Serie A, Salernitana salva: il racconto di un’impresa storica

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La stagione 2021-2022 di Serie A si è conclusa, e tra i tanti verdetti dell’ultima giornata uno dei più importanti riguarda la Salernitana, per la prima volta nella propria storia salva e non retrocessa dopo la promozione. Tre volte, infatti, la compagine campana ha raggiunto la massima serie in 103 anni, ma nelle prime due circostanze, nel 1948 e nel 1999, aveva subito immediatamente l’onta della retrocessione. Particolarmente dolorosa la seconda, maturata all’ultima giornata col pareggio di Piacenza, senza riuscire ad approfittare della sconfitta contemporanea dei diretti rivali del Perugia contro il Milan, anche quell’anno scudettato.

Serie A, Salernitana salva: il racconto di un'impresa storica
La formazione tipo della Salernitana promossa in Serie A, stagione 1997/1998.

In quella circostanza, sulla carta e vista la carriera successiva di molti componenti, la squadra allenata da Delio Rossi era forte e attrezzata per centrare una tranquilla salvezza. Tuttavia l’inesperienza e alcuni avvenimenti extra-campo fecero in modo che i granata non riuscissero a conservare la categoria, ritrovandosi, in seguito a vivere anni di cadetteria prima e due fallimenti poi. Nonostante ciò, la nota maggiormente positiva, così come in questa stagione, sono sempre stati i tifosi, sempre fedeli e attaccati alle vicende della squadra nonostante tutto.

L’era Lotito-Mezzaroma per la rinascita

Prima di giungere al capitolo che ha decretato la Salernitana salva in Serie A, come accennato, ce ne sono stati diversi ricchi di ombre più che di luci. Dopo il primo fallimento del 2005, infatti, la società era stata rilevata dal costruttore Antonio Lombardi. Costui, dopo il declassamento in Serie C1, riuscì a centrare il ritorno in Serie B dopo appena tre anni. La squadra, tuttavia, vi rimase solo due stagioni, prima di un’umiliante retrocessione all’ultimo posto nel 2010. Tuttavia, questo era solo l’inizio di una nuova cocente delusione, un anno più tardi. La squadra allenata da Roberto Breda si compattò nonostante fosse rimasta a corto di stipendi per mesi, e centrò la finale playoff contro l’Hellas Verona. Tuttavia la sconfitta rimediata dagli scaligeri diede il via al secondo fallimento in sei anni, con cancellazione definitiva della storia della società.

Serie A, Salernitana salva: il racconto di un'impresa storica

L’anno 2011, tuttavia, coincide con la rinascita della Salernitana, prelevata dal presidente della Lazio Claudio Lotito e dal cognato Marco Mezzaroma, anch’egli imprenditore. Il duo, come noto, ha fatto ripartire la squadra dalla Serie D, nel girone laziale, conducendola subito, attraverso scelte mirate, al ritorno in Lega Pro-Seconda Divisione. Successivamente arriva la promozione in Serie C1, con tanto di vittoria in Supercoppa. E dopo un anno di transizione, in cui comunque è stata vinta la prima Coppa Italia di Serie C, la squadra, nel 2015, è tornata finalmente in cadetteria, stravincendo il girone B.

Serie A, Salernitana salva: il racconto di un'impresa storica

Successivamente la Salernitana ha vissuto sei stagioni in cadetteria, rischiando nuovamente di perderla nel 2016 e nel 2019. In quelle circostanze, infatti, solo i playout vinti contro Virtus Lanciano e Venezia evitarono il peggio. E dopo aver sfiorato i playoff nel 2020, l’anno dopo è arrivata la terza storica promozione in Serie A. Un sogno diventato un incubo, visto l’obbligo da parte di Lotito di cedere la società per evitare la multiproprietà. Senza dimenticare le note difficoltà della squadra per gran parte della stagione.

