Siviglia-Roma (5-2 dcr): analisi tattica e considerazioni

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Sono stati necessari i calci di rigore per decretare la vincente dell’Europa League nella finale di Budapest tra Siviglia e Roma, di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. Dalla lotteria degli 11 metri hanno la meglio gli spagnoli, che si aggiudicano così il trofeo per la settima volta nella loro storia. Non sono bastati i regolamentari, conclusisi sull’1-1 con un gol per tempo firmati da Dybala (35′) e da una sfortunata autorete di Mancini (55′), né i supplementari, con un recupero complessivo record di 26 minuti. Determinante in negativo per i giallorossi è l’essere arrivati ai penalty con tutti i propri migliori battitori ormai in panchina. Carissimi gli errori dello stesso Mancini e di Ibañez. Decisivo per gli andalusi, invece, Montiel, il cui tiro originario, parato da Rui Patricio, è stato ripetuto per ordine del VAR. 

Andiamo allora a ripercorrere quanto successo in quest’intensa finale tra Siviglia e Roma attraverso gli spunti più interessanti e gli elementi-chiave dell’analisi tattica. Prima, però, diamo uno sguardo alle scelte di formazione dei due allenatori.

Mendilibar si affida al suo 4-2-3-1. Bono tra i pali, linea difensiva con la coppia centrale Gudelj e Badé e sulle corsie Jesús Navas a destra e Telles a sinistra a sostituire lo squalificato Acuña. In mediana agiscono Rakitić e Fernando. L’unica punta è En-Nesyri, assistito alle spalle dal tridente di trequartisti con Gil, Torres e Ocampos.

Siviglia-Roma (5-2 dcr): analisi tattica e considerazioni
La formazione titolare del Siviglia con una maglia speciale: la dedica al loro ex compagno di squadra Sergio Rico.

I giallorossi si dispongono, invece, con un 3-5-2. Rui Patricio in porta, difesa titolare con Smalling centrale e i due braccetti Mancini e Ibañez. Matić gestisce i ritmi in mezzo al campo, affiancato da Cristante e Pellegrini, stasera in veste di mezz’ala sinistra. A tutta fascia corrono da un lato Spinazzola e dall’altro Çelik. Davanti, spazio alla coppia Abraham-Dybala.

Analisi tattica Siviglia-Roma, primo tempo: i giallorossi sono vivi e chiudono in vantaggio

Chi si aspetta un copione scontato per l’analisi tattica di Siviglia-Roma, con gli spagnoli dominatori assoluti del campo e giallorossi trincerati in area a protezione della propria porta, si sbaglia di grosso. O almeno se consideriamo la prima frazione. Seppur gli andalusi, per caratteristiche tecniche e filosofiche, facciano prevalere il possesso palla alla continua ricerca del predominio territoriale, la squadra di Mourinho tiene bene il campo, ritagliandosi anche le proprie occasioni.

In fase di non possesso, i capitolini si sistemano con un compatto 5-3-2. Le punte prendono in consegna i due centrali, mentre Pellegrini, in prima battuta, scherma Fernando, con Cristante a uomo su Rakitić. Per forza di cose, gli spagnoli sono dirottati a costruire le proprie trame sugli esterni. In particolare, la corsia di destra è quella più propositiva grazie alla velocità e alla costante spinta di Navas e all’intraprendenza di Ocampos. Spinazzola e Ibañez riescono però a limitare i danni, anche grazie al sostegno di Pellegrini, chiamato, in seconda battuta, a scivolare sull’esterno per dar manforte. Minori pericoli arrivano invece da sinistra, dove Gil, venendo dentro al campo, lascia spazio a Telles, ben contenuto da Çelik.

Siviglia-Roma (5-2 dcr): analisi tattica e considerazioni

Nonostante dunque la superiorità in termini di palleggio, l’atteggiamento prudente, compatto, ma anche determinato della Roma riesce a neutralizzare alcune fonti-chiave del gioco andaluso. Prima fra tutte, appunto, Rakitić, ma anche lo stesso Gil.

