Udinese-Milan (2-3): analisi tattica e considerazioni

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Il Milan passa in casa dell’Udinese nell’anticipo serale del sabato della giornata 21 di campionato, al termine di una partita rocambolesca della quale andremo a breve a svolgere l’analisi tattica. La squadra di Pioli approccia in maniera ottimale e passa in vantaggio con Loftus-Cheek con un’azione molto simile a quella che portò al gol Theo in Coppa Italia. Poi, però, in seguito allo spiacevole episodio capitato a Maignan, i rossoneri calano e i padroni di casa ne approfittano per agguantare il pareggio con una strepitosa giocata di Samardžić. Nella ripresa, i friulani confermano di essere più pronti e più dentro la partita e sfruttano le indecisioni della retroguardia ospite colpendo col neoentrato Thauvin. Anche il Diavolo può tuttavia contare su efficaci assi nella manica dalla panchina. E così, tra i minuti 83 e 93, prima Jović e poi Okafor completano una rimonta che vale 3 punti fondamentali.

Andiamo a ripercorrere la straordinaria storia tattica di questo Udinese-Milan attraverso la nostra analisi. Come sempre, però, cominciamo presentando le scelte di formazione dei due allenatori.

I padroni di casa scendono in campo col 3-5-2. Tra i pali ancora fiducia a Okoye, protetto dal terzetto difensivo guidato da Pérez, con Ferreira e Kristensen ai suoi lati. Sugli esterni agiscono Kamara ed Ebosele, mentre Samardžić e Lovrić fiancheggiano il centrale Walace. Davanti, il riferimento è Lucca con Pereyra a girargli attorno in supporto.

Gli ospiti rispondono col 4-2-3-1. In porta c’è Maignan, la retroguardia è composta in mezzo da Kjaer e Gabbia, con Calabria a destra e Theo che torna nella sua posizione originaria di terzino sinistro. A schermare la linea Adli e Reijnders. In attacco, Giroud è accompagnato dal tridente con Loftus-Cheek sotto punta e Leão e Pulisic larghi.

Analisi tattica Udinese-Milan, il primo tempo: ottimo avvio rossonero, ma i bianconeri rimangono vivi

L’analisi tattica di Udinese-Milan ci presenta due squadre con una diversa predisposizione di gioco. I friulani puntano tutto su intensità e ripartenze, per cui cercano di mantenere un assetto ordinato. In fase di non possesso, gli uomini di Cioffi si dispongono con un 4-4-2 in cui Samardžić a sinistra ed Ebosele a destra si alzano immediatamente sui terzini rossoneri. Dietro, invece, Kamara si allinea con i 3 difensori, dei quali Ferreira è il deputato ad aprirsi a destra come terzino. 

Quando bisogna ribaltare l’azione, invece, il riferimento primario è Lucca. Il centravanti sfrutta la sua fisicità, ma anche l’ottima tecnica per difendere e ripulire i palloni che gli arrivano. Da queste sue giocate dipende la manovra bianconera, che trova poi o in Pereyra, che svaria su tutto il fronte, agendo però quasi sempre esternamente, o nelle mezz’ali, che agiscono a supporto dell’ex Ajax, l’appoggio secondario.

Gli ospiti, d’altro canto, si adattano a questo schieramento degli avversari per individuarne i punti deboli. La squadra di Pioli vuole creare e sfruttare la superiorità numerica in mezzo al campo. Con Reijnders e Adli costantemente schermati dalle due punte friulane a inizio azione, sono i difensori ad impostare dal basso. Theo parte in una posizione piuttosto interna, come se fosse una mezz’ala aggiunta. Leão e Pulisic rimangono molto larghi, con quest’ultimo sostenuto anche dalle sovrapposizioni di Calabria. Questo modo di stare in campo costringe i centrocampisti dell’Udinese ad aprirsi o ad assorbire i movimenti degli esterni milanisti, scoprendo così la zona centrale.

Ed è proprio in questa dorsale dove gli ospiti riescono a sfondare grazie agli inserimenti di Loftus-Cheek o dello stesso terzino francese, oppure ai corridoi aperti per Giroud. Non a caso, poco dopo la mezz’ora, gli ospiti passano in vantaggio. Theo prende d’infilata Ebosele sulla corsia mancina, palla dentro e rimorchio perfetto del giocatore inglese, che centra l’angolino basso lontano.

Udinese-Milan (2-3): analisi tattica e considerazioni

L’interruzione della gara toglie ritmo al Milan

La perfetta lettura della partita da parte del Milan che ha aperto questa nostra analisi tattica della sfida contro l’Udinese lascia però spazio alla risalita friulana verso la fine del tempo. In particolare, alla ripresa delle operazioni, la squadra di Pioli perde intensità e concede maggiore campo ai padroni di casa. Questi sono bravi ad approfittarne e colpiscono al minuto 42.