Salernitana salva: la storia della permanenza in Serie A

La vera svolta che porta alla Salernitana salva in Serie A ha inizio proprio il 31 dicembre. A tempo quasi scaduto, infatti, la società viene acquistata dall’imprenditore Danilo Iervolino, che sin da subito dichiara di credere nel miracolo salvezza. Tifosi e addetti ai lavori sono scettici, visti i soli 8 punti accumulati in tutto il girone d’andata da una squadra costruita quasi con mezzi di fortuna. Franck Ribery e Nwanko Simy, i due acquisti di punta, infatti, non avevano mai inciso, e gli altri componenti non si erano mai rivelati all’altezza, salvo poche eccezioni. Fatti che hanno portato all’avvicendamento in panchina tra Fabrizio Castori, tecnico della promozione, e Stefano Colantuono, il quale, tuttavia, non aveva mai sbrogliato la matassa.

Serie A, Salernitana salva: il racconto di un'impresa storica

L’ex proprietario di una nota università telematica, tuttavia, alle parole fa seguire i fatti. Prima portando a Salerno uno dei più esperti direttori sportivi in circolazione come Walter Sabatini. Poi ingaggiando elementi di maggiore esperienza come Luigi Sepe, Federico Fazio e Simone Verdi, per un totale di 11 nuovi rinforzi. E successivamente, quando non arrivavano i risultati sperati, affidandosi a un allenatore esperto di imprese impossibili come Davide Nicola. Il tecnico piemontese, arrivato a metà febbraio, ferma subito sul 2-2 la capolista Milan. Tuttavia i risultati successivi sembrano spegnere sul nascere ogni velleità, prima della svolta di aprile.

Il rush finale verso l’impresa storica

Paradossalmente la svolta a livello mentale da parte della Salernitana arriva in coincidenza con l’ennesima sconfitta, rimediata in rimonta, per 2-1, sul campo della Roma, dopo aver condotto in vantaggio fino a un quarto d’ora dal termine. Quella delusione fa scattare qualcosa nella testa dei giocatori, i quali, successivamente, ingranano per la prima volta nella storia granata tre vittorie consecutive. Le vittime sono di quelle eccellenti: Sampdoria e Udinese in trasferta e la Fiorentina tra le mura amiche. Nove punti che rilanciano con decisione la compagine campana, che sfiora un’altra vittoria ma ottiene comunque un punto importante contro l’Atalanta. Il passo decisivo, tuttavia, viene compiuto pochi giorni dopo, con il 2-1 inflitto al Venezia nel recupero della 20^ giornata. 

La Salernitana, per la prima volta in stagione, esce dalla zona retrocessione, superando il Cagliari al quartultimo posto. Due squadre che sarebbero state determinanti, in seguito, nel cammino granata. A questa vittoria fondamentale seguono due mezzi passi falsi. Il primo proprio contro i sardi, capaci di pareggiare allo stadio Arechi a tempo quasi scaduto. Il secondo a Empoli, dove Diego Perotti fallisce il rigore che avrebbe regalato la salvezza con un turno di anticipo. Il resto è storia recente: nella pazza serata del 22 maggio, i campani affondano 0-4 contro un’Udinese senza obiettivi ma in forma smagliante. Un dolore che si tramuta in gioia incontenibile quando proprio dalla laguna veneta arriva la notizia dello 0-0 tra Venezia e Cagliari. Campani a 31 punti, sardi a 30: la Salernitana, per la prima volta nella propria storia, è salva in Serie A.

Salernitana salva in Serie A: e adesso? 

Ovviamente, dopo aver raggiunto un traguardo di questa portata, i tifosi possono gioire. Tuttavia, a mente fredda, occorre chiedersi cosa posso riservare il futuro alla Salernitana salva in Serie A. Di certo, avendo sin da subito alle proprie spalle una società solida, si può provare a programmare in maniera ragionata. Tutto passerà dalla conferma di Sabatini e Nicola, autentici artefici del miracolo salvezza. Inoltre, essersi salvati con la quota punti più bassa di sempre in massima serie è sicuramente imputabile ai demeriti altrui, ma non può essere certo un vanto. E sicuramente, per puntare a fare sempre meglio, sarà necessario costruire una rosa con elementi sempre più idonei alla categoria, che possano consentire alla città di continuare a sognare ad occhi aperti.

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