Home estero Tottenham, con De Zerbi un avvio da dimenticare

Tottenham, con De Zerbi un avvio da dimenticare

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Tottenham, con De Zerbi un avvio da dimenticare

Roberto De Zerbi e il Tottenham si sono legati ufficialmente il 31 marzo 2026. Igor Tudor si è da poco dimesso con la squadra 17esima in classifica. Il tutto dopo aver vinto appena un anno prima l’Europa League nel derby inglese col Manchester United. Un finale di stagione travagliato in cui l’ex Sassuolo riesce a guidare alla salvezza gli Spurs, con appena due punti di vantaggio sui concittadini del West Ham. Un’annata vissuta sul filo del rasoio, da dover riscattare per riconquistare le posizioni di vertice. In tal senso, il mercato estiva sembra dare le risposte giuste. Uno su tutti l’arrivo di Sandro Tonali dal Newcastle, oltre a Mateus Fernandes proprio dagli Hammers, Omar Marmous (in prestito) e Savinho dal Manchester City e Andrew Robertson dal Liverpool, tra gli altri. Il tutto ha portato a una somma complessiva spesa di 320 milioni di sterline.

L’inizio della Premier League 2026/2027, però, è stato tutt’altro che indimenticabile. Il debutto al Community Stadium è stato di grande impatto: vittoria per 3-0 del Brentford senza discussione. La settimana dopo tra le mura amiche un 0-2 interno col Newcastle, nella sfida che ha visto Tonali fronteggiare il suo passato. A seguire, due pareggi insipidi a reti inviolate, contro Nottingham Forest ed Everton. Per concludere, la sconfitta per 2-3 con l‘Aston Villa. Arrivata, però, dopo essere stati in svantaggio di tre reti e una reazione decisamente troppo tardiva, con i sigilli di Conor Gallagher all’86’ e Jan Paul van Hecke al 98′. Perlomeno la squadra si è sbloccata a livello realizzativo, come hanno ironicamente osservato alcuni tifosi degli Spurs sui social. 

Oltre al danno, anche la beffa. Sì perché lo scorso 15 settembre si è consumata l’eliminazione al terzo turno in Carabao Cup. Il Liverpool di Areola è stato il carnefice, con un secco 3-1 che ha lasciato poco spazio alle interpretazioni. Con la FA CUP e una lotta salvezza da evitare, il cammino sembra in salita già a fine settembre. Con ultimo posto a braccetto coi concittadini del Fulham da risalire.

Tottenham-De Zerbi, ci sono i presupposti per proseguire?

A seguito della sconfitta contro i Villans dello scorso sabato l’allenatore bresciano ha così commentato la performance: “Mi assumo le responsabilità […]. Oggi sono deluso e triste perché non possiamo perdere così. La finestra di mercato è stata lunga e sono soddisfatto della squadra formata“. Non è effettivamente semplice spiegare perché i londinesi abbiano questa situazione di classifica. Una cosa è però certa: il gioco sembra lontano anni luce da quello che ammiravamo del De Zerbi al Sassuolo e al Brighton. Reparti sfilacciati, poche le transizioni, trame prevedibili e una difesa estremamente perforabile, al di là delle ottime individualità, come van de Ven e van Hecke. Più semplicemente, gli Spurs non sembrano essere ancora una squadra.

Quello che viene da chiedersi è se la società ha ancora intenzione di attendere. La sensazione è che un minimo di fiducia ci sia ancora, ma anche che sia inesorabilmente a tempo. Dalla parte del manager giocano i fattori giocatori nuovi e il buon lavoro della passata stagione, con la salvezza raggiunta con il rotto della cuffia. Dall’altra, però, resta in sottofondo la casella delle 0 vittorie in campionato e una situazione che sembra complicata.

Già il prossimo big match del 10 ottobre contro il Manchester United, altra nobile decaduta, potrebbe rappresentare la chiave di svolta per il futuro del Tottenham e di De Zerbi. Anche se, con il terzo allenatore in un anno, le parole di sfogo in conferenza stampa di Antonio Conte nel marzo 2023, dopo un pareggio col Souhtampton, sembravano un messaggio premonitore. “La storia del Tottenham è questa. Da 20 anni c’è lo stesso proprietario e non ha mai vinto nulla. Perché? La colpa è del club o degli allenatori in panchina? Si rischia di sfigurare la figura del manager per proteggere tutto il resto“.

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