi e non a Torino. Anche se all’ultimo posto la Salernitana sembra voler reagire alla situazione negli ultimi due turni hanno fermato sul 2-2 il Milan all’Arechi e sbancato il Bentegodi nella sfida salvezza contro l’Hellas (1-0). Squadra all’ultimo posto, colpita pesantemente solo tre giorni fa la Salernitana è spalle al muro, ferita anche dalle assenze per la coppa d’Africa che priva Inzaghi di diverse cartucce. E come gli animali feriti sono pericolosi.

La Juventus si presenta senza Chiesa infortunato, ma con il vento in poppa in campionato e vuole consolidare la posizione in zona Champions League.

Come ovvio si cambia molto nelle due formazioni rispetto a tre giorni fa.

Filippo Inzaghi sceglie il 4-3-3 e questa formazione: Costil tra i pali,  Daniliuc, Gyomber, Fazio, Bradaric per la difesa a quattro.  Sambia, Maggiore, Legowski a centrocampo. Tchaouna, Simy, Candreva nel reparto offensivo.

Risponde Massimiliano Allegri risponde con 3-5-2 con Szczesny portiere di campionato. Gatti, Bremer e Danilo per la difesa ormai collaudato trio collaudato. Weah, McKennie, Nicolussi Caviglia, Rabiot, Kostic centrocampo abbastanza inedito. Yildiz, Vlahovic la coppia di attaccanti che stanno giocando con continuità. 

Si gioca all’Arechi di Salerno alle ore 18.00.

Analisi tattica Salernitana-Juventus, primo tempo: la Juve non fa male, Maggiore sì

Buono approccio alla partita della Juventus con Yildiz e Kostic a sinistra e Weah a destra particolarmente attivi e brillanti. Si fanno trovare aperti sulle fasce per aprire la difesa della Salernitana. Molti traversoni nei primi 15′ ma nessun pericolo per il portiere Costil. Anzi e Szczesny a fare un buon intervento su Sambia.

La Salernitana è ben messa in campo. Non 4-3-3 come annunciato, ma Inzaghi parte schierando la difesa a 3 e squadra a specchio rispetto la Juventus. Tiene il confronto uno contro uno e prova a ripartire in velocità per cogliere la Juventus fuori equilibrio.

Molto mobile Candreva, buona intesa tra Simy e Sambia. Maggiore buon filtro davanti alla difesa e Fazio provvidenziale in più di un’occasione sia di testa che di piede.

Va in vantaggio la Salernitana al 39′ la Salernitana che buca la difesa bianconera con un lancio lungo che raggiunge Sambia lesto a servire Tchaouna. L’ala granata serve Maggiore che si aggiusta il pallone destro sinistro, poi lascia partire una conclusione splendida di sinistro che si infila alle spalle di Szczesny.

Puntuale al 45′ si chiude il primo tempo con la Salernitana in vantaggio.

Salernitana-Juventus (1-2): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Salernitana-Juventus, secondo tempo: è di Vlahovic la stoccata vincente

Cambia allegri la catena di sinistra. Escono Kostic, sorpreso più di una volta dall’avversario e Gatti, incerto e troppo irruento senza riuscire a anticipare gli avversari e anche ammonito. Entrano Rugani e Iling-Junior. Danilo si porta a destra al centro Bremer a sinistra Rugani. 

Arriva da sinistra il primo pericolo per la Salernitana. Al 50′ azione di Rabiot sulla sinistra e cross per McKennie che dentro l’aria piccola colpisce ma manda a lato, sprecando un’occasione incredibile.

Al 53′ una piccola svolta. Maggiore rimedia la seconda ammonizione e viene espulso.

al 55′ riassetta la squadra Inzaghi: fuori Tchaouna dentro Bronn. Difesa che si schiera a 5 

Al 56′ Allegri inserisce anche Milik per Nicolussi Caviglia. Ovvio il cambio tattico con attacco a tre. 

Fatica la Juventus a ritrovare il ritmo di gioco dopo aver subito il gol e non riesce a sfruttare la superiorità numerica.

Lavorano bene Milik McKennie e Weah sulla destra palla in area, liscia Vlahovic palla che arriva a Iling-Junior che non sbaglia la conclusione. Al ’63 è pareggio.

Al 68′ esce Yildiz entra Miretti.

Dopo il pareggio la Salernitana reagisce e si rende pericolosa. Grazie anche al cambio di fascia di Candreva che gioca si sposta sulla destra e subito produce gioco a favore dei compagni. Simy raddoppia le proprie forze e da solo impegna tutta la difesa bianconera. Sfugge a Danilo e arriva a contendere un pallone a Szczesny; supera Rugani e conquista punizione e giallo per il difensore bianconero.

77′ Inzaghi toglie Simy, che ha dato tutto, e inserisce maggiore fisicità con Ikwuemesi che dovrebbe anche servire la palla lontano dall’area amaranto.

All’81’ chiude i cambi Allegri togliendo Weah e inserendo Nonge.  

Non è un arrembaggio quello della Juventus, ma una pressione costante che si infrange sul muro difensivo della Salernitana. 

All’86’ esce Sambia entra Martegani e conclude i cambi anche Inzaghi.

Ancora da destra la Juve sfonda. Recupero e cross di Danilo, colpo di testa perfetto di Vlahovic imparabile per Costil.  

Salernitana-Juventus (1-2): analisi tattica e considerazioni

Le considerazioni finali

Non poteva essere una passeggiata quella della Juventus. La Salernitana si giocava molto in questa partita. Non compromette nulla, la zona salvezza è a soli tre punti. Oggi si è vista una Salernitana ben organizzata con individualità importanti, con personalità. Pronta a soffrire quando serve ma sempre in grado di essere pericolosa quando può sfruttare il gioco sulle fasce, Candreva su tutti. Queste sono carte importanti su cui si può costruire un percorso verso la salvezza. Anche una sconfitta di misura, in inferiorità numerica, deve dare coraggio a una squadra che ha dimostrato di non meritare il fondo della classifica.

Più confusionaria e meno brillante rispetto alle ultime uscite la Juventus. Nel primo tempo diversi giocatori hanno giocato sottotono. Zoppa da un lato sono serviti i cambi a inizio secondo tempo per dare più propulsione al gioco offensivo bianconero. Stranamente incerta anche in fase difensiva, ha subito per diversi minuti dopo il gol avversario. Sembravano mancare le idee. Neanche la superiorità numerica non sembrava dare vantaggi alle azioni bianconere. In questo è sembrato importante l’ingresso di Miretti che ha coinciso con una maggiore razionalizzazione del gioco. Si sono cercate soluzioni diverse, palle alte, filtranti e cross dal fondo. Ne sono nati i due gol che consentono alla Juventus di chiudere il girone d’andata con 11 punti sulla quinta in classifica. L’Inter è ancora in scia e il campionato è ancora lungo.

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