Torino-Parma (1-1): analisi tattica e considerazioni

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Si è concluso con il punteggio di 1-1 Torino-Parma, prima partita della Serie A post Covid-19: all’ “Olimpico Grande Torino” si è giocato il primo recupero della 25esima giornata, una gara piacevole e caratterizzata da un buon ritmo nonostante lo stop forzato di oltre cento giorni. I granata sono riusciti a guadagnare il primo punto dopo sei sconfitte consecutive e il primo della gestione Longo seppur con l’amaro in bocca viste le occasioni sciupate. La classifica resta ancora preoccupante con la zona retrocessione a soli tre punti mentre per il Parma un buon punto che avvicina la zona Europa a tre lunghezze.

Longo schiera i suoi con un camaleontico 4-4-2 che in fase offensiva si trasforma in un 3-4-3: Sirigu in porta; difesa composta da De Silvestri, Izzo, N’koulou e Bremer; a centrocampo sulle fasce Edera e Berenguer mentre in mezzo in coppia con Rincon c’è Meitè; in attacco il duo Zaza-Bellotti. Il jolly è Simone Edera abile ad abbassarsi e garantire copertura in fase di non possesso ma soprattutto bravo ad inserirsi in area nelle azioni offensive dei granata, fungendosi da terzo attaccante.

D’Aversa risponde con il classico 4-3-3: al rientro tra i pali c’è Sepe, solita difesa con Darmian, Iacoponi, Bruno Alves e Gagliolo; Scozzarella in cabina di regia affiancato da Kucka e Kurtic e in attacco tridente pesante con Gervinho e Kulusevski a supporto del bomber Cornelius.

Primo tempo: partenza super dei granata ma il Parma risponde con il gol del pari

Torino-Parma (1-1): analisi tattica e considerazioni

Un Toro molto vivo soprattutto nella prima parte del primo tempo grazie a questa nuova svolta tattica studiata nelle ultime settimane da Moreno Longo. Le continue incursioni sulle fasce da parte di De Sivestri e Berenguer creano parecchi grattacapi ai ducali tanto da portarsi in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 15’ con N’Koulou. Il Parma, subito il gol, riesce a reagire e a ritrovare il suo gioco subendo meno la fisicità e il pressing degli uomini di Longo: verso la mezz’ora i crociati crescono e iniziano a creare potenziali opportunità con Kulusevski e Gervinho. Proprio da un’azione dell’ivoriano nasce il pareggio di Kucka che con un tiro secco piega le mani a Sirigu. Buona reazione degli uomini di D’Aversa che si portano negli spogliatoi con il risultato in parità.

Secondo tempo: Belotti spreca, il Toro preme ma non riesce a vincere

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La ripresa inizia subito con l’episodio principale della gara: Belotti si fa ipnotizzare da Sepe e sbaglia il penalty del possibile 2-1. Il Torino però non si disunisce, cerca sempre il gioco sulle fasce e la velocità per mettere in difficoltà la difesa ducale. Il Parma si difende con ordine e quando può cerca di colpire in contropiede con le sue frecce. I ritmi di gara sono piacevoli e le due squadre si affrontano a viso aperto combattendo a centrocampo dove la tanta quantità granata sbatte contro il palleggio degli uomini di D’Aversa. A quindici minuti dalla fine bella azione del Toro con un cross perfetto per Edera che tutto solo a centro area manda clamorosamente la sfera sul fondo.

Questa è l’ultima occasione della gara che evidenzia lo sforzo messo in campo dal Torino per ottenere i tre punti non arrivati per gli errori decisivi commessi dai propri attaccanti. Si è vista una squadra diversa, molto combattiva che vuole ottenere la salvezza al più presto; il Parma invece ha giocato una buona gara sfruttando più la qualità dei propri interpreti ma lasciando trapelare ancora una condizione fisica da migliorare.

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