Analisi tattica Siviglia-Roma: le armi giallorosse

In fase di possesso, invece, la tattica della Roma è diametralmente opposta a quella del Siviglia, ma come vedremo a breve nella nostra analisi, si rivela decisiva. Con i centrocampisti presi a uomo, spetta ai tre centrali il compito di impostare. Dovendo bypassare la linea mediana, si ricorre ad immediate verticalizzazioni che hanno come destinatari o Spinazzola, molto alto e largo a sinistra, o Abraham in profondità o, ancora, Dybala, defilato sulla destra. Si tratta questa di una posizione molto fastidiosa per gli spagnoli, che non riescono a prendere le misure alla Joya. Con Telles molto alto, l’argentino si ritrova spesso in situazione di uno contro uno con Gudelj, in evidente affanno nel contenerlo.

Il playmaker della squadra è Mancini, che si rende protagonista anche dell’assist della rete che sblocca la partita al minuto 35. Nasce tutto da una palla recuperata a centrocampo da Cristante e ripulita con una perfetta assistenza in verticale dell’ex difensore dell’Atalanta. Dybala, ritrovatosi in posizione centrale sugli sviluppi dell’azione precedente, s’infila tra Navas e Badé e fulmina Bono con un mancino all’angolino.

Siviglia-Roma (5-2 dcr): analisi tattica e considerazioni
Il gol di Dybala che sblocca la finale.

È un vantaggio meritato quello della squadra di Mourinho per l’ottimo atteggiamento e l’alto livello di concentrazione mantenuto per tutto il primo tempo. Se Dybala si rende decisivo col gol, Matić fa valere invece tutta la sua esperienza e la sagacia tattica, garantendo ordine ed equilibrio.

Analisi tattica Siviglia-Roma, secondo tempo: ripresa d’assalto per gli spagnoli

L’analisi tattica della seconda frazione di Siviglia-Roma si apre con un immediato doppio cambio tra le fila andaluse. Mendilibar manda dentro i due uomini che hanno cambiato la semifinale di ritorno contro la Juventus, Lamela e Suso. Escono gli impalpabili Gil e Torres. 

Siviglia-Roma (5-2 dcr): analisi tattica e considerazioni

La partita cambia, i nuovi innesti consentono agli spagnoli di essere più vivaci e di poter contare su giocate diverse. L’argentino va a collocarsi sulla sinistra, mentre l’ex milanista parte alle spalle di En-Nesyri, ma s’inverte nel corso dell’azione con Ocampos, che tagliando da destra, va diretto ad attaccare l’area di rigore. Con un saltatore aggiunto, la soluzione maggiormente ricercata dagli andalusi divengono i cross dal fondo.

La Roma può contare sulla struttura fisica e sull’abilità nel colpire di testa dei propri centrali. Smalling domina nei duelli aerei, ma gli assalti continui del Siviglia finiscono per fare breccia. Al minuto 55, un traversone nel cuore dell’area dalla destra di Navas incontra la sfortunata deviazione di Mancini che manda la palla alle spalle di Rui Patricio.

Siviglia-Roma (5-2 dcr): analisi tattica e considerazioni

Riagguantata la parità, la squadra di Mendilibar si riversa in avanti alla ricerca del sorpasso. Il dominio e il controllo sono ora totali da parte dei suoi, con i giallorossi che ormai non riescono più a tenere il pallone né a uscire in maniera fluida. Abraham viene ricercato con palle lunghe profonde che però sono facile preda della difesa avversaria, vista la solitudine in cui versa inglese.

Il Siviglia può ora contare su due coppie di esterni che costringono la Roma a difendersi bassa e a non poter più aggredire in avanti. Rakitić si mette finalmente in partita, divincolandosi dal traffico centrale e portandosi in una posizione più arretrata sul centro-sinistra. Quasi a comporre una difesa a 3 in fase di prima costruzione. Cristante non lo segue più ovunque per non sguarnire la sua zona di competenza e così gli spagnoli ritrovano il loro miglior palleggiatore.

