Sassuolo-Fiorentina (1-0): analisi tattica e considerazioni

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Nel momento più delicato della sua storia recente, il Sassuolo si regala un’Epifania dolcissima vincendo di misura contro la Fiorentina in una partita combattuta della quale a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. Gli emiliani conquistano 3 punti preziosissimi per staccarsi dai bassifondi della classifica e gioiscono grazie al colpo vincente di Pinamonti al minuto 9. Dopo un primo tempo impeccabile, i neroverdi trascorrono una ripresa di sofferenza in cui i viola portano avanti il proprio monologo. Tra un gol annullato per parte dal VAR e l’errore dal dischetto di Bonaventura, neutralizzato da Consigli, la squadra di Dionisi resiste e porta a casa il massimo risultato. Andiamo a ripercorrere gli elementi salienti che hanno permesso al Sassuolo di avere la meglio sulla Fiorentina attraverso il racconto della nostra analisi tattica. Prima, però, andiamo a dare un’occhiata alle formazioni delle due compagini.

I padroni di casa si schierano col consueto 4-2-3-1. Tra i pali Consigli, linea difensiva guidata dai centrali Ferrari ed Erlić, con Toljan e Pedersen esterni bassi. In mezzo al campo torna Boloca, affiancato da Matheus Henrique. Davanti, il riferimento principale è Pinamonti, supportato alle spalle dal tridente composta da Berardi e Laurienté larghi e Thorstvedt in mezzo.

Gli ospiti rispondono con un assetto perfettamente speculare. In porta Terracciano, retroguardia con Biraghi e Kayode terzini e coppia centrale Milenković-Martínez Quarta. A centrocampo Mandragora viene preferito a Duncan accanto ad Arthur, con Bonaventura posizionato più avanti da trequartista. Nzola parte come centravanti titolare, mentre sugli esterni Italiano deve necessariamente affidarsi a Brekalo e Ikoné, unici rimasti in quel ruolo in virtù delle tante assenze.

Analisi tattica Sassuolo-Fiorentina, il primo tempo: la partenza perfetta degli emiliani impantana i viola

Sassuolo e Fiorentina sono due squadre che presentano difficoltà diverse, ma nel corso del primo tempo, come mostreremo nella nostra analisi tattica, il verdetto del campo annulla il profondo divario che le separa in classifica.

I padroni di casa approcciano in maniera molto decisa, lasciando sì il palleggio agli avversari, ma senza concedere alcunché grazie al loro ordinato 4-4-2 difensivo. Obiettivo della pressione neroverde è indubbiamente Arthur, sul quale in prima battuta si precipita Thorstvedt. Quando però il norvegese si alza per aiutare Pinamonti nel pressing sui centrali viola, è uno dei due mediani ad accorciare immediatamente sul brasiliano. 

La squadra di Italiano fatica a trovare fluidità. Il giro-palla è lento e le attente marcature dei terzini sugli esterni alti costringono i toscani a forzare lanci lunghi in profondità verso un isolato Nzola. L’avvio non esaltante degli uomini di Italiano si riverbera anche in fase di non possesso. Nel Sassuolo, che pure parte con uno schieramento speculare alla Fiorentina, Throstvedt e Matheus Henrique ragionano come mezz’ali di un centrocampo a 3, per cui vanno a diversi i corridoi intermedi. Boloca, invece, rimane a fare il regista basso ad avviare l’azione, ma soprattutto, a schermare la difesa dai movimenti tra le linee di Bonaventura. 

Sassuolo-Fiorentina (1-0): analisi tattica e considerazioni

Per l’espletamento dell’azione, diviene necessario per i neroverdi giocare in verticale. A tal proposito, lo sbocco dopo la prima costruzione passa sempre dal lavoro incontro degli attaccanti. O a destra da Berardi, che viene incontro e gioca di prima per gli inserimenti dei compagni. O a sinistra, dove Pinamonti viene a ricevere largo per difendere il pallone spalle alla porta e far salire i suoi.

Sul lato mancino del proprio set offensivo, la squadra di Dionisi riesce a costruire una fruttuosa superiorità numerica. Grazie alla spinta di Pedersen, non seguito da Ikoné e liberato dal movimento a convergere di Laurienté, alla posizione di Matheus Henrique sul fianco di Arthur e agli inserimenti senza palla di Thorstvedt, i neroverdi, al minuto 9, concretizzano il gol del vantaggio. Il centrocampista brasiliano trova un’ottima imbucata per il terzino norvegese, che arriva sul fondo e mette una precisa assistenza all’indietro per Pinamonti. La punta, liberato dal taglio dell’ex Genk che schiaccia la difesa fiorentina, ha spazio per la battuta vincente di prima intenzione, piazzando il pallone dove Terracciano non può arrivare.

Una reazione che tarda ad arrivare per la squadra di Italiano

La Fiorentina, come spesso le accade, è padrona assoluta del possesso da un punto di vista territoriale. Il problema, però, sta nel fatto che non riesce a concludere verso la porta. Rinunciando ai fallimentari tentativi di trovare in profondità Nzola (pescato, invece, quasi sempre in fuorigioco), la viola cerca di abbassare la linea difensiva emiliana alzando i terzini. I rifornimenti dal fondo sono comunque inefficaci e si contano sulle dita di una mano. Con Brekalo totalmente avulso dal gioco e Ikoné che non riesce a sfondare nell’uno contro uno, nemmeno entrando dentro al campo, agli uomini di Italiano non resta che affidarsi a Bonaventura.

