Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Modesto

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francesco modesto

La consueta rubrica targata 11contro11, “Vecchie Glorie”, dedica il suo appuntamento odierno a un esterno di difesa affermatosi in provincia e che negli ultimi anni sta cercando fortuna nelle vesti di allenatore: Francesco Modesto. Calabrese di nascita, le maggiori soddisfazioni a livello professionale le vive proprio nella terra d’origine, con le maglie di Reggina e Crotone, alle quali si aggiungono diverse tappe in Serie A. Da pochi anni a questa parte, invece, cerca nuove e stimolanti sfide alla guida di squadre di categorie minori, dopo aver dovuto superare anche alcune difficoltà extra-campo, nelle aule di tribunale.

La carriera di Francesco Modesto: da Cosenza ad Ascoli, passando per Palermo

Francesco Modesto nasce il 16 febbraio 1982 a Crotone. Sin da giovanissimo mostra spiccate abilità nel dinamismo e nell’affrontare sia la fase difensiva che quella offensiva, crescendo nelle giovanili della Vibonese e venendo poi acquistato dal Cosenza. L’esordio tra i professionisti, tuttavia, avviene proprio a Vibo Valentia, in Serie D, dove i rossoblù lo lasciano a farsi le ossa e affrontare partite sempre più impegnative. Dedizione premiata dal club silano nel 2001, quando lo richiama alla base. Nella circostanza, l’allenatore Luigi De Rosa non solo lo fa esordire, ma lo promuove titolare sulla fascia difensiva, col suo successore Emiliano Mondonico che continua a impiegarlo con continuità. L’ottimo rendimento in Calabria consente al terzino di guadagnarsi la chiamata dell’ambizioso Palermo di Maurizio Zamparini, che punta con decisione alla promozione in Serie A.

In una stagione e mezza Modesto riesce a giocare solo a fasi alterne, cambiando aria giusto sei mesi prima che i rosanero festeggino il ritorno in massima serie. Il trasferimento in questione avviene verso Ascoli, e alla fine, nonostante tutto, si rivela essere crocevia importante per la propria carriera. In bianconero, infatti, non solo ritrova la stessa continuità di Cosenza, ma riesce anche a risultare decisivo in fase offensiva, con i primi 3 gol della propria carriera, contro il Modena e nel doppio confronto con la Triestina. I marchigiani, inizialmente, infrangono i propri sogni di promozione nella semifinale playoff contro il Torino, ma l’esito del caso Genoa porta a un clamoroso “ripescaggio” in massima serie, del quale lui diventa quindi protagonista sul campo.

L’epopea alla Reggina e le esperienze successive

Le ottime prestazioni di Francesco Modesto in cadetteria portano la Reggina a puntare su di lui. La polivalenza nella doppia fase e le ottime doti offensive rispecchiano alla perfezione lo stile di gioco di Walter Mazzarri. Il tecnico toscano, sin da subito, lo schiera come esterno di centrocampo del suo 3-5-2. In riva allo stretto il calciatore crotonese raggiunge l’apice dal punto di vista della forma e anche come soddisfazioni personali, contribuendo con 3 reti, la prima in assoluto nell’1-1 contro il Torino, alle esaltanti stagioni degli amaranto in massima serie. Inoltre, la miracolosa salvezza post-Calciopoli del 2007, tra l’altro, vale a lui e ad altri compagni, come Giacomo Tedesco e Rolando Bianchi, la cittadinanza onoraria di Reggio Calabria.

Nell’estate 2008 chiude l’esperienza alla Reggina, in quella che di fatto, anche se solo per tre anni, è stata la squadra con cui ha giocato di più. In seguito inizia a girovagare per l’Italia in diverse squadre di Serie A. La prima tappa è al Genoa, dove gioca ai suoi livelli ma poco, a causa di un brutto infortunio. Successivamente gioca a Bologna e Pescara passando per Parma, dove realizza anche 4 gol in due stagioni, record personale. In seguito si accasa al Padova, tornando quindi in Serie B.

La ciliegina sulla torta a Crotone

Sempre in Serie B poi, nel 2014, Francesco Modesto abbraccia la causa della sua Crotone e della squadra del capoluogo calabrese. L’avventura nella terra di Pitagora, la sua terra, potrebbe essere apparentemente l’ideale per chiudere senza troppe complicazioni la propria carriera. Ed effettivamente la salvezza ottenuta nella prima stagione sembrerebbe confermare questo concetto. Ma il bello, e l’inaspettato, doveva ancora arrivare 

Con l’avvento in panchina di Ivan Juric, suo ex compagno di squadra al Genoa, infatti, Modesto vive la soddisfazione più bella: portare il Crotone per la prima volta nella sua storia in Serie A, contribuendo anche con un gol nel successo per 2-0 sul Como. Un vero e proprio finale da film, che giunge poi ai titoli di coda a Rende, in Serie D. Con i biancorossi totalizza 14 presenze e 2 gol prima di dire definitivamente addio al calcio giocato.

Francesco Modesto oggi: la nuova vita in panchina, dopo l’assoluzione

Come accennato in precedenza, nel 2016 Francesco Modesto finisce in prima pagina per alcune vicende extra-campo. Il quasi ex terzino viene infatti arrestato nel corso della maxi-retata delle forze dell’ordine di Cosenza, intenta a sgominare un giro di usura ed estorsioni. Secondo le accuse del collaboratore di giustizia Roberto Violetta Calabrese, il calciatore avrebbe preso parte ad alcune delle attività illecite portate avanti dal suocero. Tuttavia, sia in primo grado che in appello, Modesto è riuscito a far prevalere la sua totale estraneità ai fatti, venendo totalmente assolto e riuscendo quindi a intraprendere la carriera di allenatore.

Dopo aver terminato il corso di Coverciano, la prima squadra a dargli una chance in questa nuova veste è sempre il Rende. Il club calabrese, dapprima, gli affida affida la formazione Berretti. In seguito, nell’estate del 2018, lo promuove alla guida della prima squadra, in Serie C. Un cammino veramente importante terminato col decimo posto e la partecipazione ai playoff, terminati al primo atto, nel match perso contro il Potenza.

Successivamente punta su di lui il Cesena, che però lo solleva dall’incarico a metà stagione. Stessi colori ma meta diversa nella tappa successiva, con l’approdo alla Pro Vercelli, condotta al quarto posto e ai playoff di Serie C. Così come a Rende, tuttavia, il cammino si interrompe al primo turno, stavolta contro il Sudtirol. Decisamente meno memorabile il ritorno a Crotone, guidato per per 31 partite su 38 ma non riuscendo a conseguire la salvezza in Serie B. Dall’8 novembre 2022, invece, è stato ingaggiato dal Vicenza, in Serie C, per tentare il ritorno in cadetteria. Il tutto sempre all’insegna della grinta, della determinazione e della grande conoscenza dello sport che tanto gli ha dato e dal quale spera di ricevere molte gioie e soddisfazioni.

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