Torino-Juventus (0-1): quali segnali dai bianconeri?

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Torino Juventus

Dalla impalpabile sconfitta contro il Milan all’umiliante tracollo in terra israeliana, dal ritiro forzato al successo nel derby. La prima metà di ottobre della squadra di Allegri è costellata, come ormai consuetudine da qualche stagione, da prestazioni che oscillano tra il dolore e la noia e risultati altalenanti, sovente deludenti. Contro il Torino, però, la Juventus ha dato qualche flebile segnale, ritrovando quanto meno una vittoria che proietta i bianconeri all’ottavo posto in classifica. A 6 lunghezze dalla zona Champions e a -10 dalla vetta. Il buon risultato non può però bastare a lasciare tranquilli i tifosi della Vecchia Signora, consci che da un momento all’altro i propri beniamini possano inciampare nuovamente. Pertanto, mantenendo una linea riflessiva ottimista, ma senza mai perdere il filo della lucidità e del raziocinio, proviamo ad analizzare le poche liete impressioni emerse dall’ultimo turno di campionato dei bianconeri. 

Torino-Juventus: le (poche) note liete per i bianconeri

Per trovare gli aspetti più positivi (e importanti, nell’ottica di Allegri) per la Juventus lasciati in eredità dalla sfida contro il Torino dobbiamo partire dal risultato. Questo ci fornisce due banalissime, ma essenziali constatazioni. In primis, ci parla di una vittoria, e già questa è una notizia. Celebrare così tanto un successo non è da club che dell’ossessione per la vittoria ha fatto la sua ragion d’essere. Eppure, in questa sconsiderata annata, quello nel derby è solo il quarto trionfo in 10 partite di campionato per i bianconeri.

Tra l’altro, il primo in trasferta! Una vera e propria manna dal cielo che sfama dalla carestia di gioie. Capirete bene, dunque, perché ci teniamo a sottolineare che la conquista dei 3 punti rappresenta, in questo caso, un dettaglio tutt’altro che trascurabile! In secundis, la Juventus è riuscita a mantenere la porta inviolata, al netto, a onore del vero, di un Toro piuttosto spuntato e a secco di opzioni in attacco. Una circostanza capitata solo nella metà dei match di Serie A. Nessun clean sheet, invece, in Champions League. Infine, il successo contro i granata è anche l’unico di misura, o di corto muso, come suole ripetere, compiacendosi di questa sua specialità, il tecnico livornese

Torino-Juventus (0-1): quali segnali dai bianconeri?

Ora, sarcasmo a parte, è chiaro che non basta una semplice vittoria per decretare la fine del periodo buio dei bianconeri. Né tanto meno va esaltata la bontà del ritiro. Una soluzione che tra la poca condivisone del gruppo-squadra e la brevissima durata, si è dimostrato essere più una sanzione-punizione temporanea che non un momento di riflessione per imboccare tutti insieme la direzione giusta. Al di là di tutto, però, qualche buona indicazione per i bianconeri in Torino-Juventus c’è stata davvero. In particolare, da alcuni uomini-chiave.

Piccoli segnali dalla squadra di Allegri

Rimanendo ancora solo per un istante focalizzati sul tabellino del match, ecco che scorgiamo uno dei giocatori più attesi di Torino-Juventus. Si tratta, ovviamente, di Dusan Vlahovic, match-winner e faro sfavillante che illumina il “derby della Mole”. Il centravanti serbo, oltre a regalare i 3 punti ai suoi, si batte e combatte su ogni pallone, facendo risorgere quello spirito guerriero che gli è proprio. Se fino a questo momento si è parlato tanto dei pochissimi palloni toccati ogni sacrosanta partita, contro i granata il numero 9 ha saputo rifarsi con gli interessi.

Primo, unico e solo punto di riferimento per i compagni, che lo cercano e lo servono in tutti i modi, quasi ossessivamente. Con palla lunga in profondità o sull’esterno, o addosso per far salire la squadra mentre sgomita col mastino Schuurs. Si muove, si fa vedere, si carica sulle spalle le difficoltà di un attacco che stenta a ingranare. A maggior ragione senza il valido supporto di Milik o Di Maria. Lui è il leone che ruggisce e dà la carica ai compagni. Suo il primo tiro in porta dei bianconeri, così come sua è la rete del trionfo, da vero rapace d’area di rigore. Una partita di ben diversa fattura rispetto agli errori tecnici di San Siro e allo spaesamento di Haifa.

Torino-Juventus (0-1): quali segnali dai bianconeri?
Il gol vittoria di Vlahovic nel derby contro il Torino.

A servirgli l’assist c’è l’altro protagonista del derby, uno silenzioso, un leader che mette faccia e carisma davanti a tutto e tutti, senza mai far mancare il suo apporto. Parliamo di Danilo, una delle poche fiamme sempre accese, ancorché fioca talvolta, nell’oscurità bianconera. Un jolly tattico, in grado di ricoprire qualsiasi ruolo pur di non far vacillare la Vecchia Signora. Un giocatore che se in attacco si vede poco, dietro fa sempre la differenza, mettendo una pezza dove compagni svogliati o fuori condizione fanno più danni degli avversari. Che si tratti della velocità di Radonjic, dell’energia di Karamoh o delle amnesie di Cuadrado poco importa. Lui è al posto giusto al momento opportuno. Con le giocate, ma anche, soprattutto, con l’esempio.

Torino-Juventus (0-1): quali segnali dai bianconeri?

Vittoria di misura contro il Torino: un precedente che può far ben sperare la Juventus?

Correva l’anno 2015. In una fredda serata di Torino, negli istanti finali del “derby della Mole”, Juan Cuadrado, su servizio di Alex Sandro, mette a segno la rete della vittoria, trascinando la Juventus fuori da un profondo baratro. Sette stagioni dopo, il sentore di un dolce déjà vu. Obiettivamente, però, né la cabala, né i corsi e ricorsi storici possono scrivere le pagine del futuro. Che sia la vita o il calcio, cambia poco. Per avere una prova servono almeno 3 indizi. E finora i bianconeri non sono mai andati oltre i due successi consecutivi.

Per cui, per decretare la rinascita dalle proprie ceneri, devono continuare a lavorare giornata dopo giornata con umiltà e sacrificio. Ripartendo dalle poche certezze rimaste. Un centravanti talentuoso, un leader difensivo di spessore morale, giocate semplici e pragmatiche. Vincere aiuta a vincere e mattoncino su mattoncino, la Juventus costruirà la scala che la riporterà in alto, ritrovando sé stessa e il proprio DNA.

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