L’ex Milan, impossibilitato a trovare spazio tra le linee, cerca di venire fuori dal traffico per agire da regista alto. Oltre a essere poco ispirato e con un’insolita bassezza qualitativa nelle scelte e nelle giocate, la linea bassa del Sassuolo toglie profondità e vanifica anche questi ulteriori tentativi di giocate in verticale. 

Si conclude così un primo tempo di grande ordine e fluidità per i neroverdi e di scarso furore per i viola.

Analisi tattica Sassuolo-Fiorentina, il secondo tempo: assolo toscano, ma gli emiliani stringono i denti

Il copione dell’analisi tattica di Sassuolo-Fiorentina della ripresa è invece contrassegnato da grande bellicosità. Tutto merito della squadra di Italiano, che non può permettersi un altro avvio grigio e alza fin da subito l’intensità della pressione

Al di là delle buone intenzioni, però, è soltanto dopo il gol annullato a Thorstvedt che gli ospiti cominciano a giocare per davvero. Al minuto 52, il tecnico siciliano assesta una prima importante novità. Dentro Duncan e Beltrán, fuori i due centrocampisti Arthur e Mandragora. La Fiorentina acquisisce così una dimensione decisamente più offensiva, con Bonaventura che arretra in mediana e una punta in più ad agire alle spalle di Nzola.

I viola aumentano il volume di gioco, alzando e coinvolgendo entrambi i terzini per dare ampiezza alla manovra, mentre i due esterni alti tagliano dentro al campo per liberare spazio e costruirsi delle conclusioni. Col passare del tempo, la squadra si sbilancia sempre di più. Bonaventura, infatti, rimane alto, in linea con l’argentino, lasciando Duncan da solo a presidiare i due centrali. Di questi, a inizio azione, Martínez Quarta si alza, fungendo da vero e proprio playmaker e predisponendosi subito al recupero del pallone.

Sassuolo-Fiorentina (1-0): analisi tattica e considerazioni

Il Sassuolo deve necessariamente abbassarsi per opporsi agli assalti toscani, a scapito di una fase offensiva che diventa praticamente nulla per buona parte della seconda frazione. Gli uomini di Dionisi si limitano ad alleggerire la pressione con lanci lunghi alla ricerca dei centimetri di Pinamonti o Thorstvedt. Nei duelli aerei, però, i centrali viola hanno decisamente la meglio.

Il monologo degli ospiti si concretizza soprattutto con l’incessante pioggia di palloni dentro l’area di rigore per cercare di sfruttare la presenza massiccia di giocatori offensivi. I neroverdi vanno in grande difficoltà contro la fisicità avversaria, soprattutto sulle situazioni di palla inattiva. In questi frangenti, diviene determinante Consigli, già superlativo nel neutralizzare un calcio di rigore a Bonaventura al 65′.

Sassuolo-Fiorentina (1-0): analisi tattica e considerazioni

L’ultima mezz’ora di partita: tra speranza viola e resistenza neroverde

Nell’ultimo terzo di gara, Italiano cerca di dare una svolta con le mosse dalla panchina. Al minuto 74′, per trovare ancora più rifornimenti dagli esterni, toglie Brekalo e inserisce Parisi. Lo stesso va a ricoprire il ruolo di ala sinistra. Dionisi, invece, legge la sofferenza dei suoi e serra la difesa, passando al 3-5-2 con l’ingresso di Tressoldi per Laurienté.

Sassuolo-Fiorentina (1-0): analisi tattica e considerazioni

L’ultima carta disperata per l’allenatore toscano è Barak, che all’80’rileva Bonaventura. Per il Sassuolo, invece, entra Bajrami al posto di un esausto Berardi. La Fiorentina chiude la partita con quello che di fatto è un 3-2-5, in cui Quarta fa il centrocampista accanto a Duncan, anche se ha libertà di sganciarsi, i terzini che in avvio azione stringono, per poi salire. Infine, le due ali, Nzola, Barak e Beltrán su un’unica linea a spalmarsi su tutto il fronte offensivo.

Le ultime sostituzioni arrivano dai neroverdi. Al minuto 85′, escono gli stremati e infortunati Pinamonti e Toljan per Mulattieri e Missori. Dal punto di vista dell’analisi tattica non ci sono ulteriori variazioni, ma almeno il Sassuolo, con la freschezza della sua nuova punta, riesce a riaffacciarsi in avanti, mentre la Fiorentina continua a fallire il bersaglio.

Sassuolo-Fiorentina, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Sassuolo-Fiorentina con qualche riflessione. Partita (e soprattutto primo tempo) perfetta per i padroni di casa, che tornano a vincere dopo un mese e mezzo di digiuno. Oltre ai 3 punti, arriva anche la prima partita stagionale senza subire gol ed è finalmente decisiva la rete di un attaccante. Gli uomini di Dionisi avevano cominciato male il nuovo anno con la sconfitta e conseguente eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Atalanta, ma stasera arrivano dei segnali più che positivi per avviare finalmente la risalita verso ben altre zone della classifica.

Quanto ai viola, invece, s’interrompe la striscia di risultati utili che era giunta a 8 considerando tutte le competizioni. La squadra di Italiano frena dopo 3 successi consecutivi, ma rimane comunque al quarto posto, seppur raccoglie i frutti (amari) dell’assenza di tanti giocatori offensivi. Proprio questo è mancato alla Fiorentina: qualità e imprevedibilità sugli esterni. Lì dove i viola hanno costruito le proprie fortune e mostrato un calcio a tratti spettacolare. L’impegno non è mancato, ma è stato profuso poco, specialmente nella prima frazione. 

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