Serie C, Perugia-Cesena (0-3): le dichiarazioni di Formisano

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Alessando Formisano ha commentato ai microfoni della conferenza stampa post-partita la sconfitta per 0-3 del Perugia con il Cesena. Nonostante il cambio panchina, il tecnico nativo di Napoli non è riuscito a dare una scossa, chiudendo con la seconda sconfitta consecutiva un 2023 complicato. Gara valevole per la 19a giornata di Serie C, girone B.

Serie C, Perugia-Cesena (0-3), Formisano: “Tutti gli allenatori sono psicologi”

Si comincia con l’aspetto mentale della squadra, alla prima uscita con il nuovo allenatore. Ogni allenatore deve fare lo psicologo, di sé stesso e dei propri calciatori. Per me è inaccettabile la paura mentre si gioca a calcio. Il fatto che l’ambiente ci sia ostile è frutto del momento che viviamo. Se abbiamo paura di giocare in casa nostra, di subire cross e recuperi palla non possiamo pensare di mettere sotto le altre squadre. Quando ci scrolliamo di dosso la paura e iniziamo a giocare come nel secondo tempo penso si sia vista tutta un’altra storia. Il campo e i numeri parlano“.

Cosa è mancato al Perugia? “Mi aspettavo un Cesena determinato. Ha fatto un cambio tattico, ha preferito dei giocatori di esperienza a dei ragazzi. Sapeva che sarebbe stata una partita gagliarda e maschia, di seconde palle. Tatticamente noi abbiamo sbagliato a non accorciare sul trequartista di destra (Hraiech, N.D.R.), ha creato spazi e spunti, segnando. Poi ci sono episodi che mettono le partite in salita o in discesa, al di là delle due traverse su situazioni statiche c’è stato il dubbio sul gol segnalato irregolare dal guardalinee, mentre l’arbitro è andato contro la sua decisione. Lì è subentrata la paura, abbiamo palleggiato con poca qualità“.

Nel secondo tempo al di là dei cambi tattici con l’inserimento di Mezzoni per contenere Kargbo che è un giocatore fuori categoria, abbiamo giocato a calcio. Abbiamo creato tante occasioni, il Cesena ha recuperato una volta palla con Shpendi e ha fatto il gol del 3-0“.

“Sul 2-0 non hai niente da perdere”

Perché l’approccio della seconda frazione non si è verificato anche nel primo? “Perché quando sei sotto 2-0 non hai niente da perdere. Quando ti scrolli di dosso la paura di dover dimostrare, di dover per forza fare le cose bene, ti viene tutto più facile. Lo fai con libertà, con leggerezza. Quando attacchi verso la tua curva hai un obiettivo diverso, vedi lì i tuoi tifosi e vuoi dare loro una gioia. Dobbiamo fare di tutto per fare sì che quando attacchiamo quella curva sia il dodicesimo uomo che ci butta la palla dentro. La palla non è entrata per centimetri, tra cui il gol annullato molto dubbio. Oggi non è entrata perché non siamo stati lucidi e freschi mentalmente per fare gol. La prestazione del secondo tempo mi dà da pensare che sia un punto di partenza importante“.

Io credo che nella partita ci siano più partite. Nella prima partita ho visto un Perugia timoroso e che senza nessuna pressione del Cesena cercava la profondità. Poi ne ho vista un’altra, un Perugia che ha forzato la giocata, che ha ruotato in campo, senza posizioni. Quando abbiamo palleggiato sull’1-0 il Cesena aveva difficoltà a prenderci“. Perché Furlan titolare e non Adamonis? “Ho avuto poco tempo per poter valutare la squadra, il primo giorno Adamonis non stava benissimo e non era stato preso in considerazione per la preparazione. Per questo ho preferito mettere Furlan. 

“Non dobbiamo avere paura di far giocare i giovani”

Un pensiero a Carlo Giuletti, tifoso storico passato a miglior vita. “Mando un forte abbraccio alla famiglia. Un momento tristissimo che si incastra in una pagina abbastanza grigia del Perugia. Conoscevo Carlo e l’importanza della sua figura per questi colori. Oggi volevamo dedicargli una vittoria, ma la prima sarà sicuramente per lui“. Sostituzioni con i giovani a causa delle tante assenze o nuova linea in arrivo? “Entrambe. Davanti avevamo solo Polizzi e Lomangino, per cercare il gol devi mettere tutti gli attaccanti a disposizione. Si tratta anche del simbolo che non dobbiamo avere paura di fare giocare i nostri ragazzi. Viti, classe 2005, ha dimostrato di poter tenere botta. Gli avversari oggi avevano due 2004, 2003. I giovani hanno la mente libera e la voglia di spaccare il mondo. Chiaramente ci vorrà tempo. Non dimentichiamoci di Alessandro Seghetti“.

Cosa ci si attende dal mercato? “Credo che adesso avremo il tempo per fermarci e capire come vogliamo impostare il futuro. In questo momento non posso permettermi il lusso di scegliere, devo fare il meglio per i ragazzi che già ho. Devono scrollarsi di dosso la paura, perché se oggi contro la prima della classe sei riuscito a giocare con forza il secondo tempo, a palleggiare e ad arrivare in area di rigore vuol dire che hai qualcosa su cui costruire. Se ci sarà qualcosa da aggiungere lo valuteremo“.

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