Shamrock Rovers-Milan (0-2): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Come da pronostico, l’esordio stagionale del Milan ha visto i rossoneri vincere e convincere sul campo dello Shamrock Rovers. La sfida con gli irlandesi non poteva certamente considerarsi proibitiva. La pressione per la posta in palio e la fatica della preparazione potevano, però, giocare brutti scherzi. La prestazione degli uomini di Pioli è stata, invece, incoraggiante, oltre che per il risultato (0-2 e passaggio del turno in Europa League), anche per la qualità di gioco offerta ed il tecnico rossonero non può che riternersi soddisfatto. L’analisi tattica della partita tra Shamrock e Milan ci dà diversi spunti di riflessione su quella che sarà la stagione rossonera.

Shamrock-Milan, analisi tattica del primo tempo: i rossoneri ripartono da dove avevano lasciato

Il progetto tattico del Milan di Pioli riparte da dove aveva lasciato: un 4-2-3-1 in cui gioca un ruolo chiave Zlatan Ibrahimovic, non a caso fortemente voluto dal tecnico parmense. Alle spalle dello svedese agisce il trio Saelemaekers-Chalanoglu-Castillejo, con il belga che si sposta sulla fascia sinistra per far spazio allo spagnolo. In difesa, Pioli deve affidarsi all’esordiente Gabbia di fianco al più esperto Kjaer

Lo Shamrock Rovers risponde con un 3-5-2 maggiormente prudente rispetto al 3-4-3 che il tecnico Bradley è solito proporre. Bryne, probabilmente il più talentuoso dei suoi, arretra la sua posizione in mediana, offrendo maggiore densità in mezzo al campo per poter ripiegare più agevolmente sui trequartisti del Milan.

E’ proprio Bryne il giocatore che riesce a sfruttare le uniche pecche del centrocampo milanista, ovvero l’eccessiva sufficienza con la quale Bennacer e Kessie affrontano i mediani irlandesi, trovandosi a perdere palla in qualche occasione. Dopo i primi 15 minuti di gioco, però, il Milan riesce ad alzare costantemente il baricentro, costringendo lo Shamrock a schiacciarsi a ridosso della propria area. Il centro di gravità della manovra rossonera è Zlatan Ibrahimovic: il centravanti svedese raccoglie e scarica per i propri compagni, come un pivot nel basket. Per rimanere in tema di metafore cestistiche, se Ibra è il pivot, Chalanoglu è il playmaker avanzato di questa squadra. Il turco agisce splendidamente in fase di rifinitura, verticalizzando per i compagni accorrenti e cercando in più occasioni la conclusione dal limite. E’ proprio da un suo passaggio illuminante in profondità per Ibra che il Milan trova la rete del vantaggio.

Shamrock Rovers-Milan (0-2): analisi tattica e considerazioni
Il recupero palla alto del Milan da cui nasce il vantaggio rossonero

Tutto nasce dal disturbo di Ibra sul difensore avversario. Ne approfitta Theo Hernandez, che, in poszione molto avanzata, intercetta la palla favorendo il recupero di Chalanoglu, già pronto a ricevere sullatrequarti.

Secondo tempo: Milan padrone del campo

La prima frazione di gioco fa solo da preludio al monologo rossonero nel secondo tempo. I rossoneri portano stabilmente i due terzini nella metà campo avversaria, allargando le fitte maglie dello Shamrock e facendo spazio per gli inserimenti centrali. Alla spinta dei trequartisti laterali, che a turno riempiono l’area, si aggiunge quella di Frank Kessie. L’ivoriano riesce a sganciarsi più frequentemente dalla sua zona di competenza, arrivando a creare pericoli nell’area di rigore irlandese. Da una sua incursione nasce il raddoppio rossonero, con Chalanoglu che raccoglie lo scarico dietro di Saelemaekers e, aprendo il destro, trafigge Mannus dal limite dell’area. Il turco corona una prestazione perfetta, insieme a quella di molti compagni.

A questo punto la partita ha ben poco da dire, se non per gli ingressi dei nuovi arrivati Tonali e Diaz. I due vanno a prendere, rispettivamente, i posti di Bennacer e Chalanoglu, senza alterare lo scacchiere tattico di Pioli. Se per il giovane centrocampista italiano appare scontato che questo sarà il suo ruolo nella stagione appena iniziata, maggiore curiosità suscita l’impiego dell’ex Real Madrid. Diaz, infatti, può svariare su tutta la trequarti, offrendo più soluzioni ai rossoneri.

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