
Ruben Amorim, allenatore del Milan, ha parlato dopo il deludente pareggio per uno a uno contro il Sassuolo di Alberto Aquilani.
Il pareggio contro il Sassuolo lascia l’amaro in bocca al Milan e a Ruben Amorim. I rossoneri passano in vantaggio con Adrien Rabiot, ma vengono raggiunti pochi minuti più tardi da Odenthal e non riescono a portare a casa una vittoria che avrebbe permesso loro di guadagnare terreno in classifica. Al termine della partita, l’allenatore portoghese non nasconde la propria insoddisfazione: la squadra ha mostrato progressi sul piano del gioco, ma non è stata capace di gestire il momento decisivo della gara.
Il concetto che ritorna più volte nelle dichiarazioni del tecnico è semplice: una partita del genere deve essere chiusa. Dopo aver trovato il vantaggio, il Milan avrebbe dovuto aumentare il controllo del pallone, rallentare la reazione degli avversari e impedire che il confronto si trasformasse in una successione di transizioni. Invece, la squadra ha concesso al Sassuolo la possibilità di rientrare immediatamente in partita, pagando a caro prezzo una situazione da calcio d’angolo.
Milan, Amorim non ci sta dopo Sassuolo: «Le partite vanno uccise». Poi il dolore per Gabbia e la risposta su Modric
Nel post-partita, Amorim ha affrontato anche altri temi: dall’infortunio di Matteo Gabbia, uscito in barella nel primo tempo, alla scelta di lasciare inizialmente in panchina Luka Modric. Il tecnico ha inoltre spiegato quali aspetti il Milan deve ancora migliorare per diventare più pericoloso negli ultimi metri e riuscire a trasformare il controllo del gioco in occasioni concrete.
Milan, Amorim è deluso: «Non possiamo essere soddisfatti dopo aver perso due punti così»
Il risultato finale è difficile da digerire per l’allenatore rossonero. Il Milan aveva costruito le condizioni per conquistare i tre punti, riuscendo a trovare il vantaggio nella ripresa con Rabiot, servito da Modric. La rete del francese, arrivata al 63’, sembrava poter indirizzare definitivamente la partita, ma la risposta del Sassuolo è stata immediata: Odenthal ha firmato l’1-1 al 68’, riportando il confronto in equilibrio.
Amorim riconosce quanto di buono fatto dalla squadra, soprattutto nella capacità di controllare diverse fasi della partita e di limitare le ripartenze avversarie. Il Milan, a suo giudizio, aveva meritato di passare in vantaggio, ma non è riuscito a difendere quanto costruito.
«Quando non vinciamo non siamo mai soddisfatti», ha spiegato il tecnico, sottolineando che i rossoneri avrebbero dovuto gestire meglio la reazione del Sassuolo. Il rammarico è legato soprattutto alla rapidità con cui il vantaggio è stato vanificato: «Non possiamo permetterci di subire gol da calcio d’angolo. È evidente che non possiamo ritenerci soddisfatti quando buttiamo via due punti così».
Il pareggio pesa anche per le conseguenze sulla classifica. Il Milan manca l’opportunità di avvicinarsi ulteriormente alle squadre che lo precedono e resta con la sensazione di aver lasciato per strada una vittoria alla portata. Per Amorim, però, il problema non è soltanto il risultato: ciò che conta è capire perché la squadra non sia riuscita a mantenere il controllo dopo aver trovato il gol.
«Le partite vanno uccise»: il problema è la gestione del vantaggio
È il passaggio più significativo dell’analisi di Amorim. Per l’allenatore, il Milan deve imparare a interpretare diversamente i minuti successivi a una rete segnata. Trovare il vantaggio non può diventare il momento in cui la squadra smette di spingere o perde lucidità nella gestione del possesso.
«Quando segniamo dobbiamo uccidere la partita, oggi non ci siamo riusciti», ha dichiarato. Un’espressione diretta, che riassume la richiesta del tecnico: continuare a giocare con personalità, senza concedere agli avversari la possibilità di prendere fiducia e ribaltare l’inerzia del confronto.
Amorim ha insistito sulla necessità di mantenere il pallone e di non trasformare la gara in una sequenza di duelli individuali e ripartenze. Dopo il gol di Rabiot, il Milan avrebbe dovuto cercare più possesso, facendo correre il Sassuolo e scegliendo con maggiore attenzione quando accelerare. Invece, la squadra ha continuato a pressare in alcune situazioni, ritrovandosi spesso esposta negli uno contro uno.
L’allenatore non considera necessariamente tutto questo un problema di mentalità. A suo avviso, può entrare in gioco anche l’esperienza: imparare a leggere i diversi momenti della partita è un processo che richiede lavoro e continuità. Il Milan deve capire quando attaccare per cercare il raddoppio e quando, invece, è necessario proteggere il vantaggio attraverso una gestione più ordinata.
«Dobbiamo chiudere la partita, ucciderla, prenderci il tempo quando ne abbiamo bisogno», ha ribadito. La lezione del Mapei Stadium è proprio questa: la qualità mostrata in alcune fasi non basta se poi la squadra perde il controllo nei momenti cruciali. Amorim vuole un Milan capace di essere aggressivo, ma anche di riconoscere quando è il momento di abbassare i rischi e amministrare il pallone.
Amorim e l’infortunio di Gabbia: «Ho percepito anch’io tutto il dolore»
La serata del Milan è stata resa ancora più complicata dall’infortunio di Matteo Gabbia. Il difensore rossonero è stato costretto a lasciare il campo nel primo tempo, uscendo in barella dopo aver accusato un problema muscolare alla coscia sinistra. Un episodio che ha preoccupato compagni, staff e allenatore, anche perché il centrale era tornato a disposizione e stava cercando di ritagliarsi nuovamente spazio.
Amorim non ha potuto fornire indicazioni definitive sull’entità del problema e sui tempi di recupero. «Non so ancora di preciso la tipologia o l’entità, né la durata dei tempi di recupero», ha spiegato, evitando di anticipare una diagnosi che dovrà essere chiarita dagli accertamenti medici.
L’importanza degli assenti
Il tecnico ha però voluto sottolineare quanto Gabbia sia importante per il gruppo, indipendentemente dal fatto che venga schierato dal primo minuto oppure parta dalla panchina. «È chiaro che Gabbia è un giocatore fondamentale per questo gruppo, a prescindere dal fatto che parta titolare o meno».
Particolarmente sentito il passaggio sul dolore provato dal difensore nel momento dell’infortunio. «Un infortunio del genere fa male, e ho percepito anch’io tutto il dolore che provava in quel momento», ha raccontato Amorim. Le sue parole restituiscono la preoccupazione vissuta a bordo campo davanti a un problema che ha costretto il giocatore ad abbandonare la partita in anticipo.
Il tecnico ha ricordato anche l’infortunio di Saelemaekers, aggiungendo che questi problemi arrivano in un momento delicato del calendario. Il Milan è atteso da un periodo fitto di impegni e dovrà valutare con attenzione le condizioni dei propri giocatori. In attesa di conoscere gli esiti degli esami di Gabbia, la priorità resta capire la reale entità del problema e organizzare le prossime partite con le risorse a disposizione.
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