Serie A femminile, le novità a partire dalla stagione 2025/2026

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Serie A femminile, le novità a partire dalla stagione 2025/2026

Dopo la recente riforma che ha introdotto nel campionato femminile la suddivisione della stagione in due fasi distinte, la Serie A si prepara ad una nuova svolta a partire dalla stagione 2025/2026. In questi giorni, infatti, il Consiglio Federale si è riunito per approvare la proposta dell’Assemblea della Divisione femminile di portare il numero delle squadre partecipanti a 12. Il Consiglio si è espresso favorevolmente e dunque, tra 2 anni, la massima lega ospiterà delle nuove pretendenti. Questa riforma va poi a coinvolgere anche la cadetteria, che passerà a 14 club, rispetto ai 12 del format corrente. Una scelta mirata sicuramente ad aumentare il livello di competitività del campionato per facilitare e catalizzare il processo di crescita e consolidamento ad alti livelli del nostro calcio femminile.

Serie A femminile, cosa cambia a partire dal 2025

Negli ultimi tempi, il calcio femminile italiano ha compiuto passi molto importanti, non da ultimo la possibilità di accesso alla Champions League anche alla terza classificata del campionato di Serie A. Tanti importanti tasselli per cercare di ridurre quel gap ancora presente, ma più assottigliato, con le altre leghe europee, le cui squadre spadroneggiano in campo internazionale, con positivissimi risvolti anche a livello delle Nazionali. È dunque in questa direzione che s’inserisce la riforma che, a partire dal 2025, cambia volto alla Serie A femminile.

Per portare il numero delle squadre partecipanti a 12, la stagione 2024/2025 si concluderà con la sola retrocessione dell’ultima in classifica e la promozione dalla Serie B di ben 3 formazioni (e non soltanto, quindi, della prima classificata). Non ci sarà dunque il consueto spareggio che da qualche anno si tiene tra la penultima della Poule salvezza e la seconda forza della cadetteria. A cascata, chiaramente, seguiranno delle modifiche nei criteri di promozione e retrocessione delle Serie inferiori, ma questo sarà oggetto di discussioni future.

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I principali vertici del movimento nazionale, da Federica Cappelletti, presidente della Divisione della Serie A, a Laura Tinari, omologa della Serie B, si dicono entusiaste di questa riforma, certe che renderà anche più attrattivo a livello mediatico il calcio italiano femminile, con benefici per club e calciatrici.

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