Lucca prende ancora bene posizione sulla difesa e la sua sponda ravvicinata viene accolta da Samardžić. Il serbo si beve Kjaer con irrisoria facilità e fredda Maignan con un tiro mancino non potente, ma molto preciso. 

Udinese-Milan (2-3): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Udinese-Milan, il secondo tempo: protagonisti gli attaccanti subentrati

Il copione dell’analisi tattica di Udinese-Milan della ripresa si apre con entrambe le squadre che portano una grandissima intensità. Cioffi vuole cavalcare l’inerzia a favore dei suoi e rinforza la fase offensiva con l’ingresso di Thauvin al posto di Pereyra. L’agonismo porta la partita a perdere di qualità, con errori e continui capovolgimenti di fronte e fare da padroni. La mossa dell’allenatore toscano si rivela però azzeccata, perché è il francese a trovare la giocata giusta rovistando in questo disordine tecnico.

Al minuto 60, c’è spazio anche per Ehizibue e Payero, che rilevano Ebosele e Samardžić, e appena 120 secondi dopo ecco che i bianconeri ribaltano il risultato. L’ex Tigres UANL finalizza un’azione un po’ confusa, nella quale prima s’incarta, poi però ruba palla ad un Theo molto incerto e batte un Maignan ancora non irreprensibile.

Udinese-Milan (2-3): analisi tattica e considerazioni

Lo svantaggio dà il là a Pioli per modificare l’assetto offensivo della sua squadra affidandosi anch’egli alle risorse in panchina. Al 68′ manda dentro Okafor per Reijnders, arretrando Loftus-Cheek sulla linea di Adli e portando lo stesso attaccante svizzero alle spalle di Giroud. Nel frattempo, gli ospiti continuano a ballare terribilmente sia dal punto di vista tecnico che atletico. Gli errori sono tanti e aprono la strada a diverse ripartenze, potenzialmente mortifere, che però i bianconeri non concretizzano.

Al 75′ il tecnico emiliano completa la rivoluzione davanti inserendo anche Jović, assieme a Florenzi, per Calabria e Pulisic. Okafor viene spostato largo a destra, col serbo da punta aggiunta. Nell’Udinese, invece, Lucca fa spazio a Success.

Negli ultimi 10 minuti più recupero, il Milan si lancia in avanti, tornando a mettere grande pressione sulla retroguardia friulana come accadeva nella prima mezz’ora di gioco. Lo sforzo ripaga appieno. All’83’, Leão indovina la prima giocata della sua partita, innescando con una grande verticalizzazione il profondissimo taglio di Theo. Il francese trova in area Giroud, la cui conclusione deviata sbatte prima contro la traversa e poi balla sulla linea di porta. Il più lesto di tutti a fiondarsi è lo stesso Jović, che trova il pareggio.

Nell’extra-time, sugli sviluppi di una spizzata ancora di Giroud da calcio d’angolo, Ferreira perde totalmente Okafor. Lo svizzero può così controllare e bruciare Okoye per siglare il gol del definitivo 2-3.

Udinese-Milan (2-3): analisi tattica e considerazioni

Udinese-Milan, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Udinese-Milan con qualche riflessione. I bianconeri perdono una ghiotta occasione e subiscono la seconda rimonta consecutiva. Rispetto alla trasferta di Firenze, stavolta gli errori costano caro, perché non arriva neanche un punto. La squadra di Cioffi ha avuto sicuramente il merito di riprendersi dopo una mezz’ora di grandi difficoltà tattiche, ma non ha avuto la lucidità e il cinismo di azzannare la giugulare della partita subito dopo il gol di Thauvin, quando i rossoneri erano ancora visibilmente scossi. A Udine, comunque, i discorsi sportivi lasciano il tempo che trovano fino a quando i bianconeri sono sostenuti da un manipolo di incurabili imbecilli.

Grande prova di carattere invece per il Milan, che centra la quarta vittoria consecutiva in campionato e può godersi un’altra notte lì, aggrappata alle due teste di serie. Gli uomini di Pioli hanno il merito di averci creduto fino alla fine, portando a casa una partita che andava gestita meglio, visto il vantaggio, ma complicatasi poi a causa di un calo del livello d’intensità. Non a caso i due gol subiti arrivano proprio da un atteggiamento troppo molle del comparto difensivo. E, a proposito di reti incassate, questo rimane un dato che il tecnico emiliano deve registrare se vuole mantenere davvero viva la posizione dei suoi nella lotta Scudetto. Al momento, infatti, quella del Diavolo è la peggior difesa delle prime 7 della classifica.

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