UFFICIALE – Mandzukic annuncia l’addio al calcio

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All’età di 35 anni, dopo tanti trofei alzati, ma soprattutto tantissimi gol, Mario Mandzukic ha deciso di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo. Il centravanti croato ha annunciato il suo addio al calcio giocato attraverso una commovente lettera.

Caro piccolo Mario,
mentre indossi queste scarpe per la prima volta, non puoi nemmeno immaginare cosa sperimenterai nel calcio. Segnerai gol nelle fasi più importanti e vincerai i più grandi trofei con i più grandi club. Rappresentando con orgoglio la tua nazione, contribuirai a scrivere la storia dello sport croato.
Avrai successo perché avrai intorno a te brave persone: compagni di squadra, allenatori, tifosi e familiari, agenti e amici che saranno sempre lì per te. Sarai per sempre grato a tutti loro!

Soprattutto, avrai successo perché darai sempre il massimo. Alla fine, questo è ciò di cui sarai più orgoglioso. Ti sacrificherai molto, ma saprai che ne è valsa la pena a causa di tutti i momenti incredibili.
Riconoscerai il momento di ritirarti, di mettere questi stivali in un armadio e non avrai rimpianti. Il calcio farà sempre parte della tua vita, ma non vedrai l’ora che arrivi un nuovo capitolo.
Divertiti!
Il tuo grande Mario”

La carriera di Mandzukic: gli esordi in Croazia e il Wolfsburg

Cresciuto nelle giovanili del Marsonia nel ruolo di centrocampista, il classe 1986 esordisce in prima squadra nella stagione 2004/2005 mettendo a segno ben 14 reti in 23 match, e facendo già molto parlare di se. L’anno successivo infatti, viene ingaggiato dal NK Zagabria per poi dopo due anni, passare ai rivali della Dinamo. Con la maglia biancoblu vive tre stagioni da protagonista, esordendo sia in Champions League che in Coppa Uefa, registrando anche un bottino di 63 gol complessivi.

Nell’estate del 2010 per Mandzukic iniziano ad aprirsi diverse possibilità per giocare nei maggiori campionati europei. A credere molto nel potenziale dell’attaccante croato è il Wolfsburg guidato da Steve McClaren. Soffrendo inizialmente la concorrenza nello stesso ruolo di un già conosciuto Edin Dzeko, l’ex Dinamo Zagabria tende spesso a subentrare dalla panchina, giocando addirittura diverse gare come esterno d’attacco. Dopo la partenza del bosniaco e con l’arrivo di Felix Magath, Mandzukic riesce a ritrovare maggiore continuità giocando come punta centrale e sfruttando le sue qualità nel gioco aereo. I due campionati giocati con i Lupi sono più che positivi come dimostrano i 20 centri realizzati.

La chiamata del Bayern Monaco 

Diventato uno degli attaccanti più forti della Bundesliga e non solo, e dopo essersi messo in mostra a Euro 2012, il croato viene acquistato dal Bayern Monaco per una cifra intorno ai 13 milioni di euro. Con i Roten vive due grandissime stagioni collezionando tantissimi gol e trofei. Preso inizialmente come riserva di Mario Gomez, Mandzukic si è pian piano conquistato il posto da titolare segnando anche il gol del momentaneo 1-0 nella finale di Champions vinta contro il Borussia Dortmund. Oltre alla Coppa “dalle grandi orecchie” l’attaccante ha aggiunto al suo palmarès due Campionati tedeschi, due Coppe di Germania, una Supercoppa Europea e il Mondiale per Club. Insomma due stagioni da protagonista per lui nonostante l’arrivo sulla panchina bavarese di Guardiola con il quale non riuscirà mai a trovarsi a proprio agio. Nell’estate del 2014 poi, con l’ingaggio del Bayern di Lewandowski, Mandzukic viene ufficialmente messo sul mercato.

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L’avventura poco felice all’Atletico Madrid 

Nel luglio 2014 passa all’Atletico Madrid pronto a sostituire il partente Diego Costa. Nonostante un inizio promettente grazie alla rete decisiva nella Supercoppa di Spagna contro i rivali del Real Madrid, la sua avventura con i Colchoneros ha lasciato molto a desiderare. La sua esperienza con la squadra di Simeone si conclude comunque con 20 gol in 43 presenze, ma a causa di un paio di infortuni, e dell’esplosione di Griezmann, gli spagnoli decidono di non riconfermarlo mettendo in vendita il suo cartellino. Fortunatamente un attaccante con le sue caratteristiche in grado di creare diversi problemi alle difese avversarie in area di rigore fa sempre comodo. Infatti ad aggiudicarsi le sue prestazioni nell’estate del 2015 è la Juventus.

I magnifici quattro anni alla Juventus

Anche con la Vecchia Signora l’inizio è più che promettente considerando il gol dell’1-0 nella finale di Supercoppa Italiana contro la Lazio. I suoi anni con la maglia bianconera sono stati a dir poco straordinari come dimostrato dai numerosi titoli vinti. In 4 stagioni vince 4 Scudetti, 3 Coppa Italia e 2 Supercoppe. Il croato va molto avvicino anche ad alzare la sua seconda Champions nella finale persa 4-1 contro il Real Madrid. Finale questa nella quale il numero 17 mette a segno una bellissima rete in semi rovesciata che porta il match momentaneamente in parità.