Il calo fisico relega la Roma a sole occasioni da palla inattiva

Le energie tra i giallorossi cominciano a scarseggiare, soprattutto nel reparto avanzato. In meno di 10 minuti, tra il 67′ e il 74′, sia Dybala che Abraham devono abbandonare il terreno di gioco. Il primo viene rimpiazzato da Wijnaldum, con conseguente avanzamento di Pellegrini da seconda punta. L’inglese, invece, viene sostituito da Belotti.

La Roma cerca di sfruttare la freschezza, ma soprattutto le caratteristiche del nuovo attaccante, appoggiandosi ripetutamente su di lui con palle alte. L’ex Torino fa il possibile per tenere botta e guadagnare anche solo pochi metri o semplicemente per tenere palla e far respirare la squadra. Non a caso, le uniche opportunità per la Roma che dobbiamo segnalare a questo punto dell’analisi tattica arrivano da palle inattive, dove può far valere una maggiore fisicità rispetto al Siviglia.

Nel finale, gli uomini di Mourinho cercano di recuperare un minimo di lucidità e compattezza per non lasciarsi dominare dal palleggio spagnolo. La parità comunque persiste e si rendono necessari i supplementari.

Analisi tattica Siviglia-Roma: i tempi supplementari e i rigori

Nella successiva mezz’ora di gioco, i protagonisti indiscussi dell’analisi tattica di Siviglia-Roma divengono l’equilibrio e l’acido lattico, che fa vittime da ambo le parti. Gli andalusi continuano a fare la partita, ma il loro possesso è più orizzontale, soprattutto con l’uscita dei due terzini titolari. I loro sostituti, Rekik e Montiel, infatti, hanno minore propensione offensiva, per cui l’unica strada per costruire la superiorità numerica è affidarsi all’estro dei trequartisti, ingabbiati tra le maglie giallorosse.

Tra agonismo che sale, contatti duri, infortuni e proteste, la partita procede in maniera sempre più spezzettata. Mourinho deve mandare dentro prima Zalewski per Çelik. Poi, nel secondo tempo supplementare, anche Llorente ed El Shaarawy per Spinazzola e Pellegrini. Infine, si arrende ai crampi anche il guerriero Matić, rimpiazzato da Bove. Dopo 11 minuti di recupero e una parità ancora persistente, si va ai calci di rigore.

Entrambe partono bene con Ocampos e Cristante. Lamela non fallisce la sua conclusione, mentre Mancini si fa parare la sua, calciando troppo centrale. Rakitić, invece, è chirurgico e aumenta il vantaggio spagnolo. Ibañez complica ulteriormente la faccenda spedendo il pallone sul palo. Rui Patricio riaccende la speranza, parando il tiro di Montiel. Il VAR richiama però l’arbitro Taylor e ordina la ripetizione del penalty. Al secondo tentativo l’argentino fa centro e accende la festa spagnola.

Siviglia-Roma (5-2 dcr): analisi tattica e considerazioni

Le considerazioni finali sulla finale di Europa League

Al termine di questa analisi tattica di Siviglia-Roma vanno fatti i complimenti ai vincitori e vanno riconosciute loro una grande forza d’animo e la caparbietà. Virtù che gli spagnoli hanno saputo mettere in campo spesso in questo cammino di Europa League, viste le tante volte in cui la squadra, ritrovatasi in situazione di svantaggio, non si è mai data per vinta. Anzi, ha saputo reagire con forza e fermezza, riuscendo a recuperare e ribaltare, senza perdere le proprie certezze.

Quanto ai giallorossi, c’è sicuramente il rammarico per essere arrivati ai rigori privi dei loro migliori tiratori. Alla fine, si ritrovano a calciare dei difensori, con Belotti relegato alle ultime conclusioni. La squadra di Mourinho ha comunque saputo tener testa ad una squadra tecnicamente valida, con ottime individualità e che cerca sempre di dominare l’avversaria col palleggio insistito, da buona scuola spagnola. Le armi sono state quelle solite: solidità, compattezza, pragmatismo, dimostratesi in Europa valide e costruttive.

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