Vecchie Glorie: parliamo di Sebastien Frey

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Sebastien Frey

Dopo avervi parlato ieri di Alexander Manninger, oggi la redazione di 11contro11 vuole porre sotto la lente d’ingrandimento un altro grande portiere che ha giocato in Serie A durante gli anni 2000. L’estremo difensore in questione è Sebastien Frey. Il nazionale francese ha militato nell’Inter, nel Parma e nella Fiorentina e si è ritirato dalle scene nel 2015, dopo un’esperienza in Turchia. 

Poco considerato dalla rappresentativa transalpina, il classe ’80, in realtà, è ricordato da tutti per essere stato uno dei portieri più forti del proprio periodo. In maglia crociata, nel 2002, ha vinto una Coppa Italia; in Champions League, inoltre, può contare ben 21 apparizioni.

Vecchie Glorie: parliamo di Sebastien Frey

Con 446 presenze nella nostra massima serie nazionale, Sebastien Frey è il quinto, tra i giocatori stranieri, per numero di incontri disputati in Serie A. Con la Nazionale francese, purtroppo, non raggiunse prestigiosi traguardi, anche a causa del poco spazio a lui riservato. Tuttavia, il portiere ex-Fiorentina è stato un calciatore veramente influente per i giovani che, in seguito, si sono avvicinati al suo ruolo

La carriera di Sebastien Frey

Sebastien Frey nasce a Thonon-Les-Bains il 18 Marzo 1980. Cresciuto in una famiglia di ex-giocatori, il piccolo di casa Frey non può che innamorarsi del calcio. Fin dall’età di 10 anni, infatti, milita all’interno delle giovanili di un club francese prestigioso: il Cannes. In seguito ad una trafila lunga ben sette stagioni, condivisa in parte anche con il fratello Nicolas, il 20 Settembre 1997 Sebastien esordisce in prima squadra.

Durante l’annata 1997-1998, il classe ’80 è il portiere titolare del Cannes, in Division 1. A fine anno, poi, le prestazioni sono così convincenti e numerose (ben 24) che Walter Zenga, ex-calciatore dell’Inter, lo nota e lo consiglia alla società di Corso Vittorio Emanuele. L’estate del 1998, dunque, è quella della svolta per il giovane estremo difensore: a soli 18 anni, uno dei club più importanti del mondo decide di investire su di lui.

L’Inter e il Parma: le prime stagioni italiane

Ad inizio 1998-1999, Sebastien Frey è il terzo portiere della formazione meneghina: prima del ragazzo francese, infatti, vi sono Pagliuca e Mazzantini. In inverno, però, quest’ultimo viene ceduto e le gerarchie cambiano. Frey diventa il primo sostituto e, addirittura, il 21 Marzo 1999 esordisce in maglia nerazzurra, nella sfida vinta per 4-0 contro la Sampdoria. Infine, sempre durante il ’98-’99, l’ex-Cannes diventa il portiere più giovane di sempre nella storia interista a giocare dal primo minuto (a 19 anni e 16 giorni). 

Vecchie Glorie: parliamo di Sebastien Frey

La stagione successiva, dopo 7 apparizioni soltanto, Frey viene mandato in prestito per accumulare esperienza. L’Hellas Verona decide di offrirgli un’opportunità, portandolo in Veneto. L’estremo difensore ricambia la fiducia ed aiuta gli scaligeri ad ottenere una semplice salvezza, giocando da titolare. Infine, nel 2000-2001 rientra alla “base” e diventa la prima scelta nell’Inter di Marcello Lippi e Marco Tardelli.

L’annata, purtroppo, è deludente e, nell’estate del 2001, Sebastien Frey viene inserito all’interno della lista dei partenti. Il Parma, rimasto orfano di Buffon (passato alla Juventus), coglie la palla al balzo e ingaggia il forte portiere francese. Per 10 miliardi di lire, più il cartellino di Sérgio Conceição, il n°1 transalpino si trasferisce in Emilia-Romagna. Dalla stagione 2001-2002 alla 2004-2005, l’estremo difensore scende in campo in ben 132 occasioni, vincendo anche, non da protagonista, la Coppa Italia, nell’annata 2001-2002.

