Vecchie Glorie: parliamo di Giuseppe Biava

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giuseppe biava

Prima di congedarsi momentaneamente per la pausa estiva, la rubrica “Vecchie Glorie” targata 11contro11, nell’appuntamento odierno, rivive le gesta di Giuseppe Biava. Giocatore dinamico e dedito alla proiezione offensiva, il difensore lombardo ha vissuto nella propria carriera una vera e propria escalation indossando le maglie di Palermo, Genoa, Lazio e Atalanta. Il tutto mettendo al centro di ogni cosa la sua Albinoleffe, con cui è cresciuto e ha esordito da calciatore e si appresta a esordire in panchina in veste di allenatore, la prossima stagione.

La carriera di Giuseppe Biava: dalla crescita all’Albinoleffe all’esplosione di Palermo

Giuseppe Biava nasce a Seriate, in provincia di Bergamo, l’8 maggio 1977. I primi passi su un campo da calcio vengono mossi nel settore giovanile del Leffe per poi all’Albinese, entrambe compagini del bergamasco. Dopo aver contribuito alla promozione di quest’ultima in Serie C2, ha preso parte, nel 1998, alla fusione delle due squadre nell’Albinoleffe. Di conseguenza è stato anche uno dei pionieri della Coppa Italia di categoria nel 2002 e soprattutto della storica promozione in Serie B dei seriani nel 2003, sotto la guida di Elio Gustinetti, contribuendo anche con 3 reti. All’esordio in cadetteria Biava dimostra di essere difensore forte e da squadra ambiziosa, tanto che a gennaio arriva la chiamata del Palermo lanciato verso la promozione in Serie A, dove si ritaglia subito uno spazio da protagonista. Ma questo non è che l’inizio. 

All’esordio in massima serie il giocatore lombardo va a formare con i futuri campioni del mondo Cristian Zaccardo, Andrea Barzagli e Fabio Grosso una cerniera difensiva d’alta classifica. E infatti i rosanero di Francesco Guidolin centrano la qualificazione alla Coppa Uefa grazie al sesto posto ottenuto in campionato. E Biava in questo complesso continua a garantire prestazioni maiuscole e da difensore d’esperienza, trovando il primo gol in Serie A la stagione successiva e uno a dir poco spettacolare, contro la Reggina, nel 2006/2007. Il tutto prima di giocare ancora un anno in Sicilia e di accettare, nel 2008, una nuova sfida a tinte rossoblù, quelle del Genoa.

Dal Genoa all’Atalanta passando per la Lazio

L’annata di Giuseppe Biava all’ombra della lanterna è a dir poco esaltante, seguendo la falsa riga di quelle precedenti a Palermo. Il Genoa di Gian Piero Gasperini, infatti, termina il campionato al quarto posto a pari merito con la Fiorentina. Tuttavia sono i viola a guadagnare un posto in Champions League grazie a un bilancio migliore negli scontri diretti. Di quella squadra, manco a dirlo, l’ex Albinoleffe, autore anche di 2 reti, è uno dei perni della difesa insieme a Matteo Ferrari e Salvatore Bocchetti, la quinta meno perforata del torneo. E anche l’annata successiva inizia nel migliore dei modi, con Biava che realizza uno dei gol che regalano al Genoa un importante successo contro la Roma.

Anche da questo si intuisce come la capitale sarebbe entrata a breve nel destino del difensore. Nel mercato di gennaio 2010, infatti, la Lazio ne acquista il cartellino per rinforzare la squadra. Un’occasione non da poco per lui, che finalmente può indossare la casacca di uno dei club più blasonati del campionato, agli ordini di Edi Reja. Memorabile il gol realizzato nella vittoria per 3-1 contro l’Inter vincitrice del Triplete e da lì a poco anche del Mondiale per club. La permanenza si protrae per altre tre stagioni, nelle quali riesce anche, nel 2013, ad alzare al cielo un importante trofeo come la Coppa Italia vinta nel derby-finale contro la Roma.

Prima di appendere gli scarpini al chiodo, Biava decide di fare ritorno dove tutto era iniziato, nella sua Bergamo. Però, questa volta, i colori sono quelli nerazzurri dell’Atalanta. La stagione sotto la guida di Stefano Colantuono prima e nuovamente di Reja, poi, termina con la salvezza della squadra orobica. In seguito il giocatore dà l’addio al calcio giocato, ma senza abbandonarlo del tutto. 

Giuseppe Biava oggi: da dirigente ad allenatore

Pur non essendo più un difensore, Giuseppe Biava decide di rimanere nel mondo che gli ha dato tante soddisfazioni. Il primo ruolo è quello di responsabile dell’area tecnica del Cenate Sotto, realtà della sua zona militante in Seconda Categoria. In seguito decide di intraprendere la via della panchina, diventando allenatore della formazione Juniores del Pontisola. Il tutto prima di tornare nuovamente nella sua Albinoleffe.

Vecchie Glorie: parliamo di Giuseppe Biava
Giuseppe Biava oggi, in veste di allenatore dell’Albinoleffe.

Nel 2016, in particolare, entra dapprima come tecnico della formazione Berretti. Un ruolo ricoperto fino a pochi mesi fa e culminato della vittoria del Trofeo di categoria e soprattutto del campionato Primavera 3, che ha portato la squadra alla promozione in Primavera 2. Un progetto a forti “tinte verdi” molto ben visto dalla proprietà, la quale nel giugno 2022 ha deciso di affidargli la guida della prima squadra, in Serie C. Un ritorno al passato in piena regola per Giuseppe Biava, quindi, il quale si augura di poter rivivere gli esaltanti picchi raggiunti nella carriera da calciatore. Il tutto sempre all’insegna della grinta e senza mai mollare un centimetro.

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