Südtirol, con Bisoli il rendimento è da promozione in A

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Südtirol Bisoli promozione

L’arrivo di Pierpaolo Bisoli sulla panchina del Südtirol, a inizio settembre, è stato decisivo per invertire la rotta dell’andamento stagionale del club altoatesino, che, alla sua prima stagione in Serie B, è passato dalla rincorsa ad una difficile salvezza al sogno della clamorosa promozione in Serie A. Dopo le prime 2 gare di Serie B perse contro Brescia (2-0) e Venezia (1-2) e il conseguente esonero di Zauli, tecnico che era stato scelto per succedere a Javorčić ed accompagnare i biancorossi nella loro prima stagione in cadetteria, il Südtirol aveva infatti perso anche la 3ª di campionato, contro la Reggina (4-0), sotto la guida dell’allenatore in seconda Leandro Greco.

Südtirol, con Bisoli il rendimento è da promozione in A

La dirigenza ha quindi deciso di ingaggiare come nuovo allenatore proprio Bisoli, mister emiliano classe 1966 con una decennale esperienza in Serie B e alcune stagioni in A vissute sulle panchine di Cagliari, Bologna e Cesena. Con la nuova guida tecnica, il rendimento del club è cambiato vistosamente, dal momento che, nelle successive 10 uscite, il rendimento è stato di 5 vittorie (fra cui quella per 1-0 contro il blasonato Parma), 5 pareggi e nessuna sconfitta. Tali risultati hanno portato i biancorossi al momentaneo 8º posto in classifica (valido per i playoff) con ben 20 punti. Negli ultimi 10 turni di Serie B, solo il Frosinone ha avuto un ruolino di marcia migliore, con 8 successi e 2 sconfitte.

I recenti segnali lanciati dal Südtirol fanno dunque volare in alto i sogni dei tifosi, fino a lambire la speranza di una inaudita promozione in Serie A. Un risultato sportivo incredibile per una squadra che, nata in una piccola frazione di Bressanone meno di 50 anni fa, è ormai diventata il simbolo calcistico di un’intera regione.

La storia del Südtirol: da Milland al sogno della promozione in Serie A con Bisoli

Dalla Terza Categoria al professionismo: la fondazione dello Sport Verein Milland e la rivoluzione di Josef “Sepp” Insam

Le origini del club sono infatti da far risalire alla fondazione, nel 1974 dello Sport Verein Milland”, una polisportiva sorta nel quartiere omonimo di Bressanone per iniziativa di un gruppo di giovani calciatori che non riuscivano a trovare spazio nelle rispettive società d’appartenenza e dell’assicuratore Ubald Comper. Dopo le prime stagioni di sola attività del settore giovanile, nel 1977 il Milland si iscrisse per la prima volta in FIGC, alla Terza Categoria di Bolzano. I colori sociali del club erano, inizialmente, giallo e nero.

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Il Südtirol-Alto Adige nel 1995/96.

Negli anni successivi, gli altoatesini non disputarono tutti i campionati, ma nel 1983 riuscirono finalmente ad ottenere la promozione in Seconda Categoria trentina. Fu il primo passo di una rapida ascesa che li porterà, nel 1991, ad arrivare in Eccellenza. Uno dei protagonisti della scalata fu Josef “Sepp” Insam, importante dirigente e a più riprese allenatore della prima squadra del Milland. Nel 1994 la squadra spostò la propria sede amministrativa a Varna, e lo stesso Insam propose di modificare la denominazione del club con l’obiettivo di renderlo il punto di riferimento calcistico non solo del piccolo quartiere di Bressanone in cui era nato, ma di tutto l’Alto Adige.

Tuttavia, la proposta di “Sepp” non fu approvata dai soci, e il dirigente si dimise dai suoi ruoli. Forse non solo per caso, l’anno successivo il Milland interruppe la propria striscia positiva, e nel 1995 retrocesse in Promozione. Soltanto dopo aver riaccolto Insam all’interno dei quadri dirigenziali ed aver cambiato colori sociali (furono scelti il bianco e il rosso, i colori della bandiera tirolese) e nome del club (ormai scisso dalla società madre) in Football Club Südtirol-Alto Adige”, gli altoatesini poterono riprendere nella stagione 1995/96 la loro ascesa. Fu così che, all’inizio del nuovo millennio, il Südtirol-Alto Adige fece il suo ingresso ufficiale nel calcio professionistico, qualificandosi per la Serie C2 2000/01.

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Josef “Sepp” Insam.

Il Südtirol nel calcio professionistico: dalla Serie C2 alla promozione in Serie B

Dopo ben 21 anni, una squadra altoatesina tornava ufficialmente nel calcio professionistico italiano (l’ultimo era stato il Bolzano, retrocesso nel 1979/80 in Serie D). Con il passaggio al professionismo, si resero necessarie ulteriori modifiche: la denominazione venne nuovamente modificata nel nome attuale Fussball Club Südtirol” e i biancorossi cominciarono a giocare le gare interne allo stadio “Druso” di Bolzano, città in cui vennero spostate anche le sedi amministrativa e legale (quest’ultima ufficialmente solo nel 2011) del club. Dopo 10 campionati in Serie C2, al termine della stagione 2009/10 il Südtirol ottenne la promozione nella Prima Divisione della Lega Pro.

Südtirol, con Bisoli il rendimento è da promozione in A
Il nuovo stemma del Fussball Club Südtirol dopo il cambio di denominazione.

Nonostante la retrocessione dell’anno successivo (evitata grazie ad un ripescaggio), i biancorossi consolidarono la propria presenza nel terzo livello del calcio professionistico italiano, raggiungendo per ben 6 volte i play-off fra il 2010/11 e il 2020/21. Sulla panchina del Südtirol si sono alternate in questi anni figure di discreto spessore del calcio italiano, come Giovanni Stroppa, Stefano Vecchi, Lorenzo D’Anna e Paolo Zanetti. Tuttavia, solo al termine della scorsa stagione i tirolesi – agli ordini del nuovo tecnico Ivan Javorčić – sono riusciti nell’impresa di ottenere la qualificazione in Serie B, vincendo il girone A di Serie C.

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La festa del Südtirol per la storica promozione in Serie B.

Si è trattato di un evento sportivo storico per il Trentino-Alto Adige, in quanto il Südtirol è stato il primo club altoatesino a raggiungere il secondo livello del calcio italiano, da quando la Serie B è a girone unico. I biancorossi, però, non intendono smettere di sognare, e i loro risultati da quando Bisoli siede in panchina lo dimostrano: la promozione in Serie A del Südtirol, ora, sembra davvero possibile.

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