La Fiorentina e il rapporto con Prandelli

Dopo aver giocato in ogni competizione nazionale ed internazionale con la maglia dei crociati, Sebastien Frey veste la casacca giallo-blu, per l’ultima volta, durante lo spareggio per la permanenza in massima serie. Il 18 Giugno 2005, infatti, grazie anche alle parate del classe ’80, il Parma ribalta il risultato dell’andata e, nel play-out di Serie A contro il Bologna, riesce a mantenere la permanenza nel nostro campionato più prestigioso.

Il 24 Giugno successivo, Cesare Prandelli lo chiama alla Fiorentina. Con un prestito gratuito e una decurtazione di stipendio, il nuovo n°1 viola si trasferisce all’ombra di Palazzo Vecchio. In Toscana il ragazzo ex-Inter rimarrà per ben sei stagioni, disputando anche due volte i gironi di Champions League. La parentesi fiorentina, tuttavia, non è sempre rosea: il 10 Gennaio 2006, infatti, subisce una contusione alla tibia e rimane ai “box” per qualche mese, venendo sostituito da Lobont.

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Riscattato nell’estate del 2006 per 5 milioni di euro, il nativo di Thonon-Les-Bains gioca titolare per tutto l’anno sportivo ’06-’07, raggiungendo anche il primato di portiere meno battuto del campionato (con 31 reti in 38 gare, meno di una per match). Per le successive tre stagioni, Sebastien Frey è titolare indiscusso della rosa di Cesare Prandelli, scendendo in campo in 144 gare ufficiali, tra campionato, Coppa Italia, Champions League e Coppa Uefa. Il 2 Novembre 2011, tuttavia, subisce l’infortunio più grave della sua carriera, sollecitando anche il legamento crociato anteriore.

Genoa e Bursaspor, la fine della carriera

Il 29 Luglio 2011, dopo mesi lontano dai campi, il Genoa lo contatta e lo acquista, regalandogli l’ultima chiamata italiana della carriera. In due stagioni, Frey colleziona 76 presenze e due salvezze guadagnate sul campo. Nel 2013, infine, il 15 Luglio, il portiere ex-Parma passa al Bursaspor per 5 milioni di euro e lascia l’Italia dopo 15 anni. Pochi mesi più tardi, il 5 Dicembre 2013, annuncia il ritiro ufficiale dal calcio giocato.

La Nazionale e Sebastien Frey

Prima di entrare nell’orbita della Nazionale maggiore, Sebastien Frey gioca nell’Under-21 e rientra solo qualche volta nel giro dei pre-convocati. Il 17 Novembre 2004, quando ancora milita nel Parma, viene incluso nella rosa della Francia per una sfida contro la Polonia, che però l’estremo difensore non gioca. Il 28 Agosto 2007, poi, disputa un incontro con la rappresentativa “B” dei Blues, contro la Slovacchia.

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Infine, il 21 Novembre 2007, finalmente, riesce ad esordire con la maglia ufficiale della Nazionale transalpina, in un match valido per le qualificazioni ad Euro 2008. Frey gioca la sua prima gara con la casacca francese, subendo due reti contro l’Ucraina (nel 2-2 finale).

Infine, nel Maggio del 2008, scende in campo per la seconda volta (ed ultima) in una gara amichevole contro l’Ecuador, in preparazione al Campionato continentale che si sarebbe tenuto di lì a poche settimane. Il portiere dei crociati, infatti, viene convocato da Raymond Domenech per svolgere il ruolo di terzo estremo difensore in occasione della rassegna europea.

Le curiosità relative alla vita di Sebastien Frey 

Prima e dopo il ritiro dal calcio giocato, il portiere francese si è reso protagonista di alcune vicende abbastanza interessanti. La prima curiosità legata all’ex-calciatore riguarda la sua famiglia. La dinastia Frey, infatti, non è composta soltanto da Sebastien e da Nicolas: il nonno dei due ragazzi, André, ha giocato in Ligue-1, con il Metz e con il Tolosa, indossando anche la maglia della Nazionale; il padre dei due, portiere, invece, è arrivato fino alla seconda divisione transalpina.

