Vecchie Glorie: parliamo di Vittorio Tosto

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Nuovo appuntamento con la rubrica “Vecchie Glorie”, targata 11contro11, che vede protagonista un altro difensore, artefice delle fortune di diverse compagini di Serie A e Serie B: Vittorio Tosto. Terzino sinistro di grande spinta e dinamico in fase difensiva, il giocatore ha raggiunto l’apice della propria carriera indossando, tra le altre, le maglie di Salernitana, Piacenza, Genoa ed Empoli. In particolare, Tosto annovera nel suo palmares tre campionati, vinti proprio con i campani e gli emiliani. Che poi, sul campo, sarebbero stati addirittura quattro, contando quello vinto a Genova e revocato dalla giustizia sportiva per il caso Maldonado. Il tutto, rimanendo ancora oggi nel cuore di tanti tifosi, i quali non perdono mai occasione per continuare a omaggiarlo, attraverso i propri canali social.

La carriera di Vittorio Tosto: dalla gavetta in terra calabra all’exploit di Salerno

Vittorio Tosto nasce il 15 giugno 1974 a Cariati, in provincia di Cosenza. Il difensore muove i primi passi proprio nella squadra della propria città natale, nel campionato interregionale, prima di accettare, a 17 anni, l’importante chiamata della Fiorentina. Dopo aver compiuto la trafila del settore giovanile, con cui vince il Torneo di Viareggio, arriva per lui l’esordio tra i professionisti, sotto la guida di Claudio Ranieri. Nella sessione di calciomercato invernale, tuttavia, la società viola decide di mandarlo a giocare con maggiore continuità, nella Salernitana allenata da Delio Rossi. Nel 4-3-3 dell’allenatore riminese, il terzino cariatese diventa pedina fissa della fascia sinistra, con 16 presenze e il primo gol tra i professionisti. Perciò, raggiunge la promozione in Serie B dopo la finale playoff vinta contro la Juve Stabia. Prestazioni che valgono, proprio in quel periodo, anche cinque convocazioni e due presenze nella Nazionale under-21 di Cesare Maldini. E questo non era che l’inizio.

In seguito, la Fiorentina decide di dare il terzino al Torino, in cambio di Andrea Sottil. Con la nuova casacca granata, tuttavia, Tosto non ha la stessa fortuna. Inoltre, anche nelle successive esperienze con Lucchese ed Avellino, pur giocando tanto non raccoglie molto a livello di risultati di squadra. Nel 1996, allora, torna sovente la Salernitana, che l’acquista a titolo definitivo. Dopo un anno passato sul filo della retrocessione, torna in panchina quello stesso Delio Rossi che aveva riportato i campani in cadetteria e con i quali, in seguito, aveva sfiorato anche la Serie A. Obiettivo, invece, raggiunto nel 1997/1998, grazie a un’autentica schiacciasassi che, oltre a Tosto, autore dell’importante gol contro una diretta rivale come il Cagliari, annoverava in squadra gente come i fratelli Tedesco e Marco Di Vaio. Decisamente più sfortunata la stagione dell’esordio in massima serie per il difensore calabrese. Tra mille difficoltà, infatti, la squadra retrocede solo all’ultima giornata, perdendo a Piacenza.

Da Piacenza a Empoli, passando per Napoli, Genova e Ascoli

In seguito, Vittorio Tosto torna in cadetteria, ma a Genova, sponda Sampdoria, anch’essa neo-retrocessa. In blucerchiato, tuttavia, non ripete quanto fatto vedere a Salerno. E perciò, la stagione successiva, torna allo stadio Garilli, teatro della triste retrocessione con i granata, e sua nuova casa con la maglia del Piacenza. Gli emiliani, in cambio, mandano Cleto Polonia alla corte di mister Luigi Cagni. E proprio con la maglia rossa, il terzino sinistro torna a calcare il palcoscenico della Serie A, dopo la promozione ottenuta nel 2001.

Tra il 2001 e il 2003, Tosto si alterna dapprima con Paolo Tramezzani, e in seguito diventa titolare fisso della squadra, realizzando anche 3 gol e 2 assist. Alla fine di questo biennio, tuttavia, subisce nuovamente l’onta della retrocessione, decidendo, quindi, di tornare in Campania, ma alla corte del Napoli di Andrea Agostinelli, suo allenatore proprio a Piacenza. In maglia azzurra, sotto la sua guida prima e quella dell’indimenticato Luigi Simoni poi, raggiunge il suo record personale di realizzazioni stagionali, con 5 gol in Serie B.

La parentesi Ascoli e la fascia di capitano a Empoli

Dopo il fallimento della società, arriva proprio la chiamata dell’ambizioso Genoa che punta al ritorno in Serie A. Il resto è storia nota, come evidenziato precedentemente. In seguito, allora, l’Ascoli, che ha beneficiato dell’esclusione dei rossoblù, decide di puntare su Tosto. Una separazione, come ammesso recentemente dal diretto interessato, che ha accettato solo per venire incontro alle esigenze della società, in vista dell’iscrizione al campionato di Serie C1. La permanenza in terra marchigiana, tuttavia, dura appena sei mesi, e a gennaio del 2006 arriva l’ultima importante tappa della carriera del quasi trentaduenne: Empoli.

In Toscana, Tosto vive ben quattro stagioni e mezza. L’apice di questa esperienza lo raggiunge un anno dopo, nel 2007. Infatti, insieme, tra gli altri, all’ex compagno Ighli Vannucchi centra la qualificazione alla Coppa Uefa, senza però giocarla. Tuttavia il difensore si dimostra sempre elemento carismatico e uomo spogliatoio, tanto da indossare, in più di una circostanza, la fascia di capitano della squadra. Il tutto fino al 2010, anno del suo addio, dopo 520 presenze, 28 reti e 8 assist, al calcio professionistico, ma non al rettangolo verde. Infatti, prima di appendere gli scarpini al chiodo, Tosto torna a calcare i campi dilettantistici, con Fortis Lucchese prima e Lucca FC 2011 poi. Con quest’ultima, nata dalle ceneri della fallita Lucchese, ottiene la promozione in Serie D, tanto per cambiare, nel ruolo di capitano e ottenendo la nomina di miglior giocatore della squadra da parte dei cronisti locali.

Vittorio Tosto oggi: da direttore sportivo a consulente di mercato

Il mondo del calcio è ancora parte integrante della vita di Vittorio Tosto. L’ex difensore, infatti, ha dapprima intrapreso la carriera dirigenziale, rivestendo un doppio ruolo quando ancora giocava a Lucca. In seguito, nel 2016, è arrivata l’importante chiamata del Messina, militante in Serie C e che lo vuole nel ruolo di direttore sportivo. Esperienza finita ancor prima di cominciare, dopo appena due mesi, in seguito a una sopravvenuta divergenza di idee con il presidente dei peloritani, Natale Stracuzzi.

Vecchie Glorie: parliamo di Vittorio Tosto

Ad ogni modo Vittorio Tosto non si è mai dato per vinto, e ha continuato a perseguire la strada intrapresa dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Tant’è che, recentemente, ha fondato la propria società di consulenza nell’ambito del calciomercato, la “Green Soccer Team”. Il tutto sempre all’insegna di quella passione e di quella instancabile voglia di dare il proprio contributo allo sport e ad un ambiente che gli ha dato molto. E, in particolar modo, a tutti quei giovani e sconosciuti talenti che, come lui, perseguono il sogno di fare della propria passione il lavoro più bello. 

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