
A meno di una settimana e 90 minuti o poco più dalla gara di ritorno, la Juventus Women si ritrova con un piede e tre quarti nella League Phase della prossima Champions League grazie al netto successo per 3-0 nella sfida d’andata dell’ultimo turno preliminare sul campo del St Pölten, griffato da Rosucci e da una doppietta di Tatiana Pinto. Le bianconere hanno fornito una grande prova in terra austriaca, legittimando la propria superiorità e costruendo un vantaggio piuttosto robusto e solido che agevola nettamente il compito in vista del match di Biella in programma il prossimo 2 settembre. Un’ottima prestazione di squadra, in cui a brillare sul piano offensivo per una notte non sono le attaccanti.
Due reti della trequartista portoghese, ad aprire e chiudere i giochi, e, nel mezzo, il capolavoro della veterana piemontese. Proprio su quest’ultima vogliamo soffermarci in questo nostro approfondimento. Rosucci, infatti, gol a parte, si è resa protagonista di una prova impeccabile che ha rasentato la perfezione. E com’è da sempre nel suo stile, con quell’estrema semplicità che talvolta sa sublimarsi in grandezza.
St Pölten-Juventus Women: la partita di Martina Rosucci
Come ormai accade da un po’ di tempo a questa parte e sembra sempre più confermato dall’approdo di Guerrero, anche nella gara della Juventus Women contro il St Pölten, Rosucci è stata schierata in difesa. Centrale della linea a 3, come leader, con Salvai e Lenzini ai suoi lati a comporre una retroguardia tutta italiana. Ultimo baluardo a guardare le spalle alle compagne, ma anche primo pilastro per la costruzione dal basso. La partita della classe 1992 è stata pressoché totale sui due lati del campo.
Il suo lavoro in copertura e chiusura è stato eccellente, da difensore navigato. Nessun pericolo procurato, nessuna sbavatura. Una prestazione di una sicurezza e solidità impressionanti, fatta di continui recuperi, gioco vincente in anticipo e con la capacità di trasformare ogni potenziale azione avversaria in una possibile transizione per le bianconere. Nessun pallone sprecato frettolosamente, ma impegno continuo nel mantenere ordine e rigore alla manovra. E poi, perché certi istinti non potranno mai essere vinti dal alcun ridimensionamento tattico, quel pizzico di spinta e propensione in avanti alla ricerca della porta.
Ci prova già all’inizio con una conclusione da fuori al termine di un lungo sviluppo da palla inattiva, ma il pallone finisce alto al di sopra del bersaglio. Non è un problema, anzi, solo un’avvisaglia. L’avvertimento di un piede piuttosto caldo e pronto a tornare a colpire. Ed ecco che al minuto 38 si manifesta la meraviglia. Conduzione palla dalle retrovie senza particolare opposizione e sfida della difesa raccolta: botta secca da oltre 30 metri che s’insacca in rete, sorprendendo e beccando impreparata Schlüter, che può solo raccogliere la sfera alle proprie spalle.
Non siamo ancora al tramonto del primo tempo, ma il raddoppio di Rosucci indirizza già la partita contro il St Pölten abbondantemente dalla parte della Juventus Women.
La certezza della capitana per tutta la squadra
Il gol meraviglioso (il terzo nella massima competizione continentale per lei) realizzato alla “NÖ Arena” che ha contribuito al lato successo della Juventus Women sul St Pölten è stato, come abbiamo visto, soltanto la ciliegina su una torta dolce e succulenta quale è stata la prestazione di Martina Rosucci. Il tutto impreziosito dalla fascia di capitana indossata dalla numero 8 bianconera. Una gara perfetta nella sua interpretazione e gestione, condotta con grande essenzialità se si guarda agli aspetti puramente tecnici e tattici. In realtà, però, l’ex centrocampista del Brescia ha dato molto di più ciò che balza all’occhio sul rettangolo verde. In queste uscite ufficiali in campo internazionale, la Vecchia Signora, nonostante avversarie sempre alla sua portata e a differenza invece di quanto mostrato durante la preparazione con un pre-campionato strabordante, è apparsa spesso insicura, come necessitante di certezze.
La condizione atletica ancora non al top e il nuovo progetto tecnico inevitabilmente incidono, senza calcolare che il club, visto il prestigio che intende mantenere e gli standard (anche economici) importanti che deve raggiungere, non può permettersi di rinunciare ad una competizione così importante come la Champions League. A maggior ragione dopo l’ultima annata in chiaroscuro, che ha costretto le bianconere a passare da diversi turni preliminari per guadagnarsi anche quest’anno un posto tra le migliori 18 d’Europa. In questa cornice, le ragazze di Guerrero hanno ottenuto 3 fondamentali successi in altrettante sfide, ma le prime 2 attraversando non poche difficoltà. Non soltanto tecniche, ma anche propriamente emotive. Problematicità non emerse, però, in terra austriaca.
L’esempio che trasforma la semplicità in grandezza
L’esempio di Martina Rosucci è stato in tal senso fondamentale. La calma con cui ha approcciato e condotta la gara, i tempi dettati – sia della manovra che del pressing – la sicurezza infusa a tutta squadra, permettendole di tenere il baricentro costantemente alto e volto alla metà campo avversaria, la dimostrazione che un pizzico di sana follia può essere ripagato hanno avuto un impatto notevole sulla prestazione della Vecchia Signora dal punto di vista mentale.
Un ostacolo insormontabile per le avversarie, piedi affidabili per custodire il pallone nelle zone calde del campo, dove ogni errore può costar caro e quel costante mettersi a disposizione delle esigenze delle compagne. La squadra ha viaggiato con tutt’altra sicurezza, mossa dall’esempio della propria capitana e leader, che ha trasformato in grandezza la consueta prova fatta di semplicità ed essenzialità, come solo chi riesce a incarnare quel DNA bianconero, impresso dopo tanti anni di battaglie con questa maglia addosso, sa fare. Martina Rosucci è una giocatrice chiave per la sostanza e l’equilibrio che garantisce e per questo è spesso lontana dai riflettori più luminosi della gara. Per una notte, però, si è presa la scena. Con merito e a modo suo, mettendo lo zampino in un momento già fondamentale della stagione della Juventus.
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