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Soprannominato Mr. No Good dai suoi compagni di squadra, col passare del tempo diventa un vero e proprio leader della compagine torinese. Amato dai tifosi per il suo spirito da guerriero sempre pronto a lottare su ogni pallone sgomitando contro qualsiasi tipo di avversario in area di rigore, Mandzukic si è guadagnato in alcune gare anche la fascia da capitano. Con le sue 44 reti in bianconero l’ex Bayern Monaco è riuscito ad entrare nella storia della Juventus, ma soprattutto nel cuore dei tifosi.

L’addio di Mandzukic alla Juventus 

Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo nella squadra di Massimiliano Allegri, Mandzukic continua a mettere a segno diversi gol, facendo anche tanto “lavoro sporco” in mezzo al campo, e dimostrandosi il partner ideale del fuoriclasse portoghese. Nonostante l’ottimo inizio, l’annata 2018/2019 è stata una delle meno proficue per il centravanti classe ’86. I numerosi infortuni nell’ultima parte di stagione infatti, non gli hanno permesso di aiutare i suoi nei quarti di finale di Champions League contro l’Ajax. 

Nella stagione successiva invece, con l’esonero di Allegri e l’arrivo in panchina di Sarri, Mandzukic vede perdere sempre di più il posto da titolare e la centralità nel progetto tecnico. L’ex allenatore del Napoli infatti, decide di richiamare alla base un attaccante come Higuain con caratteristiche completamente differenti da quelle del numero 17, mettendo così il croato addirittura fuori rosa. Questa decisione da parte del tecnico e della società, porta il gigante croato a rescindere il contratto con la Juventus, accettando la ricca offerta dell’Al-Duhail.

L’esperienza in Qatar e con la maglia del Milan

Con i qatarioti però l’ex Atletico Madrid non è mai riuscito a lasciare il segno. Solo due infatti sono i gol in appena 10 presenze. I continui problemi fisici alla fine, lo portano a prendere la decisione di rescindere nuovamente il contratto con l’Al-Duhail. Dopo alcuni mesi di inattività, Mandzukic decide di accettare la proposta di un’altra squadra italiana: il Milan. I rossoneri infatti hanno intenzione di avere in rosa un degno sostituto di Ibrahimovic di grande esperienza.

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Anche con il Diavolo non riesce ad incidere. La scarsa condizione fisica e i continui fastidi muscolari non gli danno tregua e a causa di questi fattori conclude il suo semestre con solo 10 presenze. Da evidenziare il suo gesto generoso con i rossoneri nel donare in beneficienza tutto lo stipendio di marzo alla Fondazione Milan per lo scarso impiego in campo. Nonostante la qualificazione in Champions che gli avrebbe garantito il rinnovo automatico del contratto, il croato decide di lasciare comunque la compagine milanese al termine della stagione.

La carriera di Mandzukic: la sua esperienza in Nazionale 

L’attaccante croato ha fatto benissimo non solo con i diversi club con i quali ha giocato, ma anche in nazionale. Debutta con la nazionale maggiore nel novembre 2007 siglando il suo primo gol nella sconfitta per 4-1 contro l’Inghilterra. Col passare degli anni Mandzukic è diventato un leader tecnico e carismatico anche della Croazia mettendo a segno 33 gol in 88 presenze. Grazie ai suoi gol e alla sua voglia di combattere su ogni pallone, il croato ha trascinato i suoi alla finale del Mondiale 2018 giocata in Russia e persa contro la Francia 4-2. Nonostante la sconfitta, il croato è entrato nella storia per essere diventato il quinto giocatore dopo: Puskas, Zidane, Czibor e Gerd Müller, ad andare a segno sia in finale di Coppa dei Campioni, sia in finale della Coppa del Mondo. Finale questa che ha sancito anche la fine della sua avventura con la maglia scaccata. Oltre a considerare Mario Mandzukic un rapace d’area di rigore, un combattente nato e uno degli attaccanti più forti del panorama europeo, possiamo definirlo anche un vero e proprio vincente.

I suoi successi e cosa ha dato al calcio

Ovunque è andato ha dato sempre un enorme contributo facendosi amare dai tifosi e odiare dagli avversari per la sua pericolosità in area di rigore. Nella maggior parte delle stagioni da professionista, il croato ha sempre raggiunto la doppia cifra in termini di gol, trascinando ogni squadra in cui ha giocato alla vittoria di diversi trofei. Son infatti ben 27 le coppe alzate dall’ex Juventus tra Serie A, Bundesliga, Liga e campionato croato.

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Insomma una carriera da fuoriclasse quella del gigante croato. Peccato per le ultime annate condizionate da continui infortuni che sicuramente lo hanno portato alla difficile decisione di appendere gli scarpini al chiodo. Ciò che ogni appassionato del calcio ricorderà di lui saranno sicuramente i tantissimi gol messi a segno (quasi 230 in totale), ma soprattutto la sua voglia di combattere e di lottare su ogni pallone e contrasto. Un vero e proprio guerriero capace di aiutare i suoi compagni di squadra nel momento del bisogno, disposto addirittura a sacrificarsi in fase difensiva come successo diverse volte alla Juventus

Un esempio da seguire per impegno e deidizione per chiunque si avvicini a questo sport. Partito dalla seconda divisione croata, Mandzukic è riuscito a vestire le maglie di club prestigiosi vincendo tutto ciò che poteva vincere. La vittoria del Mondiale avrebbe messo sicuramente la ciliegina sulla torta alla carriera di uno dei più forti centravanti degli ultimi dieci anni, ma i trofei collezionati e l’amore dei tifosi nei suoi confronti rendono comunque la sua esperienza nel mondo del calcio difficilmente dimenticabile. Grazie di tutto Mario!

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