Vecchie Glorie: parliamo di Sebastien Frey

Durante la sua carriera, quando ancora gioca nella Fiorentina, grazie alla vicinanza di Roberto Baggio, definito un grande amico, Frey diventa buddhista. L’estremo difensore si avvicina a questo credo religioso in un momento di difficoltà, proprio quando a Firenze subisce uno degli infortuni più gravi della propria carriera. Un altro particolare interessante della vita del classe ’80 è quello relativo al valore del cartellino. Dal 2006 al 2011, per ben cinque anni, il prezzo di Frey s’aggira attorno ai 5 milioni di euro, cifra costante che dimostra quanto alta sia stata la qualità delle prestazioni del ragazzo francese.

Infine, due altri sono i bizzarri episodi che hanno caratterizzato la vita dell’estremo difensore. Il primo è quello del 14 Luglio 2016: quando avviene l’attentato terroristico su “Promenade des Anglais”, infatti, Frey si sarebbe dovuto trovare lì. Fortunatamente un ritardo nel volo che lo avrebbe riportato a Nizza gli ha salvato la vita. Il secondo è quello legato alla malattia che lo ha colpito di recente. Nel 2019, infatti, il 21 Marzo, è proprio il nativo di Thonon-Les-Bains ad annunciare che un virus lo avesse colpito e che solo per miracolo fosse ancora vivo. 

Il presente di Sebastian Frey 

Il mancato attentato subìto, la vittoria contro il virus e l’abilità di ricostruirsi una vita all’esterno del campo fanno di Sebastien Frey un uomo consapevole dei propri mezzi e “debitore” nei confronti della vita. Il portiere ex-Cannes ne è consapevole ed infatti, non appena gli è possibile, realizza opere di beneficienza. L’ultima è stata quella del 20 Maggio 2021, grazie alla partita “Gillette Bomber vs King“, durante la quale l’ex-n°1 si è anche distinto per la qualità delle parate compiute

Vecchie Glorie: parliamo di Sebastien Frey

Dopo il ritiro dai campi da gioco, il ragazzo classe ’80 ha voluto lanciare un messaggio al mondo che lo ha reso grande. Frey ha parlato a cuore aperto verso i giovani che oggi calcano i terreni di mezza Europa: “mi sono accorto che questo mondo mi appartiene sempre di meno. La parola di una persona aveva lo stesso valore di una firma, ora non contano più neanche le firme. Io non so cosa darei per tornare all’età in cui pensi solamente a portare il pallone e ad andare a giocare con gli amici”.

Oggi Sebastien Frey vive a Nizza, dove nel 2016 è riuscito a sfuggire all’attacco terroristico. Nel 2019 si è risposato, dopo esser stato unito in matrimonio con l’ex-moglie Roberta, dalla quale ha avuto Daniel (nel 2002) e Elsa (nel 2004). Recentemente, in occasione dei 40 anni, Frey ha dichiarato di voler fare il padre a tempo pieno, dedicando tutto il proprio tempo ai figli. 

Una riflessione finale sul portiere ex-Inter e Fiorentina

Anche grazie alle dichiarazioni rilasciate, Sebastien Frey si è fatto conoscere agli occhi del pubblico, non soltanto per i grandiosi interventi atletici, ma anche per le doti morali. In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo a livello di valori, è bello poter constatare che anche un importante ex-giocatore stia provando ad invertire la rotta.

Vecchie Glorie: parliamo di Sebastien Frey

Le partite con la squadra delle Leggende, i match al fianco di associazioni che combattono attivamente contro la violenza sulle donne, il voler dimostrare a tutti che fare il padre possa essere un lavoro “a tempo pieno”: questi sono i tre capisaldi della vita di Sebastien Frey.

In passato, il n°1 di Thonon-Les-Bains ha dimostrato di essere un grande professionista; oggi, inoltre, sta facendo comprendere anche ai più scettici che costruire una vita al di fuori del campo da gioco è possibile, soprattutto seguendo delle leggi morali che, molto spesso, purtroppo, vengono trascurate.

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